Ottaviano, festa patronale in onore di San Michele. Ecco il programma

Dalla solenne processione al volo degli Angeli, dai percorsi enogastronomici alla musica e al cabaret, passando per i concerti, i fuochi d’artificio e molto altro ancora. Tornano ad Ottaviano le celebrazioni per San Michele Arcangelo, il Santo protettore della cittadina vesuviana.

Ricchissimo il programma che, come ogni anno, prevede sia eventi religiosi che civili.

Si comincia martedì 7 maggio alle 19,30, con l’accensione delle luci artistiche, le tradizionali “Taverne” in piazza Municipio e la prima serata del “Percorso DiVino”, della Pro loco, presso il chiostro comunale, con degustazioni di vino e cibo accompagnate dalla musica. In via Giovanni XXIII, invece, ci sarà il percorso del gusto e dell’artigianato a sostegno delle attività commerciali locali, che proseguirà anche i due giorni successivi.

Mercoledì 8 maggio, “ecco il giorno avventuroso”. Lo scampanio dei Sacri Bonzi sveglierà la popolazione alle 6 e inizierà il rito dello sparo della “Diana”. Poi alle 11 la celebrazione eucaristica presso la Chiesa di San Michele Arcangelo alla presenza del Vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino. A seguire, la solenne processione e il tradizionale “Volo dell’Angelo”, uno degli appuntamenti storici più attesi della festa. In serata, proseguono sia le “Taverne” che il “Percorso DiVino”, che la musica in piazza.

Giovedì 9 maggio da segnalare “Ottaviano’s Got Talent”, sfida a premi tra artisti vesuviani: ore 21,30 in piazza Municipio.

Venerdì 10 maggio alle 21,30 in piazza Municipio è la volta dei Ditelo Voi, Biagio Izzo e Andrea Sannino, presentati da Valerio Merola e Ida Piccolo. La serata terminerà con i fuochi pirotecnici.

Sabato 11 maggio dalle 11 prenderà il via il Palio degli Asini, che proseguirà per il resto della giornata. In serata, ancora musica e lo spettacolo pirotecnico finale.   

“Fede, tradizione, devozione, divertimento, senso di appartenenza ad un’unica comunità: celebrare il nostro Santo vuol dire tutto questo e anche molto altro. Siamo un grande popolo, viviamo in una straordinaria città e abbiamo un Patrono che ci ama, ci protegge, ci aiuta. Ringrazio il comitato festa “Ottajano” per l’impegno e l’organizzazione e tutti i cittadini, che ogni anno si stringono intorno al nostro Santo”, dichiara il sindaco Luca Capasso.

“Sia questo un momento di concordia e di serenità per la nostra comunità. La festa continui a trasmettere i suoi nobili e antichi valori, unendo tutti gli ottavianesi, anche coloro i quali hanno dovuto lasciare il nostro territorio, ma il cui cuore è rimasto con noi”, aggiunge l’assessore allo spettacolo e agli eventi, Biagio Simonetti.

Il programma completo è consultabile sul sito del Comune di Ottaviano a questo link:

http://www.comune.ottaviano.na.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_762.html

Nola, amministrative 2019: IDeA – Popolo e Libertà, lista esclusa ma pieno appoggio a Cinzia Trinchese

Nonostante la bocciatura del ricorso che esclude la lista dalla competizione elettorale, IDeA – Popolo e Libertà ribadisce il pieno e incondizionato sostegno al candidato sindaco Cinzia Trinchese.

“Un errore formale nella presentazione della lista – spiega Felice Mercogliano, commissario cittadino del partito – ha bloccato la nostra corsa quali candidati ma, in piena coerenza con le motivazioni che ci hanno spinto a presentarci al fianco di questa coalizione, non faremo mancare il nostro supporto a Cinzia Trinchese. Continueremo la nostra campagna elettorale, se possibile in modo ancora più attivo, per gli ideali che abbiamo condiviso e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati per il bene di Nola e dei suoi cittadini”.

Il partito fondato da Gaetano Qugliariello dunque sgombera immediatamente il campo da possibili ambiguità per mettere a tacere le voci infondate di improbabili appoggi esterni da parte di singoli esponenti verso altre forze in campo per questo turno elettorale.

Il Movimento 5 Stelle e il 5 Maggio

Domenica 5 maggio in diverse regioni italiane gli attivisti e simpatizzanti grillini sono chiamati a raccolta per esprimere la loro opinione sulla riorganizzazione del Movimento voluta dal capo politico Luigi Di Maio. I punti all’o. d. g. che verranno messi in discussione riguardano: 1. Organizzazione nazionale e locale del movimento; 2. Rapporti con liste civiche sui territori; 3. Nuove regole per i consiglieri comunali; 4. Temi relativi alle votazioni su Rousseau. Per la Campania l’organizzazione è stata affidata a due portavoce parlamentari, il Deputato Andrea Caso, membro della Commissione Antimafia, e il Senatore Sergio Vaccaro. Caso: “il MoVimento 5 Stelle si prepara a sfide e cambiamenti importanti come sempre discussi e condivisi con i propri iscritti, elettori e portavoce, dalla partecipazione alla piattaforma Rousseau primo esempio di democrazia diretta nel mondo politico a queste assemblee regionali ci confermiamo l’unica forza politica oggi esistente che offre la possibilità ai cittadini di partecipare al cambiamento, un cambiamento reale”. Vaccaro: “Possiamo e dobbiamo dare voce in modo più strutturato alle tante esperienze che abbiamo sui territori, in modo da essere più competitivi a ogni livello. C’è tanta voglia di partecipazione e, dunque, di M5s.” La data scelta non può non evocare una delle più famose odi italiane, “Il 5 Maggio”, scritta da Alessandro Manzoni e dedicata a Napoleone Bonaparte, deceduto appunto il 5 maggio del 1821. Pare che Manzoni avesse appreso la notizia della morte dell’imperatore dalle pagine della gazzetta di Milano il 17 luglio. “L’obiettivo del poeta non era tanto quello di glorificare il condottiero, quanto quella di sviluppare, attraverso la figura di questo uomo fatale, una riflessione sui limiti dell’agire umano e sul grande disegno della Divina Provvidenza”. Nell’auspicio che i vari nodi che si sono creati nella base e tra gli attivisti del M5S vengano al pettine e di conseguenza sciolti, niente ci sembra più attuale, simile, e opportuno nel confronto e nella prospettiva futura, rispetto alle sfide che il Movimento 5 Stelle ha avuto e avrà l’ambizione di portare avanti, per il bene dei cittadini. L’appuntamento è per domenica prossima a partire dalle ore 9.00 e fino alle ore 18.00 a Napoli all’Hotel Ramada in via G. Ferraris, 40.  

Accordi e disaccordi

Nei giorni scorsi è stato raggiunto un accordo tra governo e sindacati della scuola, che ha fatto revocare lo sciopero già proclamato per il 17 maggio. “Sospendere, non revocare” precisano i sindacati; ma dopo il 17 maggio resta solo il blocco degli scrutini… Determinante per l’accordo è stata la scadenza elettorale ravvicinata: uno sciopero è sempre un problema per la maggioranza di governo. E poi il voto del personale della scuola ha un notevole peso quantitativo e qualitativo. Lo sanno bene il presidente Conte, presente alla trattativa, e il sottosegretario Giuliano, che hanno provato a neutralizzare il ministro Bussetti e le posizioni della Lega sul tema “istruzione”. L’accordo o intesa riguarda vari aspetti. Uno sulla materia più propriamente sindacale: il rinnovo del contratto collettivo di lavoro per quanti operano nei settori di scuola, università e ricerca. Un altro pure importante riguardante il precariato; un altro ancora il sistema scolastico nazionale. Per la parte relativa al contratto il governo si impegna a trovare risorse con la prossima finanziaria, quella famosa, del banco di prova o della resa dei conti, su cui si concentra l’attenzione di tutti. A dire di volersi impegnare a trovare le risorse non si è molto credibili, soprattutto alla vigilia di elezioni importanti. E poi c’è anche, per la verità, un brutto precedente. I dirigenti scolastici, quelli del controllo biometrico cioè delle impronte, aspettano da dicembre ancora la “certificazione” dell’ipotesi del loro Ccnl, sottoscritto con il governo. Per gli insegnanti e le altre figure, per adesso di concreto c’è ben poco. Anzi, solo il riconoscimento che la loro retribuzione è sotto di un 24% a quella media dei colleghi europei. Nell’intesa si parla anche di precariato, o meglio, più che dei precari si parla dei posti che rimangono scoperti dopo i pensionamenti. Non ci troviamo mai pronti a sostituire i colleghi che vanno in pensione! E quando ci arriviamo, si sono liberati tanti altri posti e creato tanto nuovo precariato. Come affrontare l’emergenza che si determinerà, per via dei pensionamenti, all’inizio del prossimo anno scolastico? I sindacati hanno “strappato” l’impegno al governo di indire corsi di abilitazione e concorsi straordinari per tutto il personale con tre anni di servizio. È facile immaginare che per settembre prossimo il percorso di reclutamento non si sarà neppure avviato! Risultati ben più soddisfacenti sono stati raggiunti dai sindacati della scuola sul sistema scolastico nazionale. E cioè sulla materia che meno si prestava a un accordo sindacale. Nell’intesa si parla di “garanzia di un sistema di reclutamento del personale della scuola uniforme in tutto il Paese con inquadramenti giuridici regolati esclusivamente dal CCNL e di tutela della unitarietà degli ordinamenti statali, dei curriculi e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome”. Mettendo in tal modo in discussione nientemeno che l’autonomia differenziata. E così l’intesa siglata nella notte tra il 23 e il 24 aprile 2019 è modesta nei risultati per quanto riguarda il contratto di lavoro. Del tutto inadeguata per quanto riguarda l’emergenza pensionamenti e i diritti dei precari. Ma potrebbe diventare uno straordinario strumento per far saltare l’autonomia differenziata, il difficile equilibrio nella maggioranza, perfino il governo. Potenza della scuola e… delle elezioni!

Controlli dei Nas nel Napoletano: sequestrati bar, ristoranti e studi medici

Trascorso il periodo a ridosso delle festività pasquali e dei ponti del 25 aprile e del 1° maggio, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno continuato ad effettuare verifiche ed ispezioni, sia nel settore commerciale, quanto in quello sanitario, in Napoli e comuni della provincia: a Napoli, in via Bisignano, i militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di lounge bar & food, a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di kg 20 circa di alimenti (piatti pronti, impasto per pane/pizza e prodotti di rosticceria), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare, di cui alla normativa europea vigente; a Napoli, in via via Giustiniani, i Carabinieri del NAS di Napoli, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un locale ristorante, a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 40 kg di alimenti vari (ritagli di carne insaccata e frittate di pasta), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare; a Pozzuoli, a seguito di un sopralluogo presso uno studio dentistico ubicato nei pressi della Stazione della locale Metropolitana, effettuato nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno dell’abusivismo della professione medica, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno segnalato, alle competenti autorità ed uffici, il 59enne odontotecnico S.G. ed il 65enne odontoiatra M.G. per aver, il primo, eseguito prestazioni sanitarie su un paziente, benché privo di laurea in odontoiatria e di iscrizione all’albo professionale e consentita, il secondo, la somministrazione delle predette prestazioni sanitarie. Nel medesimo contesto sono state rinvenute specialità medicinali scadute di validità che sono state sequestrate unitamente allo studio odontoiatrico, che e’ risultato privo di autorizzazione sanitaria. a Napoli, al corso Novara, i militari del NAS di Napoli, nell’ambito della campagna nazionale di controlli nella filiera distributiva di alimenti di provenienza estera, hanno condotto una verifica igienico-sanitaria presso un supermarcato cinese, ivi operante, a conclusione della quale hanno proceduto al:
  • sequestro giudiziario di 500 (cinquecento) kg. circa di prodotti ittici e pollame, poiche’ rinvenuti in cattivo stato di conservazione;
  • sequestro sanitario complessive circa 35 confezioni, da sei pezzi ciascuna, di anatra già cotte e salate, la cui importazione dall’estero è proibita da apposite disposizioni ministeriali, in quanto trattasi di prodotti rientranti in tipologie di alimento non regolamentato dalla normativa vigente disciplinante la produzione e commercializzazione di ovoprodotti ed in quanto risulta vietata l’importazione dalla Cina e/o da altro paese terzo.
Ancora a Napoli, in via Sant’Anna dei Lombardi, i militari del NAS di Napoli, nell’ambito della campagna nazionale di controlli nel settore della ristorazione etnica, hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di somministrazione ivi ubicata e riconducibile al 60enne A.M., a conclusione della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 15 kg di alimenti vari (panini, preparati a base di carne e salse varie), risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare.  

 Somma Vesuviana, tutto pronto per il Mia Martini Festival e domenica si inaugura la piazza a lei dedicata

La quinta edizione della kermesse andrà in scena al Teatro Summarte domenica 12 maggio alle 19, 30. Stavolta c’è ancora più interesse intorno all’evento giacché Somma Vesuviana è divenuta punto di riferimento nazionale per tutti gli estimatori della compianta cantautrice, grazie alle scorse edizioni del Festival certo, ma anche perché a Mimì la città ha deciso di dedicare una piazza. Sono attesi spettatori ed ospiti da Catania, Bari, Roma, Firenze, Milano e Cagliari con una notevole ricaduta sull’economia locale: alberghi e B&B sono tutti prenotati per i giorni della manifestazione. Anche il Summarte è quasi sold-out.

Tra le novità di quest’anno il concorso canoro “La Mia canzone” che si avvale di una curatrice d’eccezione, Grazia Di Michele che, già ospite della passata edizione, e profondamente colpita dalla qualità dell’evento, si è voluta impegnare in prima persona per dare manforte con il suo prezioso e notevole contributo. Il concorso vede impegnate le sei cantautrici Valeria Crescenzi, Kumi, Claudia Megré, Giulia Pratelli, Valeria Quarta e Ida Scarlato, che oltre a cimentarsi col repertorio di Mia Martini, accompagnate dal vivo dalla Mia Martini band diretta dal maestro Raffaele Minale, presenteranno un loro brano inedito scritto in esclusiva per il Mia Martini Festival, con cui saranno valutate da una giuria di qualità composta da esperti e professionisti del settore. Tra gli esperti in giuria segnaliamo l’art director Luciano Tallarini, la signora Gianna Bigazzi, il cantautore Zorama e il critico musicale e già presidente di Rai Trade  Alba Calia, amica di lungo corso di Mia Martini che ricoprirà il delicato ruolo di presidente di giuria.

Sul palco del Teatro Summarte anche Raffaele Giglio, punta di diamante della GB Music e i Parula, storica band dell’etno pop partenopeo.

Grande attesa per la partecipazione straordinaria di Serena Rossi che, con il film per la tv, Io sono Mia, ha fatto breccia nei cuori degli estimatori di Mia Martini e di ben otto milioni di telespettatori, dando prova di una grandissima capacità interpretativa sia in veste di attrice che di cantante.

Prevista anche la presenza di Sarah Falanga, attrice apprezzata, attualmente impegnata sul set della seconda parte de L’amica geniale, presente anche in Gomorra 4 e a teatro con Mi chiamano Mimì, un bellissimo e intenso tributo interamente ispirato e dedicato a Mia Martini.

Anche quest’anno la direzione artistica di Ciro Castaldo, ideatore dell’evento ed esperto biografo dell’artista, nonché autore del libro/cd Martini Cocktail, pubblicato da Edizioni Melagrana, è affiancata dalla direzione musicale del maestro Raffaele Minale, coadiuvato da numerosi musicisti professionisti.

Ma non è finita qui.  La mattina di domenica 12 maggio, alle 11.30, dopo i pareri favorevoli espressi all’unanimità da commissione toponomastica, giunta comunale e Prefetto di Napoli, la piazza di Somma Vesuviana, nei pressi della stazione della Circumvesuviana di Rione Trieste, verrà intitolata a Mia Martini. E così, anche un luogo pubblico della provincia di Napoli, dopo quelli di Cagliari, Napoli, Bagnara Calabra, L’Aquila, Ravenna, Messina, Caulonia (Reggio Calabria), Castiglione Cosentino (Cosenza), Camigliatello Silano (Cosenza), Soveria Simeri (Catanzaro), Calenzano (Firenze), Biella e Roma, porterà definitivamente il nome di Mimì: piazza Mia Martini.

Sant’Anastasia al voto/Lello Abete: «Vinceremo al primo turno, si allontani da noi chi risponde alle provocazioni degli avversari»

Piazza Cattaneo la location scelta dal sindaco uscente, in prima fila i consiglieri regionali Alfonso Longobardi e Carmine Mocerino e durante la serata amministratori o ex amministratori dei paesi limitrofi venuti a salutare Abete (l’ex sindaco di Somma Vesuviana Pasquale Piccolo, per esempio, oggi all’opposizione del primo cittadino Salvatore Di Sarno che pure è molto vicino ad Abete). Prima di dare spazio al sindaco ricandidato, sono stati i rappresentanti delle varie liste a presentare i candidati uno per uno, a cominciare da «Noi per Lello Abete», lista «del sindaco» e dunque annunciata dalla speaker della serata. Per «Sviluppo e Territorio», movimento che fa riferimento al consigliere regionale Longobardi, Carmine Manfellotto che ha spiegato: «Longobardi può essere definito anastasiano di adozione, e il nostro movimento non ha tessere né partiti di riferimento, è nato per ascoltare le istanze dei cittadini e noi ci siamo e ci saremo sempre, con lealtà, coerenza e competenza». La lista «Sant’Anastasia al Centro» è quella storica del consigliere uscente, avversario di Abete nel 2014 e passato in maggioranza da circa tre anni, Paolo Esposito. A presentare i candidati, Felice Leone ma Esposito ha voluto prendere la parola per spiegare la sua posizione e incoraggiare i candidati. «Meritano tutti un applauso per il coraggio – ha detto Paolo Esposito – perché candidarsi non è da tutti. Ma devo spendere ancora due parole per dire che per noi la politica è trasparenza ed onestà, requisiti che siamo sicuri di avere. Cinque anni fa io e il mio amico Lello Abete eravamo avversari, ora non lo siamo più e questo si deve al suo coraggio: con lui si è aperto un dialogo quando si è liberato della zavorra che portava (ndr, il riferimento è all’ex sindaco nonché zio e attualmente competitor di Abete, Carmine Esposito). Non è facile fare quel che ha fatto Lello e nemmeno quel che abbiamo fatto noi. Ma dal momento in cui siamo arrivati in maggioranza c’è stato un altro che si è messo di fatto all’opposizione senza però lasciare la poltrona, questa è la differenza tra noi e lui che pure sapevamo di attirare critiche (ndr, parla del presidente del consiglio comunale uscente e competitor di Abete, Mario Gifuni)». Esposito parte poi ancora all’attacco di Carmine Esposito senza però farne il nome. «Non lo faccio, perché per me non doveva essere candidato. Ha insinuato che noi stiamo con Abete perché chissà cosa dobbiamo spartirci, evidentemente è convinto che la politica sia solo così. Non merita di essere nominato, noi stiamo dalla parte della trasparenza, della coerenza e dell’onestà e lui ci chiama “accozzaglia di candidati” così offende non solo noi ma i candidati tutti e gli elettori. È una questione di buongusto ed educazione, noi siamo qui per sostenere le idee che abbiamo sposato da tre anni, e Lello Abete lo merita». Per «Progetto per Sant’Anastasia» è stata la rappresentante Antonella Marciano a presentare i candidati ed a intervenire. «Tutti pensano che i programmi non cambino – ha detto la Marciano – invece vanno di pari passo con necessità e priorità, le nostre sono state accolte dal candidato sindaco: punteremo soprattutto su ambiente, viabilità, diritti dei cittadini, servizi, spazi di aggregazione con un occhio alle periferie. Sant’Anastasia fa parte del distretto turistico Ager Nolanus ed è una grande opportunità per le imprese che possono usufruire di agevolazioni, per accompagnare chi voglia fare investimenti sul territorio. Inoltre, la priorità che il sindaco dovrà portare avanti, secondo noi, è un ufficio che riesca ad intercettare fondi regionali ed europei, ma anche la messa a regime della macchina amministrativa. Ogni sei mesi sarà opportuno un confronto con i cittadini, una sorta di “tagliando” per verificare gli obiettivi». Antonella Marciano ha poi voluto soffermarsi sulla scelta del candidato sindaco da parte del suo partito, il Psi. «Non arriva dall’oggi al domani come dicono, ma è stata ponderata in almeno un anno di discussioni ed incontri. Oggi siamo certi sia stata la migliore, vedendo la campagna elettorale a base di colpi bassi e temi scorretti che altri stanno portando avanti. Nella nostra lista ci sono giovanissimi ma anche uomini d’esperienza, c’è entusiasmo e competenza, crediamo nel nostro progetto per Sant’Anastasia». Fare Futuro e Cuore Anastasiano, altre due liste di Abete, sono state entrambe presentate dal segretario del movimento che dà nome alla prima: Luigi Corcione. Con un momento “familiare” d’effetto, non solo perché Corcione è nipote acquisito di Abete ma anche perché ha deciso di chiamare accanto a sé, almeno per qualche istante, Franco Esposito, zio del candidato sindaco nonché fratello del competitor Carmine. «Me lo ha chiesto e lo faccio volentieri – ha spiegato Corcione – perché lui, zio Franco, è per me il simbolo di questi cinque anni ed è uomo che ha fatto una scelta di coraggio, non ci ha pensato un minuto per sentire che era quella giusta e noi oggi potevamo stupirvi con effetti speciali, un camper, degli striscioni da aereo, un arcobaleno, invece siamo qui ed abbiamo scelto di parlare, abbiamo scelto Lello». Su Fare Futuro il suo segretario ha speso un po’ di parole per ricordare che il movimento ha sempre accompagnato il candidato sindaco, «senza tentennamenti, anche quando nei primi anni le cose non sembravano procedere per il verso giusto, stando vicino ad un sindaco che in ogni momento abbiamo chiamato per nome perché non si è mai sentito superiore né per il ruolo, né per quello che era chiamato a fare». «Sono sedici candidati per bene, senza altri interessi che dare il proprio contributo, sono giovani e non importa il risultato di ciascuno, perché saranno loro a dover costruire la Sant’Anastasia del domani». Su Cuore Anastasiano: «A questa lista che fa stretto riferimento al sindaco – ha proseguito Corcione – mi lega un forte sentimento, è la scelta di campo di persone che daranno un contributo serio e fattivo». La settima lista, «Insieme per Costruire», l’ha presentata Francesco Di Marzo, figlio del consigliere uscente Sabatino che è il punto di forza della stessa. E Sabatino Di Marzo ha voluto leggere un suo messaggio che era sì indirizzato agli elettori ma a ben valutarne il significato lo era soprattutto al sindaco e agli alleati. «Qui c’è la mia vita, la mia città, la mia gente, qui sono cresciuto e ho formato la mia famiglia, qui voglio vivere, questa è la mia politica. So per esperienza quanto sia difficile amministrare e ottenere risultati, in questi anni si sono di sicuro perse delle occasioni, si sono commessi degli errori, ma io posso garantire che ho sempre fatto tutto quello di cui ero capace. Un merito me lo attribuisco: la disponibilità ad ascoltare tutti, anche coloro che ti criticano. Ho fiducia che tutti insieme ce la faremo ad affermare una Sant’Anastasia migliore, meno burocratica, più libera, affrontando una sfida politica ed elettorale di straordinaria importanza con la consapevolezza di dover essere sempre delegati dei cittadini». Ed ha aggiunto, Di Marzo: «Dobbiamo affrontarla con un programma serio e credibile, proponendo una netta discontinuità di stile e metodo rispetto al presente». Ed ancora: «Vinceremo se dimostreremo di saper imprimere una svolta di cultura di governo, un rinnovato incontro tra la politica e i cittadini, fuori dai giochi e dalle botteghe di ogni tipo». La parola è poi andata e rimasta al candidato sindaco Lello Abete, da solo sul palco in piazza Cattaneo fino alla fine. I RINGRAZIAMENTI E I COMMENTI SULLA SFIDA: «Grazie per l’affetto, l’amicizia, la stima, ai consiglieri comunali che mi hanno supportato e sopportato, agli assessori, allo staff che ha fatto un lavoro eccezionale, a Carmine Mocerino e Alfonso Longobardi per quel che stanno facendo per il nostro paese, grazie ai 111 candidati delle sette liste, grazie a Paolo e Carmine (ndr, Esposito e Capuano). Siamo alla fine di questi primi cinque anni di consiliatura, un percorso tortuoso ed ostile a tratti impraticabile e ci ritroviamo qui per una nuova avventura. La campagna elettorale si presenta tutt’altro che facile ed amichevole. I riflettori sono tutti puntati sulla nostra coalizione e su di me, sono tutti contro di noi e a memoria non c’è mai stata una sfida elettorale così povera di argomenti ma ricca di attacchi personali e strumentali». NON RACCOGLIAMO PROVOCAZIONI. «Devo fare un invito a tutti: da questo momento prenderò le distanze da chiunque accetti provocazioni su un terreno che non ci appartiene, chi non vuole rispettare questa condizione può andarsene altrove». «E ricordate che gli avversari sono altrove, non tra di voi – ha aggiunto invitando i candidati a non farsi la guerra per le preferenze e facendo un deciso appello contro il voto disgiunto – comprendo che molti giovani ed inesperti abbiano voglia di far bella figura ma il voto disgiunto è come due voti contrari perciò non fatevi votare da chi non vuole scegliere anche il vostro sindaco».   COME GOVERNARE CON DESTRA, SINISTRA E CENTRO. «Sto sentendo alcune accuse, dicono che abbiamo messo insieme coalizione variegata, si chiedono come farò ad amministrare. Nelle mie liste ci sono simpatizzanti della sinistra, della destra, del centro, dei cinque stelle, altri movimenti politici…ma a chi se lo chiede rispondo che sarà molto più facile amministrare con tutte queste persone che subire ciò che abbiamo dovuto sopportare ad inizio consiliatura». COSA ABBIAMO FATTO. «Abbiamo realizzato quasi il 70 per cento del programma del 2014, con l’obiettivo di proseguire nei prossimi cinque anni e aggiungendo quel che abbiamo condiviso con gli alleati. Siamo riusciti a realizzare tantissimo nonostante una situazione difficile ereditata e tantissimi debiti fuori bilancio che abbiamo dovuto onorare. Questo ci ha limitato». Non fa l’elenco delle opere (aveva detto il 70 per cento del programma poco prima, Abete): «diverse opere che non sto qui a dirvi». Una che si attribuisce la cita: «L’ultima opera è l’Università del Gusto e dei Saperi aperta nei pressi della scuola Elsa Morante, ci è invidiata da tutta Italia e ci siamo riusciti con i fondi di un vecchio finanziamento da noi ripreso, il resto è sotto gli occhi di tutti, ci sono cantieri aperti, molti lavori stanno per terminare, abbiamo realizzato fogne e illuminazione pubblica». LA DIFESA DELLA MOVIDA. «Abbiamo animato di giovani Sant’Anastasia – dice il sindaco – il paese vive un trend positivo per gli esercizi commerciali e i ragazzi vengono qui. Su piazza Trivio ci hanno criticato e ci può stare, ma di sabato e domenica è bellissima da vedere. Una volta accompagnavo mio figlio a Somma Vesuviana o a Pomigliano, ora sono i genitori di quei paesi che vengono qui. Poi tanti ristorantini, bar…non mi prendo certo il merito dell’apertura ma questi giovani imprenditori di cui abbiamo apprezzato e sostenuto il coraggio hanno avuto fiducia in noi. Così abbiamo coinvolto anche tante associazioni, parlando il linguaggio della verità e della serietà, dicendo no alle cose che non si potevano fare». IL PROGRAMMA: «Snello, veloce, senza fantasia, senza libri dei sogni, poche cose ma fattibili: porteremo servizi dove mancano, abbiamo in sospeso la Via della Fede, riqualificazione che partirà da Madonna dell’Arco fino a Cercola – è la strada dei fujenti. Poi sono certo che riusciremo a realizzare un palazzetto dello sport». GLI AVVERSARI. «Qualcuno dice che si vuole confrontare sulla politica, ma ci attaccano poi su ogni cosa, attaccano me e la coalizione. Il loro unico obiettivo è arrivare al ballottaggio, a loro non interessa chi dei tre ci arriverà (ndr, si riferisce ai tre competitor Carmine Esposito, Raffaele Coccia, Mario Gifuni, ipotizzando una sorta di muto accordo tra loro post primo turno). Se è così vi mettevate insieme al primo turno e facevamo una sfida alla pari, sette liste contro sette. Se non vi siete messi d’accordo prima come si può pensare di farlo dopo? Stanno sfottendo le persone, non sono credibili e poi il dopo non ci sarà perché noi vinceremo al primo turno. Armiamoci e partiamo, con verità, serietà e professionalità».    

Sant’Anastasia al voto/Carmine Esposito: «Abbiamo un solo partito, si chiama Sant’Anastasia»

Giovedì Carmine Esposito ha aperto la sua campagna elettorale ieri sera è toccato a Lello Abete, lunedì toccherà a Raffaele Coccia, martedì a Mario Gifuni. I quattro candidati alla poltrona di sindaco cominciano ufficialmente la campagna elettorale. Il debutto dopo la presentazione delle liste (Arcobaleno, Agire, Alleanza per Sant’Anastasia) è stato per Carmine Esposito, già sindaco dal 2010 al 2013, un ritorno al cinema Metropolitan con tutti i candidati e le candidate. A passare il testimone, in apertura di serata, le consigliere comunali uscenti Lucia Barra (assessore di Esposito e poi di Abete che non la riconfermò nel primo rimpasto di giunta, è entrata in consiglio comunale dopo le dimissioni di Mario Trimarco – adesso tra le fila di Mario Gifuni – essendo la prima dei non eletti nella lista Sant’Anastasia in Volo) e Veruska Zucconi. Entrambe hanno deciso di non candidarsi (è in lista, invece, il papà della consigliera Zucconi, Arturo) ma hanno tenuto a ribadire il loro impegno.   Il saluto ai candidati della consigliera Lucia Barra. «La mia è stata un’esperienza bella, forte, anche molto impegnativa. Mi è stata data la possibilità di crescere, di poter dare un contributo concreto al mio paese. Sono rientrata tra i banchi dell’opposizione e non potevo fare diversamente giacché l’amministrazione uscente si può solo dire “voltagabbana” perché non ha mantenuto gli impegni presi nella scorsa campagna elettorale. Devo ringraziare la persona che mi ha trasmesso la passione per la politica, quella con la P maiuscola, sono certa che sarà l’unico, anche stavolta, in grado di fare la differenza: Carmine Esposito». Ha poi ringraziato la squadra che dal 2015, dopo il «divorzio» da Abete l’ha sostenuta, dall’ex assessore Armando Di Perna (anche lui a casa, a favore del papà Eugenio, candidato nella lista Agire) all’ex capostaff prima di Esposito e poi di Abete, Ciro Pavone. «Tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni è frutto di un lavoro di squadra e se posso dare un umile consiglio ai nostri candidati, ecco: non agita in solitudine, solo lavorando tutti fianco a fianco si possono dare risposte concrete ai cittadini, solo così non perderete mai di vista la missione dell’agire per il comune interesse». La consigliera Veruska Zucconi: «Io non mi congedo, sono qui per esortare i candidati». La Zucconi è stata assessore alla pubblica istruzione nella giunta Esposito, consigliera prima di maggioranza e poi di opposizione con Abete. «Sono stata forte perché c’era il mio gruppo, nonostante il progetto tradito da chi oggi è candidato altrove. Ora posso dire con certezza, ne ho le prove, che Carmine Esposito è l’unico uomo politico a Sant’Anastasia capace di tenere fede agli impegni elettorali. Sosterrò sempre il suo, il nostro progetto, e sono qui per dire ai candidati che dobbiamo essere uomini e donne di libertà, sostenere il giusto modo di amministrare la comunità. Più di qualcuno mi ha detto che un conto è la politica e un conto è l’amicizia, ma questo non giustifica un tradimento, aborro questo modo di pensare: se una persona ha tradito in politica lo farà anche nel resto, ho visto chi sedeva al mio fianco all’opposizione candidarsi con chi aveva combattuto, dov’è la lealtà, dove sta la coerenza? Oggi sono qui a sostenere il giusto modo di amministrare, a chiedere un voto di opinione e non di interesse: solo Carmine Esposito può portare avanti questo paese».   Dopo le consigliere uscenti nessun candidato sul palco, solo un filmato e le foto di tutti, uomini e donne schierati nelle tre liste a sostegno del ri-aspirante sindaco che ha tenuto la scena da solo per circa un’ora. Senza nemmeno ripercorrere – come aveva fatto nelle ultime uscite pubbliche – la sua vicenda giudiziaria, quella che troncò l’esperienza da primo cittadino nel 2013 e che gli è costata una condanna a un anno e due mesi, con pena sospesa (ecco perché è candidabile ed eleggibile) per tentativo di induzione indebita mentre è in corso l’appello. O meglio, solo un accenno per quello che ha definito «esilio forzato». NON PARLO PIU’ DEI “NEMICI”. «Non sono qui per sprecare energie ma per chi, anche nel mio esilio forzato, ha sempre creduto in me. Ho attraversato un deserto di notte ma è proprio allora che le stelle si mostrano nel loro splendore e indicano la strada. Tanti progetti meritano di essere messi in campo e rilanciati per il bene di tutta la squadra di governo capace di vincere la sfida del futuro. Questa è una partita decisiva per il bene di Sant’Anastasia che oggi vive un contesto sociale e morale buio, non parlo di politica perché di politico loro non hanno nulla». LE CANDIDATURE SIMBOLO. «Clientelismo, ricatti, sfruttamento, è questo che dobbiamo affrontare. Nelle nostre liste ci sono due ragazze, Luigia Punzo e Carmela Scarpato, sono loro l’emblema della vergogna e del modo di fare dell’amministrazione uscente. Hanno perso il lavoro, sono state licenziate con cinismo e ferocia (ndr, la Punzo e la Scarpato lavoravano per la ditta che gestisce le strisce blu a Sant’Anastasia e quando sono state licenziate una di loro era in stato di gravidanza), con un piano che mirava, e così è stato, a sostituirle con loro amici, parenti e comparielli». LA LETTERATURA. «Le pagine che Lello Abete ha scritto per Sant’Anastasia ci hanno fatto ripiombare nel Medioevo, anzi siamo in un romanzo horror e ormai da mesi stiamo smascherando puntualmente, con carte e documenti, chi ha scambiato il Comune per un centro ricreativo, un collocamento, un comitato di affari. È la dittatura dell’immobilismo, del clientelismo becero. Ho parlato con tante persone, alla maggior parte di loro sono stati promessi posti, poltrone, pensioni, qualcuno aspetta di vincere i concorsi indetti, c’è stata una persona che mi ha confessato addirittura di aver fatto candidare il figlio perché il sindaco gli aveva promesso che in una certa zona di Sant’Anastasia non avrebbe più fatto pagare le tasse. Stiamo assistendo ad una lotta senza esclusioni di colpi con gli strumenti del governo cittadino e intanto hanno perso il treno dei fondi pubblici, non hanno visione strategica, programmazione, passione. Dico, e non è una battuta, che molti di loro credono che quando si parla di fondi ci si riferisca a quelli di bicchiere o di caffè, magari di vino». LA SFIDA. «Sono pronto a sfidare tutti i candidati sui fatti: questa amministrazione non è stata capace di intercettare un solo euro, perdendo anche quelli che avevamo ottenuto, con il lavoro di Armando Di Perna, per via Arco; anche i 100mila euro per via Marconi sono andati persi mentre vicino a noi, San Paolo Belsito ottiene 4 milioni di euro in fondi europei, San Giuseppe Vesuviano 18 milioni di euro in quattro anni con cui si è rimodernato il paese. Hanno speso i soldi dei cittadini per rimediare ai loro stessi errori, ricordate un’amministrazione si giudica dai fatti, da come amministra, dalle opere». LA CLASSE DIGERENTE. «Questi signori che hanno amministrato Sant’Anastasia sono classe “digerente” non dirigente. Mangiano quando non dovrebbero, per sfamare anche la propria clientela, e digiunano a sproposito quando dovrebbero sedersi alla tavola dei fondi pubblici, quindi sono anche classe “digiunante”. LA FAUNA. «In un convegno, qualche anno fa, qualcuno disse che per essere buoni amministratori non esiste lo schieramento giusto, ma una semplice differenza: esistono i capaci ed esistono i ciucci. Se poi i ciucci sono anche presuntuosi, siamo rovinati». LE RIME. «Questo governo cittadino non agisce, non capisce e ci impoverisce. Dobbiamo agire in fretta e la parte più importante della nostra operazione verità è il programma, il nostro documento programmatico: il governo delle azioni giuste. Non è un libro dei sogni, ma un progetto straordinario che traccia la via dello sviluppo della nostra terra. Non è ideologico, anzi mira ad un unico ideale: la qualità della vita dei cittadini». IL PATTO. «Stasera sancisco con i cittadini un patto d’azione e d’impegni: mai false promesse, abbiamo mille idee e per noi la parola e sacra». LA SICUREZZA. «Se fossimo noi ad andare al governo, entro quest’estate ci sarà un impianto di videosorveglianza nei punti chiave della città, entro il 2020 lo avranno tutte le strade. Sapete, al Comune, c’è una stanza che ospita una stazione di controllo con una serie di monitor che dovevano servire a controllare quotidianamente Sant’Anastasia, dal 2013 non è più stata riaperta. Il nostro programma è ambizioso e così deve essere in un paese dove si susseguono rapine in casa, in auto, per strada. Un programma che servirà a scongiurare anche i reati ambientali partecipando ad un progetto con il quale accedere a finanziamenti che prevedono una compartecipazione comunale minima. Loro hanno partecipato al bando, ma hanno sbagliato la procedura perciò, a differenza di altri paesi, per Sant’Anastasia la quota è zero euro». L’ASSETTO URBANO. «Che fine ha fatto il Puc? Ve lo dico io, chiedendo un confronto a Capuano, Esposito (Paolo, ndr) ed Abete, perché è proprio su questo che hanno fatto l’alleanza. Non è così? Ci spieghino allora quali sono i grandi temi politici che li accomunano, ma non possono dirlo perché noi ne abbiamo le prove e c’ è qualcuno che può testimoniare». LA ZONA ROSSA E I NUOVI PIANI. «Sulle grandi battaglie che avevamo cominciato, non si è avuta la capacità né il coraggio di agire o di aggregare comunità locali. La collaborazione tra istituzioni per loro è scambiarsi favori e tenere rapporti per una pianificazione personale, familiare, affaristica. Ora c’è bisogno d’altro, di promuovere processi per il recupero del patrimonio esistente, di nuovi scenari di qualità paesaggistica nel rispetto dell’ambiente e con il minor consumo di suolo, della messa in sicurezza degli opifici, della riqualificazione paesaggistica, di progettualità per il turismo religioso, di edifici scolastici che nel piano territoriale di riassetto abbiano la priorità, di parcheggi, di strutture sportive». I CONDONI. «Non è colpa dei cittadini se negli anni i comuni non hanno adottato strumenti adeguati e affrontato il problema. Su Puc e condoni si gioca la battaglia per il futuro di Sant’Anastasia: le attività produttive stanno andando via, il supermercato Piccolo per esempio sposterà a breve il suo business core con tutti gli uffici a Castello di Cisterna, ma è solo un esempio, accade a tante altre attività che l’amministrazione non è stato all’altezza di “accompagnare”». LA TARI SARA’ ABBASSATA. «Nel 2019 la tassa sui rifiuti sarà ridotta, abbiamo fatto i conti e sappiamo che le ditte di spazzamento e raccolta non espletano servizi previsti per l’ammontare di centinaia di migliaia di euro, nel silenzio colpevole del Comune. Io sono un uomo che mantiene la parola, quella tassa sarà abbassata e riporteremo nelle scuole la passione per l’ambiente con i bambini come ecosentinelle». NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO. «Basta con le politiche sociali fatte da bigliettini portati dai consiglieri negli uffici pretendendo di dire chi deve avere il contributo, e largo ai volontari, quelli veri. Nel nostro programma c’è un’anagrafe del disagio, coperta dal più totale riserbo».   SANT’ANASTASIA 4.0.  «Smart City, un grande progetto di digitalizzazione: non servirà più recarsi al Comune per chiedere un certificato, un documento, per interfacciarsi con gli uffici. Di contro, pur non essendo contro la grande distribuzione, ritengo vadano incrementati i centri commerciali naturali, per sostenere i nostri commercianti, per spingere i cittadini a spendere qui, nel loro e nostro paese».   LA LOTTA. «Sono qui per lottare insieme a donne ed uomini di valore contro un “mucchio selvaggio”, per far tornare la politica vera che si assume responsabilità, che studia soluzioni, che ragiona con cuore e testa, la competenza e non l’improvvisazione, i sentimenti e non i risentimenti, noi abbiamo un solo partito: si chiama Sant’Anastasia».

Di Maio in visita all’Avio di Pomigliano: raggiunta un’intesa con i licenziati Fiat

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Seguito a vista dalla sua fidanzata, Virginia Saba, e dal capo della sua segreteria a palazzo Chigi, Dario De Falco, il vicepremier Luigi Di Maio alle 17 di ieri ha fatto ingresso nella fabbrica di componenti aeronautici “Avio” di Pomigliano. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico è stato accolto dai dirigenti dello stabilimento di proprietà del colosso americano General Electric. Con Di Maio c’erano i suoi fedelissimi pomiglianesi della prima ora. Insieme con il già citato De Falco (che è anche consigliere comunale a Pomigliano) si potevano scorgere la consigliera regionale Valeria Ciarambino, i consiglieri comunali Salvatore Cioffi e Salvatore Esposito e il consigliere comunale pentastellato della vicina Casalnuovo, Christian Cerbone. < Sono venuto qui a vedere la più grande turbina per jet commerciali del mondo, la Gen-X: queste sono le eccellenze industriali del Sud che il governo dovrà sostenere >, ha dichiarato a caldo il vicepremier. Nell’Avio di Pomigliano si produce il 12 % dei componenti del Gen-X, il moderno motore turbogetto montato sui Boeing 747 e 787. Ma qui si producono anche combustori e altri componenti. Alla fine della visita nello stabilimento Di Maio ha tenuto nell’impianto un lungo colloquio con gli operai licenziati della FCA di Pomigliano, che nel frattempo avevano manifestato all’esterno dell’Avio contro la loro esclusione dal reddito di cittadinanza. < Abbiamo riferito al ministro – ha fatto sapere Mimmo Mignano, uno dei licenziati – che le nostre proposte sulla riforma del reddito di cittadinanza, che così com’è crea solo ingiustizie, usciranno dall’assemblea generale che terremo a Pomigliano il prossimo 18 maggio >. < Discuteremo insieme al ministero del Lavoro – la replica immediata del vicepremier – la piattaforma che uscirà dalla vostra assemblea >.

Truffe trading online, come riconoscerle (ed evitarle)

Tutti gli utenti che abbiano accesso alla rete si saranno accorti di come, negli ultimi anni, siano aumentati gli annunci relativi alla possibilità di fare soldi facilmente, ad esempio per il trading online. Le truffe del trading online sono sempre più diffuse e bisogna stare attenti per evitare di cadere nella rete dei malviventi, di chi ti voglia semplicemente spillare del denaro con la promessa di guadagnare migliaia di euro in pochi giorni. Ecco, quindi, a che cosa dovrai stare attento nel momento in cui vorrai capire se la proposta di sistemi di trading online sia seria, oppure sia una truffa.

Truffe trading online, le tecniche che i malviventi usano

In primo luogo dovrai sapere quali siano le tecniche maggiormente utilizzate per le truffe trading online dai malviventi. Innanzitutto, riconoscerai il messaggio, nel quale si indicherà come, in pochi giorni, una persona che potrebbe sembrarti “comune” abbia centuplicato i suoi guadagni. Questo elemento dovrebbe già farti insospettire perché, tranne in rarissimi casi, che comunque comprendono esperti di borsa e trading, questo fenomeno è pressoché impossibile da vedersi in concreto. Un altro elemento che viene utilizzato è il così detto bonus di benvenuto, che ti porrà nella situazione, essenzialmente, di non rischiare, almeno in apparenza, nulla per il tuo denaro personale. Tuttavia, non è vero che non rischi nulla, perché saranno i tuoi dati personali ad essere acquisiti da chi abbia messo in piedi la truffa. Queste persone inizieranno a tampinarti con chiamate continue, messaggi sms e di posta elettronica che, alla fine, ti faranno o arrivare a collaborare con loro, oppure ti faranno sbottare e, magari, denuncerai l’accaduto.

Truffe trading online, come riconoscere i siti che non sono affidabili

Dopo aver visto quali sono le tecniche utilizzate per le truffe di trading online potrai, ora, vedere quali sono i segnali che dovrebbero farti sospettare dei siti e della loro affidabilità. In primo luogo, dovrai porre l’attenzione alla comunicazione pubblicitaria. Si sa che il trading non è semplice, né alla portata di tutti, eppure i siti di questo tipo cercano di farti credere il contrario. Se una piattaforma “spaccia” il trading come semplicissimo e molto vantaggioso, dovresti iniziare ad insospettirti, ed evitare di fornire in assoluto i tuoi dati. Inoltre, i siti non seri non vedranno spesso i riferimenti della società che si troverà “dietro” al servizio. Infatti, con il loro nome tu potresti controllare, sul sito della Consob, che questi siano stati effettivamente autorizzati a svolgere l’attività che ti offrono. Se, quindi, non trovi indicazioni di tipo serio e affidabile, ancora una volta, evita di registrarti e di comunicare i tuoi dati personali a queste persone. Se la sede sociale dell’impresa viene indicata, ma si trova in una strana zona, che può comprendere, ad esempio, i classici paradisi fiscali, sicuramente si tratterà di una truffa trading online. Per quale motivo, infatti, pur operando in Italia dovrebbero avere sede in Svizzera, in Croazia e così via? Ovviamente, un rilevante campanello d’allarme per una truffa trading online sarà il rendimento del tuo investimento. Non potrai pensare di investire 100 euro e di poter arrivare a 50 mila euro nel giro di una settimana! Infine, in moltissimi casi, proprio allo scopo di catturare delle possibili prede, questi siti si propongono con nomi non particolarmente chiari. In molti casi sono stati trovati banner pubblicitari che indicavano di cliccare per entrare in forum per il trading online. Sappi che, nella maggior parte delle situazioni, non si tratta di forum ma, ancora una volta, di siti e strumenti che “regaleranno” i tuoi dati personali, i tuoi soldi e anche il tuo potere ad un malvivente.
Se vuoi saperne di più, oppure se vuoi essere aggiornato su tutte le novità e gli argomenti legali che possono farti risparmiare o che possono aiutarti ad ottenere dei rimborsi, puoi iscriverti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.