Sant’Anastasia, lettera in redazione: «Quali idee hanno i candidati sul cimitero comunale?»

Da Luigi Russo, ex segretario del Psi (dopo le sue dimissioni e la presa di distanza dal partito gli è subentrato Marco Castaldo, ora candidato nelle fila di Progetto per Sant’Anastasia con Abete), riceviamo e pubblichiamo questo appello al sindaco uscente e agli altri candidati sul futuro del cimitero comunale. Premesso che il nostro cimitero versa in uno stato di abbandono totale, magari perchĂ© si tende a “fare cassa” investendo unicamente sul nuovo e trascurando il preesistente ancora non adeguato alle normative inerenti l’abbattimento delle barriere architettoniche, chiedo ospitalitĂ  al Mediano.it per rivolgere al Sindaco uscente e agli altri candidati alla carica di primo cittadino una domanda. Qualche mese fa, l’amministrazione uscente portò in consiglio comunale una delibera che promuoveva la realizzazione di un impianto di cremazione vantando il fatto che quest’opera sarebbe stata fatta a costo zero per i cittadini in quanto la ditta appaltatrice avrebbe provveduto alle spese. Ovviamente in un contratto si stabiliva che la societĂ  avrebbe utilizzato l’impianto per venti anni, godendo degli utili in modo esclusivo. In cambio, forse, il Comune avrebbe avuto un tot numero di cremazioni gratis. Ristoro che, a mio vedere, avrebbe rappresentato una magra consolazione. Da cittadino, ritengo che quest’opera non si debba fare per due semplici motivi: 1) Il cimitero è situato in pieno centro abitato e sicuramente il suddetto impianto avrĂ  un impatto ambientale, tanto è vero che solitamente si tende a posizionarli in periferia e bene isolati 2) Siccome la tecnologia avanza quotidianamente, di sicuro si erediterĂ  un impianto vecchio, obsoleto e difficile da smaltire. Tutto ciò premesso, ad oggi non si capisce se il progetto è stato abbandonato o momentaneamente accantonato; a questo punto il Sindaco uscente dovrebbe dire in campagna elettorale cosa intende fare in merito se venisse rieletto. Sarebbe interessante sapere, inoltre, cosa pensano gli altri candidati a sindaco a riguardo. Luigi Russo

Salvini a San Giuseppe Vesuviano, la protesta di Rinascita Vesuviana

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CittĂ  blindata per l’arrivo, previsto in giornata, di Matteo Salvini a San Giuseppe Vesuviano. Un’estrema scrupolositĂ  e un’eccessiva importanza, offerte dal sindaco di San Giuseppe Vesuviano Vincenzo Catapano nei confronti del vicepremier, che in molti non hanno gradito. Così Rinascita Vesuviana: “Noi non ci pieghiamo alla prepotenza di Salvini e a quella dei tanti opportunisti che in queste ore salgono sul carro di chi fino a ieri ci ha offeso e chiamato ‘colerosi e terremotati’. In maniera pacifica esprimeremo il nostro dissenso”.

“Il valore della donazione”: a Marigliano il Rotary Club organizza un convegno sulla donazione degli organi

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Si terrĂ  venerdì 10 maggio, alle 10, presso il Centro Polivalente (ex chalet) in Piazza Roma a Marigliano, il convegno “Il valore della donazione”. Dopo i saluti istituzionali di Antonio Carpino (Sindaco di Marigliano) e di Antonio Sodano (Presidente Rotary Club Marigliano “Adrianea”), interverranno: Lucio Romano (Comitato nazionale di Bioetica), Leonardo De Rosa (Dirigente nazionale e regionale Avis), Guglielmo Venditti (Consigliere nazionale AIDO per la Campania – Presidente commissione distrettuale Rotary per il progetto sul dono: “La vita nelle tue mani”). VerrĂ  inoltre raccontata una testimonianza da Angela Sena. L’evento sarĂ  moderato da Luigi Barbati (Presidente commissione sanitĂ  Rotary Club Marigliano “Adrianea”). ConcluderĂ  il convegno Salvatore Iovieno (Governatore Distretto 2100 Rotary International). L’incontro sottolinea l’impegno civile ed etico-sociale dello spirito rotariano dinanzi alle grandi sfide poste dal continuo progresso della scienza medica. La donazione degli organi difetta di scarsissima comunicazione e quindi è caratterizzata dalla poca conoscenza delle problematiche ad essa legate. Donare gli organi significa “ridare” la vita a chi sta per perderla: questo è il significato dell’incontro che i Rotary offrono al dibattito, alla discussione e alla conoscenza di ciò che si deve sapere per la donazione degli organi finalizzata al trapianto.

Unisa, presidio per le dimissioni del Rettore. Link Fisciano: “Tommasetti strumentalizza un’istituzione pubblica”

Martedì 7 Maggio alle ore 14:30  nei pressi del rettorato, ci sarĂ  un presidio organizzato dal sindacato studentesco Link Fisciano per chiedere le immediate dimissioni del rettore Aurelio Tommasetti alla luce della sua candidatura nelle file della Lega di Matteo Salvini nella prossima competizione elettorale.  Il presidio, oltre all’obiettivo di contestare e chiedere le dimissioni del rettore, vuole mettere in luce le contraddizioni che si sono palesate agli occhi di tutti: l’utilizzo ad personam e per interessi politici di un ruolo istituzionale, la scelta di campo di chi dovrebbe garantire un’istituzione pubblica e si candida nelle file di un partito xenofobo, sessista, omofobo e antimeridionalista, il silenzio colpevole di molti. Ad intervenire sulla questione è Giuseppe Luisi, coordinatore di Link Fisciano che afferma “Appresa la notizia della candidatura del Magnifico Rettore dell’UniversitĂ  degli Studi di Salerno alle imminenti elezioni europee con la lista Lega – Salvini Premier ci siamo espressi con tutti gli strumenti a nostra disposizione per evidenziare una situazione anomala. Riteniamo che l’UniversitĂ  debba essere uno spazio di cultura e democrazia aperto al confronto, ma anche libero da strumentalizzazioni partitiche di qualsivoglia orientamento politico che possano in qualche modo indirizzare e condizionare la discussione e la gestione d’ateneo. Con la sua candidatura Aurelio Tommasetti ha posto il logo di un partito su un’istituzione pubblica venendo moralmente meno al suo ruolo di garante dell’intera comunitĂ  accademica comprendente la docenza, la componente studentesca, il personale tecnico amministrativo, i lavoratori e le lavoratrici del comparto pulizie”. Sulla questione aggiunge “Inoltre non possiamo esimerci dal commentare anche la scelta di parte del Rettore. Ci sembra paradossale come una figura che normalmente dovrebbe salvaguardare e percepire le istanze studentesche per migliorare la vivibilitĂ  dei percorsi universitari scelga una forza politica rappresentante un totale disinteresse in termini di rielaborazione del ruolo dell’UniversitĂ  all’interno della societĂ . In continuitĂ  con i governi precedenti, infatti, il ministero dell’Istruzione (in quota Lega) ha fatto poco per garantire finanziamenti all’istruzione e alla ricerca tagliando almeno 30 milioni al Diritto allo Studio lo scorso Dicembre in vista della Manovra di Bilancio. Per questo e tanti altri motivi saremo in presidio al rettorato questo martedì 7 Maggio dalle 14:30, in occasione di una seduta ordinaria del Senato Accademico per liberare la nostra universitĂ  da chi vuole strumentalizzarla e invitiamo studenti e studentesse, docenti, ricercatori, dottorandi, personale degli uffici e lavoratori tutti ad unirsi per chiedere all’unisono le dimissioni  di Tommasetti.”  

Sparatoria a Napoli, bimba di 4 anni è ancora grave

Restano “estremamente gravi” le condizioni della bambina di 4 anni colpita da un proiettile nella sparatoria di venerdì pomeriggio a Napoli. Dall’azienda ospedaliera Santobono, dove la piccola è ricoverata, si apprende che “persiste una grave insufficienza respiratoria derivante dal danno polmonare”, a causa del proiettile che ha perforato un polmone ed è stato poi rimosso in un lungo intervento chirurgico. Nella giornata di ieri è stata praticata la RMN che ha escluso compromissione del sistema nervoso centrale e periferico. Durante le ore notturne non si sono osservate sostanziali variazioni delle condizioni generali. La piccola paziente è tuttora sedata e collegata al ventilatore meccanico. Le sue condizioni cliniche permangono estremamente gravi e la prognosi riservata”.

Programmata la riqualificazione della stazione di Madonna dell’Arco. On. Longobardi: “promessa mantenuta”

Sono state definite le procedure per la riqualificazione dalla stazione ferroviaria di Madonna dell’Arco e della relativa biglietteria, che ospiterĂ  una struttura ricettiva. Ad annunciarlo il Consigliere Regionale Alfonso Longobardi ed il sindaco Lello Abete, a seguito di una riunione operativa svoltasi poche ore fa presso la sala Giunta di Palazzo Siano, a Sant’Anastasia. Presenti alla riunione anche i tecnici che hanno illustrato la progettualitĂ , con i lavori che secondo il programma dovrebbero partire a breve e restituire alla cittadinanza una nuova e funzionale Stazione Circumvesuviana a Madonna dell’Arco, luogo che richiama un notevole turismo per la presenza del Santuario di Madonna dell’Arco. La necessitĂ  di avere collegamenti efficaci e soprattutto funzionanti a Madonna dell’Arco era scaturita tempo fa, come è noto, e l’On. Alfonso Longobardi prese l’impegno col sindaco Lello Abete di interloquire con l’EAV, holding che dal 2003 ha il controllo della Circumvesuviana, per risolvere rapidamente la questione.   “Come da impegno assunto pubblicamente con i Cittadini,  i pendolari e i viaggiatori della Circumvesuviana di Sant’Anastasia e del comprensorio vesuviano, con l’amico sindaco Lello Abete e l’amministrazione Eav abbiamo ormai definito le procedure amministrative funzionali a ristrutturare la stazione della fermata di Madonna dell’Arco, a ripristinare la biglietteria che manca da anni e dar vita ad una piccola struttura ricettiva che completerĂ  il nuovo  progetto. Si tratta – dichiara il Consigliere regionale Alfonso Longobardi, vicepresidente della commissione bilancio – di una rivoluzione positiva per il territorio, che va incontro alle esigenze ed alle istanze della gente e dei viaggiatori. Con il Sindaco Lello Abete poche settimane fa avevamo fatto una promessa pubblica ai cittadini ed ora possiamo confermare che il progetto è in stato molto avanzato. A breve si potranno definire i tempi e le modalitĂ  per far partire i lavori. Dopo la bonifica dei Regi Lagni stiamo completando un altro importantissimo progetto per il rilancio, la tutela e la valorizzazione del nostro meraviglioso territorio”.   “Siamo costantemente al lavoro per il bene del paese e non ci fermiamo mai. Oggi abbiamo avuto la conferma dall’on. Alfonso Longobardi che la biglietteria e la stazione ferroviaria di Madonna dell’Arco saranno riqualificate in breve tempo. E’ un risultato eccellente .– dice il sindaco Lello Abete–  che terrĂ  conto dei viaggiatori della linea Sant’Anastasia-Napoli, dei tanti turisti, pellegrini e devoti alla Madonna dell’Arco e dell’utilizzo ricettivo dei locali dell’ampia stazione. Questo è un altro risultato dell’amministrazione e, con l’intervento  dell’on. Alfonso Longobardi, raggiungeremo l’obiettivo di risolvere un problema caro alla cittadinanza tutta”.

Somma Vesuviana, Piazza Mia Martini. Il consigliere Piccolo:”felice che l’iter sia giunto a compimento”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal consigliere Pasquale Piccolo. Domenica 12 maggio c.a.in occasione della V edizione del “MIA MARTINI FESTIVAL” ci sarĂ  l’intestazione della piazzetta di Rione Trieste alla compianta cantautrice Mia Martini.Sono felice che l’iniziativa, condivisa e voluta da me e dalla mia amministrazione, siglata con una delibera che è agli atti,sia giunta a compimento. Il  luogo  individuato inizialmente era la piazzetta antistante la pista delle bocce di S.Maria a Castello, e non a caso. Il progetto prevedeva anche la installazione di un palco che avrebbe consentito di rendere piĂą vivibile la zona soprattutto in occasione delle feste della montagna. L’obiettivo era quello di  ospitare poi  altri eventi soprattutto nel periodo estivo che avrebbero contribuito alla rinascita della zona, che è e rimane il fiore all’occhiello di Somma Vesuviana.Purtroppo, nonostante gli immani ed onerosi sforzi degli operatori commerciali, questa zona non riesce ad avere la giusta visibilitĂ . Per quanto mi riguarda ,anche a nome personale,non farò mancare il mio supporto all’evento, che ritengo meritevole e qualificante per la nostra cittadina.Il mio grazie personale a Ciro Castaldo , organizzatore e direttore artistico di questo prestigioso “Festival”.  

Il sospetto: enorme discarica occultata nel sottosuolo del polo dei rifiuti di Acerra. La Regione dispone uno scavo

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Il sospetto è che ci sia una gigantesca discarica abusiva nel terreno del polo dei rifiuti, il complesso industriale in cui sono sorte nell’ultimo ventennio decine di aziende che stoccano e trattano gli scarti pericolosi e non. Intanto la Regione, su richiesta del Comune di Acerra, ha chiesto alla CittĂ  Metropolitana e all’Arpac di effettuare uno scavo per verificare l’esistenza dell’enorme sversatoio. Una valanga di rifiuti che si nasconderebbero sotto le aziende del polo ubicato in contrada Pagliarone, all’ombra dell’inceneritore. La discarica sarebbe profonda tre metri ma la sua ampiezza è al momento sconosciuta. E’ quanto emerso da un carotaggio effettuato dalla Ecodrin, una delle imprese principali del polo dei rifiuti. La vicenda infatti è venuta fuori perchĂ© la Ecodrin ha chiesto di recente alla Regione l’ampliamento dell’impianto. L’azienda intende trattare un maggiore quantitativo annuale di rifiuti pericolosi e non ma palazzo Santa Lucia prima di concedere l’autorizzazione ci vuole vedere chiaro e, su richiesta del Comune, ha disposto uno scavo per verificare quanto comunicato dalla stessa Ecodrin, vale a dire la presenza di una discarica abusiva occultata. Lo scavo dovrĂ  essere effettuato da CittĂ  Metropolitana e Arpac. L’allarme ambientale è scattato quando la Regione ha convocato la conferenza dei servizi per decidere sull’ampliamento dei volumi di rifiuti chiesto da Ecodrin. Ma gli attivisti della zona hanno preteso da Comune e Regione tutta la documentazione. Ne sono scaturite alcune osservazioni, depositate alla Procura di Nola, al ministero dell’Ambiente, alla Regione e al Comune (l’informativa è firmata da Alessandro Cannavacciuolo, Vincenzo Petrella, Massimiliano Messina, Valerio e Antonio Montesarchio e Luca Fabbricatore). Dai grafici dei carotaggi della Ecodrin, risalenti al 2011, quando cioè la societĂ  chiese e poi ottenne da Regione e Comune le autorizzazioni per realizzare l’impianto, è emerso che nel terreno sotto l’azienda, fino a una profonditĂ  di tre metri, ci sono plastiche triturate, scarti della demolizione, inerti, metalli, rifiuti tessili e idrocarburi pesanti. Idrocarburi la cui concentrazione è 6 volte superiore a quella consentita per le aree agricole. < Alla luce dei fatti emersi – annuncia Cannavacciuolo – abbiamo chiesto al Comune l’avvio del procedimento per la rimozione e la bonifica del sito >.

Un quadro del 1911, e la madre di uno dei torturatori di Manduria che dice: “Mio figlio ha sbagliato, ma non è un mostro”

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Nel quadro di Balestrieri “Il pazzo e savi” la malvagitĂ  ha una dimensione individuale. La malvagitĂ  dei “ragazzini” che a lungo hanno torturato e forse hanno ucciso il pensionato di Manduria  ha molte radici:  il crollo dei valori etici e morali, causato dalla globalizzazione ; la capacitĂ  dei “social” di trasformare in gioco anche la realtĂ  piĂą terribile; il fallimento della scuola,  della famiglia, delle istituzioni; la crisi lacerante del sistema socio- politico che o frana nell’indifferenza, o, peggio, fa dell’ odio per il “diverso” una bandiera da sventolare con orgoglio.Le significative dichiarazioni della madre di uno dei “ragazzini”.   Il quadro” Il pazzo e i savi” appartiene alla Collezione della Provincia di Napoli. Lionello Balestrieri, che era di Cetona, in provincia di Siena, lo dipinse nel 1911, a Parigi, dopo aver assistito alla scena di un povero pazzo su cui piovevano gli insulti dei “savi” e carote e pomodori. Avrebbe voluto difendere Foulou – così si chiamava l’infelice -, ma non lo fece: si allontanò, disgustato: non riusciva ad accettare che anche a Parigi gli capitasse di assistere a uno spettacolo così vergognoso, in tutto simile a quelli di cui era stato spettatore, talvolta, nella sua Toscana. Il quadro rimase per dieci anni nello studio parigino del pittore, che intanto si era trasferito a Napoli, a dirigere il Museo Artistico Industriale. Nel 1921, tornato a Parigi, Balestrieri aggiunse il particolare del cavallo bianco, e, forse, la bambina in rosa che si appoggia sulla spalla del ragazzo. L’opera venne comprata dall’ Amministrazione Provinciale di Napoli nel1924, dopo che, esposta alla XLI Promotrice “Salvator Rosa”, aveva suscitato l’interesse della critica e la curiositĂ  del pubblico. Nel quadro i tormentatori di Foulou sono gli adulti, i genitori: i ragazzi si limitano a osservare, a cercar di capire: ma si può credere che impareranno presto. Non c’è comunitĂ  che non abbia avuto i suoi “pazzi” e i suoi “scemi”, e che non sia stata testimone di due diversi tipi di comportamento: da alcuni il povero cristo veniva trattato con rispetto, perchĂ© si vedeva in lui il segno della “mano di Dio”; per altri, invece, egli diventava lo zimbello da tormentare, la “prova” vivente di una veritĂ  assai amara,  che c’è in noi tutti la tendenza a muoverci piĂą verso il male che verso il bene. Il dramma di Antonio Siano, il pensionato di Manduria, del “pacciu”, del pazzo “bullizzato, picchiato, seviziato” per anni, “forse ucciso” (La Repubblica, 28 aprile) da una banda di ragazzi, è qualcosa di diverso, è un problema sociale che investe una intera cittĂ , e diventa perfetto modello di un momento storico segnato, nella sua cultura,  dall’odio, dalla violenza, dalla giustificazione dell’uno e dell’altra, dall’indifferenza. In coloro che insultano Foulou scatta il pungolo della cattiveria personale, che si manifesta in modo diverso da un soggetto all’altro; nei bulli di Manduria si muove una malvagitĂ  che ha molte radici, e tutte velenose: l’individualismo e il crollo dei valori etici e morali,causati dalla globalizzazione e analizzati, giĂ  negli anni’90 da Bauman, da Ritter e da Crouch; la capacitĂ  dei “social” di trasformare in gioco anche la realtĂ  piĂą terribile, di esorcizzare nelle scene trasmesse con i telefonini anche l’orrore della violenza disumana; il fallimento della scuola, delle istituzioni e della famiglia; la crisi lacerante del sistema socio- politico che o frana nell’indifferenza, o, peggio, fa dell’ odio per il “diverso” una bandiera da sventolare con orgoglio. Titola “La Repubblica” del 28 aprile: “Antonio e il paese degli indifferenti “Tutti sapevano, nessuno interveniva” e nell’ occhiello si aggiunge: “Manduria, dai servizi sociali alle forze dell’ordine: l’anziano morto non era mai stato seguito o protetto. Il vescovo: “Avevamo segnalato alle famiglie dei ragazzini quello che accadeva, ma non ci fu risposta.”. Ma, a parer mio, un vescovo e i suoi sacerdoti avrebbero dovuto fare di piĂą: hanno un pulpito a disposizione, e potevano autorevolmente rivolgersi alle forze dell’ordine, e al commissario che governa Manduria, la bella e ricca cittĂ  di 30000 abitanti, la cui amministrazione è stata sciolta per mafia. A Manduria tutti sapevano, anche perchĂ© i “ragazzini” avevano formato due gruppi, “Arancia Meccanica” e “Gli orfanelli” – e si scambiavano su whatsapp i video delle aggressioni al “pacciu”. La scuola, le istituzioni, le strutture dei servizi sociali non si erano accorte di nulla, e nulla avevano sospettato i genitori. La madre di uno dei “ragazzini”, intervistata dal giornalista di “La Repubblica”, lo ammette:” Come genitori abbiamo fallito, non siamo riusciti a indicare il confine tra il male e il bene”. Eppure suo figlio è uno sportivo, non si droga, non ha mai in tasca piĂą soldi del necessario, i suoi amici appartengono tutti “a famiglie di persone per bene”. La colpa è anche della cittĂ , dice la signora: “non c’è niente, stanno in giro, davanti al bar, passano male il loro tempo, qualcuno ha parlato di noia, ma secondo me la questione è diversa, nessuno si occupa di loro.”. Questa signora, disperata, dimentica che la madre è lei, che lei, per prima, dovrebbe occuparsi e preoccuparsi di suo figlio: certo, ella riconosce che come genitrice ha fallito, ma si “dichiara certa di una cosa: io non sono la mamma di un mostro”. E quando parla di ciò che ha combinato suo figlio, usa il verbo “sbagliare”: “mio figlio ha sbagliato”. “Sbagliare” è una parola comoda per le assoluzioni. Siamo in un buco nero. Houellebecq, Lizza, Cesa, Mainardi, ciascuno dal suo punto di vista, arrivano a formulare una tesi nel complesso concorde: la societĂ  globale precipiterĂ  al punto di rottura e poi si avvierĂ  la ricostruzione di un nuovo sistema e di una nuova scala di valori etici e morali. La storia ci dice così. Per il momento, la cronaca di ogni giorno, in Italia, è un nero groviglio di fatti e di atti che cercano un senso, un significato, una funzione, di parole che tentano di vestire la menzogna con gli abiti della veritĂ , e di inquinare la veritĂ  diffondendo il sospetto che “dietro” la veritĂ  ci siano altre veritĂ , oscure e complesse. Siamo in un vortice che mescola tutte le prospettive.        

Ottaviano, festa patronale in onore di San Michele. Ecco il programma

Dalla solenne processione al volo degli Angeli, dai percorsi enogastronomici alla musica e al cabaret, passando per i concerti, i fuochi d’artificio e molto altro ancora. Tornano ad Ottaviano le celebrazioni per San Michele Arcangelo, il Santo protettore della cittadina vesuviana.

Ricchissimo il programma che, come ogni anno, prevede sia eventi religiosi che civili.

Si comincia martedì 7 maggio alle 19,30, con l’accensione delle luci artistiche, le tradizionali “Taverne” in piazza Municipio e la prima serata del “Percorso DiVino”, della Pro loco, presso il chiostro comunale, con degustazioni di vino e cibo accompagnate dalla musica. In via Giovanni XXIII, invece, ci sarà il percorso del gusto e dell’artigianato a sostegno delle attività commerciali locali, che proseguirà anche i due giorni successivi.

Mercoledì 8 maggio, “ecco il giorno avventuroso”. Lo scampanio dei Sacri Bonzi sveglierà la popolazione alle 6 e inizierà il rito dello sparo della “Diana”. Poi alle 11 la celebrazione eucaristica presso la Chiesa di San Michele Arcangelo alla presenza del Vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino. A seguire, la solenne processione e il tradizionale “Volo dell’Angelo”, uno degli appuntamenti storici più attesi della festa. In serata, proseguono sia le “Taverne” che il “Percorso DiVino”, che la musica in piazza.

Giovedì 9 maggio da segnalare “Ottaviano’s Got Talent”, sfida a premi tra artisti vesuviani: ore 21,30 in piazza Municipio.

Venerdì 10 maggio alle 21,30 in piazza Municipio è la volta dei Ditelo Voi, Biagio Izzo e Andrea Sannino, presentati da Valerio Merola e Ida Piccolo. La serata terminerà con i fuochi pirotecnici.

Sabato 11 maggio dalle 11 prenderà il via il Palio degli Asini, che proseguirà per il resto della giornata. In serata, ancora musica e lo spettacolo pirotecnico finale.   

“Fede, tradizione, devozione, divertimento, senso di appartenenza ad un’unica comunitĂ : celebrare il nostro Santo vuol dire tutto questo e anche molto altro. Siamo un grande popolo, viviamo in una straordinaria cittĂ  e abbiamo un Patrono che ci ama, ci protegge, ci aiuta. Ringrazio il comitato festa “Ottajano” per l’impegno e l’organizzazione e tutti i cittadini, che ogni anno si stringono intorno al nostro Santo”, dichiara il sindaco Luca Capasso.

“Sia questo un momento di concordia e di serenità per la nostra comunità. La festa continui a trasmettere i suoi nobili e antichi valori, unendo tutti gli ottavianesi, anche coloro i quali hanno dovuto lasciare il nostro territorio, ma il cui cuore è rimasto con noi”, aggiunge l’assessore allo spettacolo e agli eventi, Biagio Simonetti.

Il programma completo è consultabile sul sito del Comune di Ottaviano a questo link:

http://www.comune.ottaviano.na.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_762.html