Somma Vesuviana, «Autismo e Territorio»: il report

L’ufficio di Piano Ambito 22, coordinato dalla dottoressa Iolanda Marrazzo in collaborazione con la Cooperativa Ker ed Aias ,ha dato il via alla prima giornata della Tavola Rotonda, Autismo e Territorio: Buone prassi e Pratiche inclusive, un’occasione di confronto pubblico volto ad accogliere “domande” e intercettare i “bisogni “delle famiglie e di tutti gli operatori che ruotano intorno all’autismo.   Dopo i saluti istituzionali, dei sindaci e degli assessori dei comuni dell’Ambito dei referenti ASL e dei dirigenti scolastici, gli interventi a seguire degli esperti hanno focalizzato l’attenzione su alcuni punti chiave: Il cambiamento di definizione da “Autismo” a Spettro Autistico” che rende la diagnosi non più dicotomica ma definibile lungo un continuum che considera i fattori di gravità, la combinazione di sintomi core, la compatibilità con disturbi psichiatrici e lo stadio di sviluppo. Il ruolo della Regione Campania ed i progetti personalizzati di “Vita Indipendente” ed il “Dopo di Noi” per persone con disabilità senza il necessario supporto familiare. Il dott. Capuano, Project Manager della Regione Campania, ha sottolineato la centralità della persona con disabilità. L’importanza che la diagnosi ha sull’inizio del IL dott. Castiello, neuropsichiatra Infantile, ha chiarito quanto fare una diagnosi precoce significhi poter intervenire in modo precoce quando ancora il cervello è dotato di estrema plasticità e potenziare le possibilità di apprendimento del bambino. La valutazione di efficacia degli interventi precoci ed intensivi ABA nei casi di ASD. La dott.ssa Antonella Cavallaro, Psicologa e BCBA ha spiegato le strategie di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), utilizzate con bambini autistici non verbalizzati e la necessità per il bambino di estenderle nei vari contesti di vita. L’importanza della musicoterapia. Utilizzare suoni, melodie, ritmi e note musicali per migliorare la qualità della vita dei bambini affetti da autismo e con difficoltà di comunicazione, questa l’essenza di quanto ha raccontato il Manna, Musicoterapeuta. Un’intesa mattinata, quella del 6 giugno, ricca di spunti di riflessione, declinata nella sessione pomeridiana in laboratori pratici intesi come spazio di confronto in cui tutti i partecipanti, tra cui insegnanti, educatori ed operatori, sono stati protagonisti attivi, seduti gomito a gomito, con   i tutor-­‐ assistenti sociali   alla ricerca di risposte e soluzioni possibili sulla tematica. Le parole chiave attorno alle quali sono stati snodati gli interventi presentati in seconda giornata, sono state integrazione dei servizi, inclusione, famiglia, cultura del rispetto della diversità e formazione. Integrazione dei servizi per la presa in carico globale e per tutto l’arco di vita del soggetto con autismo. Inclusione poiché, come stabilito dalla legislazione vigente, si deve lavorare in un’ottica inclusiva cioè promuovendo interventi ed iniziative che “includano” il soggetto con Autismo all’interno della realtà territoriale e scolastica. Formazione del personale scolastico e di coloro che interagiscono con il bambino con autismo poiché da essa dipende la garanzia di successo degli obiettivi prefissati. Elena Carotenuto, assistente sociale ha raccontato la realtà di servizi attivi per le persone con autismo, sottolineando la centralità della famiglia. La famiglia al centro, nella costruzione del progetto di vita, fin dal primissimo momento della diagnosi, il sostegno psicologico per l’intero nucleo famigliare e la necessità di diffondere una cultura del rispetto della diversità, è quanto la dottoressa Gabriella Busiello, psicologa Ambito n.22, ha spiegato nel suo intervento. La chiusura dei lavori, presieduta dalla dott.ssa Iolanda Marrazzo coordinatrice Ambito N 22 ha ridefinito quanto emerso nei laboratori pomeridiani rispetto agli argomenti trattati nelle due giornate, sottolineando i nuovi punti di arrivo e quindi i propositi degli interventi e dei servizi da progettare ad hoc per il futuro.

“Dall’epigenetica al trattamento: tiroide e sue patologie”, a Sarno un convegno

“Dall’epigenetica al trattamento: tiroide e sue patologie”: è il titolo del convegno svoltosi sabato 15 giugno, presso la Top Seed srl a Sarno. Responsabile scientifico dell’evento la dott.ssa Teresa Esposito. Dopo anni di studi sulla filogenicità, la biodiversità, la genetica dei prodotti agroalimentari IGP e DOP, il territorio sposa le esigenze della scienza e questa mette a servizio il suo continuo ricercare per creare una sola unica grande rete che parte dal seme, per arrivare al paziente. Questo è il futuro. Nasce cosi la scuola permanente in nutrizione, nutraceutica ed epigenetica, la quale fa il punto sulle conoscenze scientifiche agroalimentari, nutraceutiche, lo studio di tutte le modificazioni ereditabili che variano l’espressione genica  ed i trattamenti allavanguardia per la prevenzione, oggi capitoli della comunità scientifica internazionale. Partendo dalla dieta mediterranea con i suoi alimenti ed arrivando fino al campo dei tumori oltre che delle patologie benigne, ci si pone l’obiettivo di fare rete. In questo primo appuntamento, si approfondiranno le patologie tiroidee. L’evento è stato coordinato dalla Dott.ssa Teresa Esposito, Medico Chirurgo Specialista in Biochimica clinica e Genetica molecolare, Specialista in Scienze dellAlimentazione Dietologia Clinica, PhD in Scienze mediche cliniche e sperimentali ed Enseignant Chercheur presso l’Universitè Blaise Pascal di Clermont Ferrand ( France). Lo scopo è stato quello di sviluppare le ampie tematiche oggetto del programma: dall’influenza dei nocivi ambientali nello sviluppo delle problematiche tiroidee, all’ influenza dell’alimentazione e di uno stile di vita regolare come fattori di prevenzione. Comitato scientifico : Prof. Bruno Varriale, la Dott.ssa Fiammetta Cirillo ed il Dott. Egidio Milone, i quali, assieme agli altri docenti di spicco della Università della Campania Luigi Vanvitelli e autorità come la Presidente del Consiglio Regionale della Campania Rosetta D’Amelio, l Europarlamentare On. Nicola Caputo membro della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Il Presidente della V Commissione Sanità On. Stefano Graziano, Dott. Filippo Diasco direttore generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali, il Dott. Guglielmo Vaccaro presidente dell Oi pomodoro da industria bacino centro sud Italia, Avv. Antonello Carotenuto Dirigente Direzione Ambiente Regione Campania, contribuiranno, con la loro taratura nazionale ed internazionale a sviluppare le ampie tematiche oggetto del programma, dalla influenza dei nocivi ambientali nello sviluppo dei tumori della tiroide, alla influenza dell’alimentazione e di uno stile di vita regolare come fattori di prevenzione. Sono state approfondite tutte le novità emerse recentemente dalla letteratura scientifica nel campo della nutraceutica e degli alimenti super food e ampliati gli orizzonti fino alla discussione legiferativa in tavola rotonda degli inquinanti ambientali, anafilotossine e possibili rimedi. La Dott.ssa T. Esposito, esperta riconosciuta a livello internazionale nellambito della genetica molecolare e della nutrizione,  è stata promotrice e divulgatrice delle giornate di Prevenzione e Benessere , su tutto il territorio campano, organizzate in comunione tra la Presidenza della V Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania e lUniversità della Campania Luigi Vanvitelli , più volte invitata a diversi workshop , convegni nazionali ed internazionali per diffondere le conoscenze scientifiche e le nuove proposte nutraceutiche ed alimentari nel campo della Nutrizione delle patologie rare e neurodegenerative. In un paese con un’alta prevalenza di patologie della tiroide, ha fatto ricerca e pubblicato diversi lavori scientifici a carattere internazionale, sulla prevenzione delle patologie tiroidee. L’ evento è stato accreditato dal Ministero della Salute ECM per medici di medicina generale, medici specialisti in endocrinologia, ginecologia, scienze dellalimentazione, ostetriche e biologi nutrizionisti.

Pomigliano d’Arco: la presentazione del libro di G.M. Buglione, e la speranza che la cultura costruisca ancora l’identità civica…

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Venerdì 14 è stato presentato il libro di G.M. Buglione “Dalla parte di Caino” su come Giorgio Imbriani e Felice Toscano si posero davanti alla questione della pena capitale. Il Sindaco, l’assessore alla Cultura, il presidente della Fondazione “V.Imbriani” hanno spiegato che grazie all’opera di intellettuali come G. Buglione il patrimonio culturale dei Poerio – Imbriani è fondamento vitale della identità civica di Pomigliano. E l’attenzione del folto pubblico ha confermato la bellezza di questa verità.   Era facile prevedere che l’argomento del libro di Giovanni Buglione – Giorgio Imbriani e Felice Toscano “innanzi alla questione della pena capitale” – avrebbe suscitato l’attenzione di molti: aggiungeteci il nome e il valore dei relatori, e il “sentimento” dell’identità storica e culturale che è vivo nel popolo di Pomigliano, e capirete perché la presentazione del libro “Dalla parte di Caino” si è svolta davanti a un pubblico folto e interessato, nella bella Sala delle Capriate “La Distilleria Culture District”. Il Sindaco della città, Raffaele Russo, l’assessore alla Cultura, Franca Trotta e il presidente della Fondazione “Vittorio Imbriani”, Elio Caiazzo, che ha regolato lo svolgimento della manifestazione, hanno sottolineato la fortuna, ma anche i meriti della comunità pomiglianese che ha saputo, nel tempo, trasformare il patrimonio delle memorie storiche, delle riflessioni politiche e delle opere dei Poerio e degli Imbriani in un prezioso, vitale fondamento della coscienza civica: e questo disegno ha orientato coerentemente gli studi di importanti storici locali, da Giovanni Basile a Ferdinando Esposito, e ora ispira le ricerche di Giovanni M. Buglione. Dicevamo dell’attualità del tema: Vincenzo D’Onofrio, procuratore aggiunto della Repubblica di Avellino, ha ricostruito le fasi, i successi e gli insuccessi della lunga battaglia che è stata combattuta e ancora si combatte nel mondo per l’abolizione della pena capitale, ha ricordato che la “pena di morte” è il perno del codice della mafia, ha sottolineato la rischiosa ambiguità delle recenti norme sul diritto alla legittima difesa, dimostrando, con un serrato ragionamento giuridico, che la legittimità della difesa non è una questione banale,  ma obbedisce a precisi principi che ne limitano rigorosamente gli spazi e i significati: ci sono presunte “legittime difese” che nella realtà giuridica si configurano, con evidente chiarezza, come omicidi volontari. Nello Cimitile, professore “emerito” dell’ Università del Sannio, si è intrattenuto nella definizione dell’ambiente culturale in cui si collocano le figure di Giorgio Imbriani e di Felice Toscano, e del complesso “viaggio” che Giorgio, nella sua pur breve vita, compie attraverso le filosofie di Hegel e di Gioberti  per approdare a quel rifiuto radicale della pena di morte che lo mise in conflitto con il fratello Vittorio, a tal punto che si raccontava che quando i due sedevano a tavola per il pranzo si servissero di un separé per non guardarsi nemmeno, nel timore che anche lo scambio di sguardi riaccendesse la polemica. Il prof. Michele Ranieri, docente di storia e di filosofia al Liceo Classico “A. Diaz” di Ottaviano, ha giustamente riportato l’attenzione del pubblico sul tema del libro, e dunque sulle ragioni che spinsero Giorgio Imbriani e Felice Toscano a schierarsi apertamente contro la pena di morte. Il relatore ha notato che sia gli intellettuali favorevoli alla pena, sia quelli contrari, anche nel caso di filosofi di prima fila, come Kant e Hegel, non ricorrono mai a una argomentazione filosofica per giustificare la loro posizione, ma si limitano all’uso di temi, esempi e riflessioni desunti dalla storia, dalla politica, dalla religione. A una generica tendenza della storia dell’Ottocento Giacomo Imbriani attribuisce il fatto che “oggi la pena di morte è già sparita da alcuni codici”, e là dove non è ancora sparita, “si applica raramente”. Michele  Ranieri ha osservato che le vicende della storia non confortarono l’ottimismo del giovane Imbriani, e dimostrarono che era troppo aspro il suo giudizio contro quel “piccolo nucleo di severi pensatori”, tra i quali egli metteva anche Vittorio, i quali non si accorgevano che “oggi il patibolo non trova appoggi di sorta”. Il Ranieri ha concluso il suo puntuale intervento ricordando ai presenti che la ricerca di Giovanni M. Buglione è solo all’inizio, e che il il rapporto tra Mazzini e Giorgio Imbriani, e quello tra Gioberti e Felice Toscano meritano un’analisi attenta, completa e profonda, anche perché è necessario, a questo punto, riconsiderare in una prospettiva nuova ciò che Guido Oldrini ha scritto sulla filosofia napoletana dell’Ottocento: e bisogna anche evitare che la breve e fascinosa vita di Giorgio induca qualcuno a ridurre il profilo del ruolo e del valore di Vittorio. Che è – è una mia convinzione – un profilo assai ampio, e in ogni suo punto, straordinariamente alto. Alla fine Giovanni M. Buglione ha ringraziato e, soprattutto, ha dichiarato  di essere consapevole del fatto che il lavoro su Giorgio Imbriani e su Felice Toscano è all’inizio. Sappiamo che lo studioso ha le forze, la motivazione e il desiderio di sviluppare il progetto: glielo chiedono la sua città e tutti quelli che vedono nel patrimonio della cultura napoletana una risorsa oggi ancora più preziosa che in passato. E’ stata una splendida manifestazione, che si è svolta sotto il segno della speranza.  

E’ di Pompei la Miss Mondo Italia 2019

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino, psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia . E’ stata eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda Katia Riparelli (Veneto), terza Lorenza Di Cesare (Lazio). Adele rappresenterà il Bel Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre in Thailandia, tentando di conquistare una corona mai indossata da una miss italiana. Alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani, scuri, da pochi mesi è laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tutta la musica leggera italiana; pratica fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia. E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”. La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno della Palmas, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna (fonte foto : ansa.it)

Terribile omocidio a Palma Campania, 83enne uccide titolare di un chiosco dopo una lite

Un uomo di 83 anni, Aniello Lombardi, è stato arrestato dai carabinieri a Palma Campania, con l’accusa di aver sparato e ucciso Giuseppe Di Francesco, titolare del chiosco di via Trieste che si trova proprio sopra la sua abitazione. L’uomo da tempo litigava con i proprietari dello chalet per questioni di viabilità e perché non sopportava gli schiamazzi notturni. Ieri, poco prima delle 23, è sceso armato di pistola ed ha ucciso Di Francesco, oltre a ferire la figlia e il genero. Arrestato dai carabinieri e portato a Poggiorale, in casa aveva molte altre armi  

“Polpo con asparagi e fave” e un quadro di Magritte: e la prof.ssa Geppina finalmente capisce le nuove regole degli esami di Stato..

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Geppina, docente di storia dell’arte, è stata nominata commissaria per gli esami di Stato in un Liceo Artistico, che è anche Agrario, Linguistico e Tessile. Fino a sabato mattina non aveva capito quasi nulla delle nuove norme che regolano l’esame: a mezzogiorno la illuminano la Sibilla di Cuma, la ricetta indicata da uno scoliaste di Marziale, e il quadro di Magritte che rappresenta una pipa, che però “non è una pipa…”.   Ingredienti: 1kg di polpo di Posillipo;  900 g. di asparagi del Cilento; 600 g. di patate; 30° g. di fave fresche del Vesuvio; un gambo di sedano; una carota; una cipolla; olio extravergine d’oliva; sale; pepe. Lessate il polpo in acqua bollente, per tre quarti d’ora, con la carota, la cipolla e il sedano ridotti in  pezzi. Spegnete e lasciate che il polpo diventi tiepido nel suo brodo, poi scolatelo, conservate il brodo di cottura per usarlo come ultimo tocco sul piatto, e tagliate il polpo in tocchi. Mondate e lessate gli asparagi per una decina di minuti, poi scolateli e tagliateli in tre parti. Sbollentate le fave per un paio di minuti, poi sgocciolatele e pelatele. Pelate anche le patate, riducetele a spicchi e lessatele per una decina di minuti..Raccogliete i tocchi di polpo, le patate, le fave e gli asparagi nel piatto da portata, bagnate il tutto con un filo del brodo, e con un filo d’olio.. E servite in tavola.   Il colpo finale glielo dà il “post” del noto preside che pubblica sulla sua pagina “fb” la foto con le buste preparate per la commissione e aggiunge un commento che è tutto un programma: “è pronto il pacco per le commissioni”. Dunque a noi delle commissioni faranno il pacco…Geppina insegna storia dell’arte, ed è stata nominata “commissaria” per gli esami di Stato nell’Artistico di un Liceo che è anche Agrario, Linguistico e Tessile. Stesa sul divano in questo sabato di passione – fa caldo e mancano meno di 48 ore all’apertura della riunione preliminare – la giovane docente si accartoccia sui suoi dubbi, che niente e nessuno hanno saputo sciogliere: come si svolgeranno questi esami? E circolari e decreti del ministro che dicono? Aperta la busta e estratto il tema, il candidato sciorinerà il suo sapere, arrampicandosi lungo argomentazioni, relazioni e riferimenti: ma durante lo “sciorinio” potrà essere fermato, si potrà chiedergli di spiegare perché dice certe cose, e non ne dice altre che forse meriterebbero di essere dette? Ricorda, Geppina, le discussioni con i colleghi, le contraddizioni dei “so tutto io”, dei “non avete capito nulla, mo’ vi spiego”, le “percia” il cervello il ragionamento di Filippo, il vecchio docente di greco, che ha buttato in aria le circolari e ha sentenziato che “qui qualcuno vuole dimostrare che noi del Sud non capiamo nulla, che non abbiamo lo stesso profilo dei Lombardi e dei Veneti..”. Il vecchio professore di Greco esagera….ma una volta non le raccontò che i “ministri” dell’oracolo di Cuma, a cui toccava il compito di spiegare al volgo il significato degli enigmi della Sibilla, potenziavano le loro capacità ermeneutiche mangiando polpo con asparagi e fave? Geppina si alza dal divano, riesce a trovare il volume degli Epigrammi di Marziale, e la pagina in cui è riportato il passo dell’anonimo scoliaste che racconta di Cuma, dei “ministri” e del magico piatto. Se lo fa preparare dal marito, che è paziente, e sbuffa solo un poco. Intanto, i dubbi non la lasciano. Il polpo, va bene: lo sanno tutti che è il più intelligente degli animali. Vanno bene anche gli asparagi: quelli del Cilento, con la loro macchia rossa, sono miracolosi, mettono in moto muscoli e nervi. Ma le fave? Geppina va a pescare, su internet, una nota scritta da qualcuno su un giornale “online”: “le fave provocano sconcerti viscerali – così li chiamava De Renzi-, e flatulenze, – soffi indecenti li chiama Artemidoro -: gli uni e le altre si credeva che turbassero l’immaginazione e alterassero i sogni: e dunque sognare fave era cosa veramente funesta. I semi chiusi nel baccello richiamavano alla mente l’immagine della sepoltura, e tutti gli storici della civiltà contadina, da Catone il Censore fino a Camporesi e a Montanari, hanno parlato della complessa relazione tra le fave e il culto dei morti.”. Ma ormai  il piatto è pronto, e Geppina mastica con calma i bocconi, e intanto osserva le foto degli affreschi di Villa dei Misteri che si susseguono sullo schermo della TV. Al quarto boccone ella incomincia a sentirsi “libera”, i vapori che offuscavano cuore e cervello si squarciano, si dissolvono – consentitemi di stendere il velo del silenzio su modi e sui suoni -, e gli sguardi si fanno più intensi.. Geppina si alza , cerca le circolari, le legge, le rilegge, poi un fiotto di luce la inonda, improvviso. Finalmente capisce: tutto cambia, perché nulla cambi. Cambia solo il nome. Ascolteremo, e non faremo domande,  ma chiederemo chiarimenti, e non interrogheremo, ma daremo suggerimenti, e faremo proposte, e non sarà un esame, ma un dialogo, un confronto. E se il candidato inciamperà in qualche nesso sintattico scombinato, o in qualche nodo lessicale stretto male, noi gli faremo notare le anomalie, e gli chiederemo se gli vengono spontanee, o sono dettate da ragioni stilistiche. La magia delle parole…… E, rimproverandosi, Geppina pensa al quadro che fa da sfondo allo schermo del suo computer,  il quadro di Magritte che rappresenta una pipa, ma avverte “questa non è una pipa” ( vedi foto in appendice).        

Acerra, denunciarono “i troppi incarichi alla segretaria comunale”: ma la procura manda a processo le consigliere d’opposizione

  Sono state querelate l’anno scorso dopo aver denunciato pubblicamente in consiglio comunale che il sindaco centrista, Raffaele Lettieri, aveva conferito troppi incarichi alla segretaria dell’ente, Maria Piscopo, acerrana doc e segretaria generale della municipalità da undici anni di fila. < Un ruolo anomalo quello occupato da Piscopo all’interno del Comune, una concentrazione di poteri davvero singolare >, la sostanziale accusa delle consigliere comunali di opposizione Carmela Auriemma, del Movimento Cinque Stelle, e Paola Montesarchio, del Partito Democratico. Alla fine però la procura di Nola ha deciso di processarle. Dopo la querela della segretaria, che sostiene di essere stata diffamata e danneggiata sul fronte della sua immagine professionale, il pubblico ministero non ha voluto archiviare il caso optando per la citazione diretta a giudizio delle due giovani consigliere locali. La prima udienza del processo, che si terrà davanti al giudice di pace di Nola, è stata fissata al 5 settembre prossimo. Questo vuol dire che le due esponenti dell’opposizione cittadina rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano sempre, soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico da corrispondere alla dirigente municipale in caso di condanna. < A questo punto è a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione >, il principio basilare su cui poggerà la difesa delle consigliere rinviate a giudizio. Ieri sia Paola Montesarchio che Carmela Auriemma hanno ribadito di non aver mai insultato la segretaria generale, alla quale sono stati conferiti settori strategici dell’attività amministrativa, la gestione giuridica del personale, gli affari giuridico-legali, le relazioni sindacali, la formazione del personale, la raccolta differenziata e nettezza urbana, la riqualificazione urbana, lo sportello unico delle attività produttive, le Imprese sociali e l’ambiente, che è, quest’ultimo, settore cruciale in uno dei territori simbolo della Terra dei Fuochi quale è, appunto, Acerra. < Non sono mai stata ascoltata dal pubblico ministero e comunque ho mai insultato Piscopo – puntualizza Paola Montesarchio – del resto basta vedere il video del mio intervento in consiglio comunale >. La seduta “incriminata” è quella del 4 giugno dello scorso anno. < Io non mai detto che Piscopo è una incompetente, è tutto verbalizzato, – aggiunge Carmela Auriemma – per cui non mi spiego come mai qui non siano mai stati querelati consiglieri comunali che durante le sedute del consiglio hanno denunciato scandalose spartizioni di potere. Mentre io, che solo descritto un dato di fatto, sono stata addirittura rinviata a giudizio. Ma non riusciranno a zittirmi >.
la segretaria generale del Comune di Acerra, Maria Piscopo

Storia di Cristian, giovane ufficiale marittimo di Casalnuovo arrestato in Spagna. L’accusa: “Ha incendiato la sua nave” (le foto)

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Un ragazzo di Casalnuovo di appena 25 anni, classe 1993, che già da anni era diventato ufficiale di una delle più grandi compagnie armatoriali d’Europa, la napoletana Grimaldi. Un giovane partenopeo la cui fulgida carriera si è però improvvisamente bloccata giovedi pomeriggio, quando i carabineros della Guardia Civil, su mandato della magistratura spagnola, lo hanno arrestato con un’accusa gravissima: aver voluto dare fuoco più volte alla nave su cui era a bordo e di cui lui stesso era il terzo ufficiale. Con l’arrestato ci sono anche altri indagati a piede libero, pure loro marinai della Grimaldi. Due gli incendi dolosi contestati a Cristian Porritiello, quelli del 14 e del 15 maggio, che hanno semidistrutto a poche miglia da Palma di Maiorca il cargo “Grande Europa”, con a bordo 1687 automezzi tra vetture, furgoni, camion e ruspe. Ma oltre che sul doppio incendio consecutivo avvenuto sulla medesima nave i giudici iberici stanno indagando anche su altri due episodi analoghi, che hanno sempre coinvolto cargo dell’armatore napoletano. Prima del 14 e 15 maggio c’erano stati infatti gli incendi dell’ottobre 2018 sulla “Cruise Ausonia”, lungo la rotta Palermo-Livorno, e nel marzo scorso quello avvenuto al largo della costa atlantica francese, un rogo così forte da essere in grado di far affondare il “Grande America”, con il suo carico di automobili Porsche e Bentley. Ora la grande nave giace a 4500 metri di profondità. Fiamme e tanti dubbi. Dubbi inquietanti, da film giallo. Secondo il Corriere della Sera Cristian sarebbe “un giovane già a suo agio nella gestione delle navi, forse in questa brutta storia tirato in mezzo con la promessa di far carriera”. Il più grande giornale italiano con questa frase ipotizza di fatto la pista interna alla Grimaldi Lines. Ieri però la compagnia napoletana ha diramato, dopo ore di attesa da parte dei media, un comunicato stampa attraverso cui si definisce “parte lesa” in questa storiaccia. Un mistero fitto dunque. Che paradossalmente si infittisce quando si scava nel quadro familiare e nella storia personale del ragazzo. Cristian Porritiello si diploma a 18 anni presso l’Istituto Statale Nautico di Bagnoli, a Napoli. E’ uno studente modello, con una grande passione per il mare. E poco dopo riesce a trovare lavoro nella Grimaldi. < Lo ha aiutato un suo zio, il fratello della mamma – racconta un amico di Casalnuovo dell’ufficiale arrestato – zio che lavora in Sicilia nello stesso settore, quello marittimo. Ricordo che lui, lo zio appunto, finì in televisione, tanto tempo fa, per aver salvato una nave da un incendio, in Sicilia. Che storia questa, visto che ora accusano il nipote del contrario. Comunque il padre di Cristian, che è di Cercola, ricordo che faceva il carrozziere. Abbandonò la famiglia nel 2008. Cristian ora vive con la sorella Claudia, di 27 anni, e con la madre, Anna Zito. Ricordo che la mamma era casalinga e che veniva da San Giorgio a Cremano >. Per mamma Anna la vita è dura a partire dalla separazione. Ma per fortuna riesce a tirare avanti al meglio. Cristian infatti prende a tempo di record l’ottimo posto di lavoro offerto dalla Grimaldi mentre la sorella Claudia, che ha la passione per la cucina, si fidanza con un ingegnere informatico. Poi però il mondo crolla di nuovo addosso alla donna, quando cioè giovedi la Guardia Civil ne arresta figliolo. < Non voglio parlare, non voglio dire niente >, risponde Anna al citofono dell’appartamento in cui abita dal 1990 e dove ha cresciuto i figli, nel parco Toscano, un palazzo residenziale ubicato in una traversa dignitosa del centrale corso Umberto di Casalnuovo, uno dei tanti paesoni degradati della cintura napoletana.  Intanto di Cristian si sa poco da queste parti. < Lui si imbarca per mesi, l’ho incontrato un anno e mezzo fa – aggiunge un altro amico del posto – mi ha detto che stava sulle navi, che aveva coronato il suo sogno. Quando ho saputo dell’arresto mi è parso un fatto surreale. Cristian mi è sempre sembrato un ragazzo molto tranquillo, quasi un “babbasone” come diciamo noi qui. La sua è una famiglia perbene anche se a causa del divorzio c’è stato ovviamente un trauma. E se le accuse degli spagnoli sono vere vuol dire che qualcuno lo ha costretto. Ma a giudicare da come è fatto lui penso che si tratti di una montatura >. Un ragazzo molto indipendente Cristian. In base a indiscrezioni risulta che ad appena 21 anni abbia risieduto ad Ariano Irpino, quasi al confine con la Puglia, a più di cento chilometri di distanza da Casalnuovo. Poi dall’anno scorso il giovane ufficiale marittimo è tornato a risiedere nel comune napoletano, nella casa della mamma. Tutto qui: storie normali per grandi misteri.
Il cargo Grande Europa di cui è terzo ufficiale Cristian Porritiello, prima dei due incendi
Il cargo Grande America mentre affonda, a marzo, nell’oceano Atlantico

Costi nascosti telefonia, una proposta di legge per eliminarli

I costi nascosti della telefonia sono spesso uno degli elementi che più preoccupano i consumatori. Infatti, in tanti casi ci si avvicina con diffidenza ad un contratto telefonico perché si pensa alla possibilità che questo possa cambiare, oppure possa contenere delle tariffe non chiare per alcuni tipi di servizi. Ecco che, quindi, Federica Zanella di Forza Italia ha firmato una proposta di legge ad hoc presentata alla Camera dei Deputati. Il testo avrebbe come obiettivo primario quello di garantire la massima trasparenza nella gestione dei rapporti con la clientela e nell’applicazione delle diverse tariffe.

Cosa sono i costi nascosti?

Vista la possibile approvazione di questa nuova disciplina per la tutela del consumatore, sarà necessario capire che cosa siano i costi nascosti. Questi sono quelli che in molti casi si aggiungono rispetto al costo nominale che viene indicato nel momento in cui si effettui la pubblicità relativa ad una tariffa o ad un servizio. Esempi classici sono quelli relativi ai costi per l’attivazione di servizi, spesso non richiesti, come la segreteria telefonica, oppure il costo per l’invio di un messaggio nel caso in cui un altro utente chiami a telefono spento. In alcuni casi, e questo è ciò che spesso preoccupa, i costi nascosti non si possono neppure disattivare. La stima relativa all’incidenza di questi costi, inoltre, è molto elevata: si arriverebbe, infatti, fino a due miliardi di euro all’anno.

Il contenuto della proposta di legge

A tal proposito, quindi, la proposta di legge cercherebbe di contrastare il fenomeno dei costi nascosti in modi diversi. Si vorrebbero obbligare i fornitori di servizi telefonici, infatti, a fornire delle informazioni che siano chiare ed esaustive in merito a quello che sarà il prezzo finale che l’utente dovrà corrispondere per il periodo di fatturazione di riferimento. Proprio all’interno dell’articolo 1 comma 1 della proposta di legge si indica come già a livello pubblicitario sarà necessario per gli operatori della telefonia e di altri servizi indicare i prezzi finali, ed onnicomprensivi, per il cliente. Quindi, non si dovranno inserire strani asterischi oppure frasi che, in piccoli caratteri, indichino come vi siano delle tariffe aggiuntive rispetto a quelle specificate a livello pubblicitario. Inoltre, la proposta di legge indica anche come il gestore telefonico dovrà comunicare fin da subito al consumatore quali saranno le tariffe a lui applicate, senza eludere le specificazioni riferite, ad esempio, ai servizi accessori o alle opzioni attivate e non disattivabili. Si aggiungono, poi, le specifiche in merito ai servizi ancillari. Questi servizi sono elencati nel comma tre dell’articolo uno della proposta di legge. Questi sono i servizi che si potranno aggiungere ad un contratto telefonico e di comunicazione, e potranno comprendere:
    • I costi di attivazione del servizio
    • I costi per la fruizione del piano tariffario
    • I costi per il trasferimento ad altro operatore
    • I costi per la verifica del credito residuo
    • I costi relativi all’uso di software ed altre applicazioni
    • I costi per il servizio di segreteria
Questo elenco è solo esemplificativo, e tutti i costi che si possano ricondurre a tale categoria dovranno comunque essere specificati.

Le sanzioni per gli operatori

Infine, all’intero dell’articolo 2 della proposta di legge si specifica come dalla data di entrata in vigore della legge stessa, gli operatori avranno un periodo di 30 giorni per adeguarsi alle disposizioni.

Dovranno, quindi, smettere di pubblicizzare in modo non conforme i propri servizi.

Infine, per le sanzioni si fa riferimento all‘Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questa si occuperà, infatti, di sanzionare le violazioni con l’applicazione di norme come quelle del codice del consumo.
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Somma Vesuviana, il gruppo “Insieme Per Somma” rompe il lungo silenzio e annuncia un nuovo inizio

Riceviamo  e pubblichiamo un comunicato stampa dal gruppo consiliare “Insieme per Somma”,  gruppo che da qualche mese  ha  scelto di passare all’opposizione.   Somma Vesuviana “Città del Gusto e Capitale del baccalà, delle albicocche e Catalanesca”. Ma Somma Vesuviana è anche la città delle strade rotte, delle scuole fatiscenti, dei diritti serviti come piaceri, dell’abbandono dei giovani, dell’indifferenza verso i commercianti, della montagna abbandonata e  di tante altre cose negative. Troppe persone “per bene” da tempo si sono allontanate dalla vita politica della Città. Le ragioni sono tante e di varia natura, ma il motivo principale è quello della mancanza di IDEE e di PROGRAMMAZIONE. Manca un progetto semplice, in grado di coinvolgere tutti. Vi è la necessità di porre come minimo comune denominatore la Cultura del Bene del Comune, della “Cosa Pubblica”, abbandonando ed emarginando qualsiasi personalismo. Bisogna costruire un percorso nuovo e alternativo, basato su  modelli semplici, chiare e condivise. Il nostro obiettivo sarà quello di restituire a tutti una Città “Normale”, una città dove i diritti sono riconosciuti tali,  dove tutti i cittadini  i possono contare sul supporto di chi li amministra . Riteniamo, dunque, che sia il momento di creare una valida “alternativa” e di intraprendere un nuovo percorso aperto a tutti:  cittadini,  associazioni,  forze civiche, sociali, ed economiche  aventi come unico obiettivo il bene di Somma Vesuviana e dei Sommesi. Poche cose nell’interesse di tutti e non “tante” nell’interesse di pochi: 1) Costituire un’agenzia del turismo locale con il compito di coordinare tutte le relative attività, attraverso l’impiego di risorse umane del territorio; 2) Centralizzare alcuni servizi necessari e continuativi come, ad esempio, il verde pubblico e impiegare manodopera locale, anziché avvalersi di dispendiosi ed inefficienti appalti esterni; 3) Intervenire sulla viabilità cittadina, sia in termini di rifacimento delle strade, che di ordine pubblico; 4) Ridare alla città luoghi di incontro e luoghi di svago per i bambini; 5) Donare alla comunità scolastica edifici degni, evitando spreco di denaro pubblico per affitti case/scuola inutili; 6) Riforma integrale della macchina amministrativa. “La felicità  privata dipende dalla felicità  pubblica e dalla possibilità  delle persone di poter contribuire alla seconda.” (cit. Albert Otto Hirschman)