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Costi nascosti telefonia, una proposta di legge per eliminarli

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I costi nascosti della telefonia sono spesso uno degli elementi che più preoccupano i consumatori.

Infatti, in tanti casi ci si avvicina con diffidenza ad un contratto telefonico perché si pensa alla possibilità che questo possa cambiare, oppure possa contenere delle tariffe non chiare per alcuni tipi di servizi.

Ecco che, quindi, Federica Zanella di Forza Italia ha firmato una proposta di legge ad hoc presentata alla Camera dei Deputati. Il testo avrebbe come obiettivo primario quello di garantire la massima trasparenza nella gestione dei rapporti con la clientela e nell’applicazione delle diverse tariffe.

Cosa sono i costi nascosti?

Vista la possibile approvazione di questa nuova disciplina per la tutela del consumatore, sarà necessario capire che cosa siano i costi nascosti.

Questi sono quelli che in molti casi si aggiungono rispetto al costo nominale che viene indicato nel momento in cui si effettui la pubblicità relativa ad una tariffa o ad un servizio.

Esempi classici sono quelli relativi ai costi per l’attivazione di servizi, spesso non richiesti, come la segreteria telefonica, oppure il costo per l’invio di un messaggio nel caso in cui un altro utente chiami a telefono spento.

In alcuni casi, e questo è ciò che spesso preoccupa, i costi nascosti non si possono neppure disattivare.

La stima relativa all’incidenza di questi costi, inoltre, è molto elevata: si arriverebbe, infatti, fino a due miliardi di euro all’anno.

Il contenuto della proposta di legge

A tal proposito, quindi, la proposta di legge cercherebbe di contrastare il fenomeno dei costi nascosti in modi diversi.

Si vorrebbero obbligare i fornitori di servizi telefonici, infatti, a fornire delle informazioni che siano chiare ed esaustive in merito a quello che sarà il prezzo finale che l’utente dovrà corrispondere per il periodo di fatturazione di riferimento.

Proprio all’interno dell’articolo 1 comma 1 della proposta di legge si indica come già a livello pubblicitario sarà necessario per gli operatori della telefonia e di altri servizi indicare i prezzi finali, ed onnicomprensivi, per il cliente.

Quindi, non si dovranno inserire strani asterischi oppure frasi che, in piccoli caratteri, indichino come vi siano delle tariffe aggiuntive rispetto a quelle specificate a livello pubblicitario.

Inoltre, la proposta di legge indica anche come il gestore telefonico dovrà comunicare fin da subito al consumatore quali saranno le tariffe a lui applicate, senza eludere le specificazioni riferite, ad esempio, ai servizi accessori o alle opzioni attivate e non disattivabili.

Si aggiungono, poi, le specifiche in merito ai servizi ancillari. Questi servizi sono elencati nel comma tre dell’articolo uno della proposta di legge.

Questi sono i servizi che si potranno aggiungere ad un contratto telefonico e di comunicazione, e potranno comprendere:

    • I costi di attivazione del servizio
    • I costi per la fruizione del piano tariffario
    • I costi per il trasferimento ad altro operatore
    • I costi per la verifica del credito residuo
    • I costi relativi all’uso di software ed altre applicazioni
    • I costi per il servizio di segreteria

Questo elenco è solo esemplificativo, e tutti i costi che si possano ricondurre a tale categoria dovranno comunque essere specificati.

Le sanzioni per gli operatori

Infine, all’intero dell’articolo 2 della proposta di legge si specifica come dalla data di entrata in vigore della legge stessa, gli operatori avranno un periodo di 30 giorni per adeguarsi alle disposizioni.

Dovranno, quindi, smettere di pubblicizzare in modo non conforme i propri servizi.

Infine, per le sanzioni si fa riferimento all‘Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questa si occuperà, infatti, di sanzionare le violazioni con l’applicazione di norme come quelle del codice del consumo.


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