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Somma Vesuviana, «Autismo e Territorio»: il report

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L’ufficio di Piano Ambito 22, coordinato dalla dottoressa Iolanda Marrazzo in collaborazione con la Cooperativa Ker ed Aias ,ha dato il via alla prima giornata della Tavola Rotonda, Autismo e Territorio: Buone prassi e Pratiche inclusive, un’occasione di confronto pubblico volto ad accogliere “domande” e intercettare i “bisogni “delle famiglie e di tutti gli operatori che ruotano intorno all’autismo.

 

Dopo i saluti istituzionali, dei sindaci e degli assessori dei comuni dell’Ambito dei referenti ASL e dei dirigenti scolastici, gli interventi a seguire degli esperti hanno focalizzato l’attenzione su alcuni punti chiave:

Il cambiamento di definizione da “Autismo” a Spettro Autistico” che rende la diagnosi non più dicotomica ma definibile lungo un continuum che considera i fattori di gravità, la combinazione di sintomi core, la compatibilità con disturbi psichiatrici e lo stadio di sviluppo.

Il ruolo della Regione Campania ed i progetti personalizzati di “Vita Indipendente” ed il “Dopo di Noi” per persone con disabilità senza il necessario supporto familiare. Il dott. Capuano, Project Manager della Regione Campania, ha sottolineato la centralità della persona con disabilità.

L’importanza che la diagnosi ha sull’inizio del IL dott. Castiello, neuropsichiatra Infantile, ha chiarito quanto fare una diagnosi precoce significhi poter intervenire in modo precoce quando ancora il cervello è dotato di estrema plasticità e potenziare le possibilità di apprendimento del bambino.

La valutazione di efficacia degli interventi precoci ed intensivi ABA nei casi di ASD. La dott.ssa Antonella Cavallaro, Psicologa e BCBA ha spiegato le strategie di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), utilizzate con bambini autistici non verbalizzati e la necessità per il bambino di estenderle nei vari contesti di vita.

L’importanza della musicoterapia. Utilizzare suoni, melodie, ritmi e note musicali per migliorare la qualità della vita dei bambini affetti da autismo e con difficoltà di comunicazione, questa l’essenza di quanto ha raccontato il Manna, Musicoterapeuta.

Un’intesa mattinata, quella del 6 giugno, ricca di spunti di riflessione, declinata nella sessione pomeridiana in laboratori pratici intesi come spazio di confronto in cui tutti i partecipanti, tra cui insegnanti, educatori ed operatori, sono stati protagonisti attivi, seduti gomito a gomito, con   i tutor-­‐ assistenti sociali   alla ricerca di risposte e soluzioni possibili sulla tematica.

Le parole chiave attorno alle quali sono stati snodati gli interventi presentati in seconda giornata, sono state integrazione dei servizi, inclusione, famiglia, cultura del rispetto della diversità e formazione. Integrazione dei servizi per la presa in carico globale e per tutto l’arco di vita del soggetto con autismo. Inclusione poiché, come stabilito dalla legislazione vigente, si deve lavorare in un’ottica inclusiva cioè promuovendo interventi ed iniziative che “includano” il soggetto con Autismo all’interno della realtà territoriale e scolastica. Formazione del personale scolastico e di coloro che interagiscono con il bambino con autismo poiché da essa dipende la garanzia di successo degli obiettivi prefissati. Elena Carotenuto, assistente sociale ha raccontato la realtà di servizi attivi per le persone con autismo, sottolineando la centralità della famiglia. La famiglia al centro, nella costruzione del progetto di vita, fin dal primissimo momento della diagnosi, il sostegno psicologico per l’intero nucleo famigliare e la necessità di diffondere una cultura del rispetto della diversità, è quanto la dottoressa Gabriella Busiello, psicologa Ambito n.22, ha spiegato nel suo intervento. La chiusura dei lavori, presieduta dalla dott.ssa Iolanda Marrazzo coordinatrice Ambito N 22 ha ridefinito quanto emerso nei laboratori pomeridiani rispetto agli argomenti trattati nelle due giornate, sottolineando i nuovi punti di arrivo e quindi i propositi degli interventi e dei servizi da progettare ad hoc per il futuro.