Home Generali “Polpo con asparagi e fave” e un quadro di Magritte: e la...

“Polpo con asparagi e fave” e un quadro di Magritte: e la prof.ssa Geppina finalmente capisce le nuove regole degli esami di Stato..

252
0
CONDIVIDI

Geppina, docente di storia dell’arte, è stata nominata commissaria per gli esami di Stato in un Liceo Artistico, che è anche Agrario, Linguistico e Tessile. Fino a sabato mattina non aveva capito quasi nulla delle nuove norme che regolano l’esame: a mezzogiorno la illuminano la Sibilla di Cuma, la ricetta indicata da uno scoliaste di Marziale, e il quadro di Magritte che rappresenta una pipa, che però “non è una pipa…”.

 

Ingredienti: 1kg di polpo di Posillipo;  900 g. di asparagi del Cilento; 600 g. di patate; 30° g. di fave fresche del Vesuvio; un gambo di sedano; una carota; una cipolla; olio extravergine d’oliva; sale; pepe. Lessate il polpo in acqua bollente, per tre quarti d’ora, con la carota, la cipolla e il sedano ridotti in  pezzi. Spegnete e lasciate che il polpo diventi tiepido nel suo brodo, poi scolatelo, conservate il brodo di cottura per usarlo come ultimo tocco sul piatto, e tagliate il polpo in tocchi. Mondate e lessate gli asparagi per una decina di minuti, poi scolateli e tagliateli in tre parti. Sbollentate le fave per un paio di minuti, poi sgocciolatele e pelatele. Pelate anche le patate, riducetele a spicchi e lessatele per una decina di minuti..Raccogliete i tocchi di polpo, le patate, le fave e gli asparagi nel piatto da portata, bagnate il tutto con un filo del brodo, e con un filo d’olio.. E servite in tavola.

 

Il colpo finale glielo dà il “post” del noto preside che pubblica sulla sua pagina “fb” la foto con le buste preparate per la commissione e aggiunge un commento che è tutto un programma: “è pronto il pacco per le commissioni”. Dunque a noi delle commissioni faranno il pacco…Geppina insegna storia dell’arte, ed è stata nominata “commissaria” per gli esami di Stato nell’Artistico di un Liceo che è anche Agrario, Linguistico e Tessile. Stesa sul divano in questo sabato di passione – fa caldo e mancano meno di 48 ore all’apertura della riunione preliminare – la giovane docente si accartoccia sui suoi dubbi, che niente e nessuno hanno saputo sciogliere: come si svolgeranno questi esami? E circolari e decreti del ministro che dicono? Aperta la busta e estratto il tema, il candidato sciorinerà il suo sapere, arrampicandosi lungo argomentazioni, relazioni e riferimenti: ma durante lo “sciorinio” potrà essere fermato, si potrà chiedergli di spiegare perché dice certe cose, e non ne dice altre che forse meriterebbero di essere dette? Ricorda, Geppina, le discussioni con i colleghi, le contraddizioni dei “so tutto io”, dei “non avete capito nulla, mo’ vi spiego”, le “percia” il cervello il ragionamento di Filippo, il vecchio docente di greco, che ha buttato in aria le circolari e ha sentenziato che “qui qualcuno vuole dimostrare che noi del Sud non capiamo nulla, che non abbiamo lo stesso profilo dei Lombardi e dei Veneti..”. Il vecchio professore di Greco esagera….ma una volta non le raccontò che i “ministri” dell’oracolo di Cuma, a cui toccava il compito di spiegare al volgo il significato degli enigmi della Sibilla, potenziavano le loro capacità ermeneutiche mangiando polpo con asparagi e fave?

Geppina si alza dal divano, riesce a trovare il volume degli Epigrammi di Marziale, e la pagina in cui è riportato il passo dell’anonimo scoliaste che racconta di Cuma, dei “ministri” e del magico piatto. Se lo fa preparare dal marito, che è paziente, e sbuffa solo un poco. Intanto, i dubbi non la lasciano. Il polpo, va bene: lo sanno tutti che è il più intelligente degli animali. Vanno bene anche gli asparagi: quelli del Cilento, con la loro macchia rossa, sono miracolosi, mettono in moto muscoli e nervi. Ma le fave? Geppina va a pescare, su internet, una nota scritta da qualcuno su un giornale “online”: “le fave provocano sconcerti viscerali – così li chiamava De Renzi-, e flatulenze, – soffi indecenti li chiama Artemidoro -: gli uni e le altre si credeva che turbassero l’immaginazione e alterassero i sogni: e dunque sognare fave era cosa veramente funesta. I semi chiusi nel baccello richiamavano alla mente l’immagine della sepoltura, e tutti gli storici della civiltà contadina, da Catone il Censore fino a Camporesi e a Montanari, hanno parlato della complessa relazione tra le fave e il culto dei morti.”.

Ma ormai  il piatto è pronto, e Geppina mastica con calma i bocconi, e intanto osserva le foto degli affreschi di Villa dei Misteri che si susseguono sullo schermo della TV. Al quarto boccone ella incomincia a sentirsi “libera”, i vapori che offuscavano cuore e cervello si squarciano, si dissolvono – consentitemi di stendere il velo del silenzio su modi e sui suoni -, e gli sguardi si fanno più intensi.. Geppina si alza , cerca le circolari, le legge, le rilegge, poi un fiotto di luce la inonda, improvviso. Finalmente capisce: tutto cambia, perché nulla cambi. Cambia solo il nome. Ascolteremo, e non faremo domande,  ma chiederemo chiarimenti, e non interrogheremo, ma daremo suggerimenti, e faremo proposte, e non sarà un esame, ma un dialogo, un confronto. E se il candidato inciamperà in qualche nesso sintattico scombinato, o in qualche nodo lessicale stretto male, noi gli faremo notare le anomalie, e gli chiederemo se gli vengono spontanee, o sono dettate da ragioni stilistiche. La magia delle parole……

E, rimproverandosi, Geppina pensa al quadro che fa da sfondo allo schermo del suo computer,  il quadro di Magritte che rappresenta una pipa, ma avverte “questa non è una pipa” ( vedi foto in appendice).