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Sostegno scolastico, cosa cambia con la nuova riforma.

Con l’arrivo della riforma scolastica, approvata dal Parlamento con non poche polemiche, si apprende che il sostegno scolastico sarà affidato alle deleghe dal Governo.

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Tutte le novità sul sostegno scolastico introdotte dalla nuova riforma.

 

Malgrado un coro di proteste, con le sigle sindacali scese in piazza ed il corpo docenti totalmente in disaccordo, la proposta di riforma scolastica dette “La buona scuola” si è tramutata in legge.

Il principale motivo di dissenso, che rende inaccettabile questa legge da parte degli insegnanti, si concentra soprattutto sull’assunzione dei docenti, che sarà affidata, in parte, alla discrezionalità dei dirigenti scolastici.

Inoltre, “La buona scuola” prevede incarichi triennali, spazzando via, in questo modo, il requisito di titolarità di sede, creando non poche difficoltà nella continuità didattica, che sappiamo fondamentale per la costruzione culturale di ogni alunno.

Per quanto riguarda il sostegno scolastico, invece, la riforma affida tutto ciò che tocca l’integrazione scolastica alle deleghe di Governo. In merito a questo passaggio, il sottosegretario D. Faraone ha fatto sapere che il sostegno sarà sviluppato sulla base della Proposta di Legge (PdL) A.C. 2444 che è frutto del lavoro delle associazioni Fish e Fand.

Nella progetto di legge elaborato dalle due associazioni di settore, per offrire una maggior qualità formativa e umana, è prevista, per gli studenti diversamente abili, la presenza di insegnanti appositamente istruiti, insomma, una categoria di insegnanti di che rispondano a delle fondamentali richieste curriculari attraverso una preparazione che li renda esperti delle specifiche esigenze da affrontare.

Al momento, l’unico punto di non contrasto sembra essere le necessità di un iniziale corso di formazione per tutti i docenti che accedono al sostegno scolastico. Dei corsi di formazione che non siano un’occasione di lucro ma che servano, effettivamente, ad offrire una migliore condizione scolastica ai tanti studenti disabili.

 

Gianluca Di Matola