Somma Vesuviana, ordinanza di custodia cautelare in carcere per «‘O bersagliere»

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Giovanni D’Avino fu arrestato, dopo un periodo da latitante, l’anno scorso sul lungomare di Salerno. Deve rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giovanni D’Avino, detto ‘O bersagliere, già in passato condannato per la sua partecipazione all’omonimo clan facente capo a suo cugino Fiore D’Avino – poi divenuto collaboratore di giustizia – nonché costola della Nuova Famiglia di Carmine Alfieri sul territorio di Somma Vesuviana. Oggi i carabinieri della stazione di Somma Vesuviana hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I fatti oggetto della misura cautelare risalgono al dicembre 2013, quando D’Avino avrebbe intimidito un imprenditore di Somma Vesuviana per ottenere somme di denaro, ripreso dalle telecamere dell’azienda. ‘O bersagliere è in carcere da febbraio 2014, dopo un periodo di latitanza conclusosi con l’arresto sul lungomare di Salerno, quando il boss fu trovato in possesso di documenti con la sua foto ma riferibili ad una persona di Somma Vesuviana. Fino ad allora D’Avino deteneva la supremazia sul territorio dopo il disfacimento del clan Sarno di Ponticelli.

Autore: Daniela Spadaro

Daniela Spadaro
Daniela Spadaro
Giornalista professionista

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