Il primo cittadino si offre, se non arriveranno soluzioni, di posizionare un bagno chimico fuori dall’ufficio postale. La missiva inoltrata anche al Ministro della Salute, alla Procura della Repubblica, all’Asl e ai dirigente delle Poste.
Di seguito il testo della lettera che il sindaco, Pasquale Piccolo, ha inviato alle autorità preposte.
“Sono il sindaco di Somma Vesuviana, un comune in provincia di Napoli, che conta circa 38mila abitanti, mi rivolgo a Voi per cercare di risolvere una problematica che sto affrontando da tantissimo tempo ma senza esito. L’ufficio postale cittadino, purtroppo, non è munito di bagni per il pubblico per cui è facile immaginare cosa accade quando tra gli utenti ci sono anziani, donne in gravidanza o cittadini diversamente abili i quali, talvolta , sono costretti ad interrompere la interminabile fila e portarsi in altri luoghi per soddisfare le proprio esigenze, subendo mortificazioni da un punto di vista morale dovendo approfittare della benevolenza e della disponibilità di qualcuno nei paraggi.
Prendere atto che ancora esistono situazioni del genere nel 2015 è sconcertante, oserei dire che stiamo tornando indietro in maniera molto netta di decenni. E’ più di un anno che mi sono rivolto continuamente al direttore dell’ufficio postale cittadino, vista l’enorme fila che in diversi giorni del mese si genera, in modo particolare nei gironi in cui si ritira la pensione, ma lo stesso mi ha sempre risposto che la cosa non era di sua competenza. Pertanto, chiedo un vostro intervento affinchè venga rispettata la moralità e la riservatezza dei cittadini e venga prevista per l’utenza la realizzazione dei servizi igienici pubblici.
In alternativa, chiedo di consentire all’amministrazione comunale il posizionamento, all’interno del perimetro e in un posto da concordare, a proprio carico di bagni chimici fruibili dai cittadini di cui sopra, visto l’enorme spazio circostante di cui è dotato l’ufficio postale
Confido nell’accoglimento della presente richiesta, vista anche una nota del ministro della salute che ha sottolineato l’obbligo per i pubblici esercenti di dotarsi di servizi igienici ai sensi dell’art 28 del Dpr 327/80.”







