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domenica, Ottobre 17, 2021

Somma Vesuviana, l’odissea di II traversa Casaraia: il ricorso al Tar

Undici residenti, dopo le diffide (leggi qui e qui), dopo l’appello al Prefetto (leggi qui) ed esposti in Procura (leggi qui) hanno presentato ricorso al Tar contro il Comune di Somma Vesuviana, nella persona del sindaco Di Sarno (qui la sua versione), e di due responsabili di posizione organizzativa, oltre che di una società di impiantistica, elencando inoltre una lunga serie di atti che intendono contestare.

Gli undici ricorrenti sono tutti residenti e proprietari di abitazioni in via Casaraia, piccola strada interessata dalla istituzione del senso unico alternato per l’accesso a parcheggio pubblico. La determina n. 268 del 4 giugno scorso è, nel testo del ricorso al tribunale amministrativo regionale definita come «illegittima, promiscua, non rispettosa delle minimali regole procedimentali». La determina, appellata come promiscua, istituisce in un’unica soluzione – e in carenza di potere come difetto di attribuzione stando alla tesi del legale che rappresenta i cittadini residenti – un senso unico alternato per accesso ad un futuro parcheggio definito pubblico, intervenendo però su area di proprietà privata senza prima aver avviato alcun esproprio; una circostanza che, sempre stando alla tesi dei residenti, è in aperta violazione di ogni presupposto di viabilità, come del resto attestato dal comando di polizia municipale in un altro documento.

I residenti invocano dunque l’intervento del Tar per sancire nullità e illegittimità. Del resto i residenti hanno chiesto precise informazioni anche al comando di polizia municipale, senza però ottenere quel che avevano chiesto, vale a dire il parere in merito. «L’assenza non è casuale – sostiene il legale nel testo del ricorso – perché il parere c’è, ma è del tutto negativo». Tant’è, i provvedimenti contrasterebbero anche con una precedente determina, la n. 1 del 5 gennaio 2018 in cui il responsabile di posizione organizzativa n. 6 rilevava che, citiamo dal testo, «la II Traversa Casaraia non possiede oggettivamente le caratteristiche per la destinazione a pubblico transito, poiché trattasi di strada senza uscita, priva di marciapiedi, e, soprattutto, poiché la sede stradale è di ridotta larghezza».

Oggetto del contendere è anche la proprietà dei luoghi, ma i residenti hanno identificato le particelle catastali fondo per fondo ed esibito atti di compravendita e rogiti notarili. Da parte sua, il Comune di Somma Vesuviana si sarebbe limitato ad esibire l’elenco dei beni patrimoniali, l’inventario in pratica. Circostanza che però diviene quasi secondaria rispetto alla «assoluta insufficienza di requisiti e presupposti della stradina che non potrebbe essere destinata a pubblico transito».

Quanto sostenuto nel ricorso è già stato sottoposto all’amministrazione comunale. Senza che vi sia stata in merito risposta, considerazione o valutazione. Tanto che i residenti avevano già presentato diffida, chiedendo di annullare la determina del 4 giugno scorso.

Il legale dei residenti contesta, nel ricorso al Tar, violazione di legge, del codice della strada, violazione dei principi in tema di giusto procedimento, eccesso di potere, ingiustizia manifesta, violazione dei canoni di buona fede, affidamento e correttezza, mancata comunicazione dell’avvio del procedimento, incompetenza e difetto di attribuzione, violazione del principio di eguaglianza e non discriminazione e di buon andamento della pubblica amministrazione, di trasparenza, neutralità e terzietà della pubblica amministrazione, nullità.

Quanto al difetto di attribuzione, secondo il legale dei ricorrenti, è alquanto palese: Somma Vesuviana non ha un piano urbano del traffico. Dunque la determina impugnata finirebbe con l’avere contenuto programmatico e dispositivo che spetta al consiglio comunale o, per effetto di deroga, a sindaco e giunta. Non al responsabile di posizione. Salvo che lo si voglia considerare un intervento inerente alla viabilità e circolazione e dunque la competenza spetterebbe, non usiamo il condizionale a caso, alla divisione urbanistica e gestione del territorio e al servizio viabilità che compete al comando di polizia municipale. Di fatto, il parere del comandante, peraltro negativo, non è stato nemmeno acquisito.

Ora bisognerà attendere per capire se il Tar consideri fondate le ragioni degli undici ricorrenti contro il Comune di Somma Vesuviana.

Daniela Spadaro
Giornalista professionista
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