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Somma Vesuviana, la scuola dell’infanzia dalla De Matha al plesso Fiordaliso, mamme in protesta sul web

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Con l’ordinanza 111 di venerdì scorso (6 settembre), il sindaco Salvatore Di Sarno dispone la delocalizzazione delle classi dell’infanzia del plesso San Giovanni De Matha negli spazi del piano terra della scuola di via San Sossio, il plesso cosiddetto Fiordaliso.

Nell’ordinanza, che porta anche la firma dell’architetto Monica D’Amore, si richiamano le risorse assegnate al comune di Somma Vesuviana, quantificandole in 95.589, 62 euro (provenienti dal fondo nazionale Miur ripartito poi dalle Regioni). Ebbene l’indirizzo voluto dall’amministrazione comunale per la scuola di via De Matha – sei classi dell’infanzia- è quello di utilizzare i fondi del riparto nazionale 2018 per rifare i sei bagni della struttura. Qui comincia la storia che arriva poi a settembre, mese in cui ovviamente le scuole dovrebbero essere pronte ad accogliere i bambini. L’iter burocratico, indicato anche nella predetta ordinanza 111 è il seguente: il decreto sindacale 21 del 2019 indica il responsabile del procedimento, l’8 agosto scorso è aggiudicato l’appalto dei lavori di manutenzione straordinaria dei servizi igienici alla De Matha (la documentazione di gara era stata approvata con determina 226 del 29 luglio), la consegna dei lavori avviene il 9 agosto. Però nel frattempo si capisce che «utilizzando economia di gara» sarebbe possibile anche pitturare gli interni del plesso bisognosi di interventi manutentivi «urgenti» e da qui l’ordinanza con la quale si decide che «con plausibile certezza» i lavori si concluderanno entro la fine di ottobre 2019. Ovviamente i bambini non possono certo cominciare la scuola in un cantiere e dunque l’amministrazione decide di allocarli negli spazi al piano terra del plesso Fiordaliso. Per quegli spazi un indirizzo c’è già: con delibera 118 del 27 giugno scorso sono stati destinati all’allocazione temporanea delle classi provenienti dai plessi interessati ai lavori di adeguamento derivanti dalle elaborazioni delle verifiche di vulnerabilità sismica degli immobili di proprietà comunale. Un plesso «cuscinetto», per il quale il Comune paga già un affitto, insomma. L’ordinanza dispone dunque la delocalizzazione delle sei classi d’infanzia a partire dal 16 settembre fino a chiusura dei lavori (con «plausibile certezza» entro il 31 ottobre, dunque) e l’organizzazione dei servizi di trasporto e mensa in relazione alle mutate esigenze. Gli spazi della Fiordaliso dovranno essere puliti e dovranno esservi state trasportate le suppellettili per le attività didattiche.

Ebbene, l’ultima volta (era novembre 2018) che il plesso De Matha è stato interessato da lavori (in quel caso si trattava della sostituzione dei pavimenti), i bambini furono spostati nell’edificio delle suore Trinitarie, non molto lontano dalla stessa scuola quindi, eppure già allora – prima che fosse resa nota la destinazione – i consigli di circolo furono infuocati dalle polemiche che si riverberarono, come ormai sempre accade, sul web. Stavolta però la polemica è, se possibile, ancor più accesa perché ieri sono state pubblicate in un gruppo Fb cittadino alcune fotografie scattate all’interno e all’esterno del plesso Fiordaliso, immagini che  hanno destato molta preoccupazione: bagni sporchi con rivestimenti rovinati, vetri rotti, impianti di riscaldamento deteriorati e così via. Dando la stura naturalmente ad interventi web di alcuni consiglieri di minoranza e di molti cittadini, in particolare mamme preoccupate.

Intanto il sindaco, sentito dal mediano.it, ha fatto notare che stanno andando avanti, in progressione, le verifiche di vulnerabilità sismica in tutte le scuole cittadine, che i lavori di manutenzione nei plessi, potatura  compresa, sono stati realizzati, dando rassicurazioni sulla data di fine dei lavori alla De Matha e sul fatto che la Fiordaliso, lunedì 16 settembre sarà pronta ad accogliere i bimbi.

Il plesso Fiordaliso di San Sossio

«Ad una settimana dall’apertura della scuola, anche se in ritardo, il plesso Fiordaliso si presenta così: vuoto, inadatto, e senza uno straccio di inizio dei lavori…. Ma chi vogliono prendere in giro? A seguito dell’incontro col Sindaco e con la Direttrice del plesso De Matha ci era stata assicurata una scuola “a misura di bambino”…. A quanto pare hanno una versione distorta delle reali esigenze dei bambini…. Vi prego cittadini (anche ai non interessati) fatevi sentire…. I nostri bimbi…. Il futuro di Somma Vesuviana…. Merita di meglio» – è uno dei post pubblicati sulla vicenda e in molti dei commenti si invoca il ricorso a Striscia La Notizia. Anche in una recentissima riunione con i genitori il sindaco ha promesso che il plesso sarà pronto e pulito, senza rischi per i bimbi. Ma in ogni caso le mamme non fanno salti di gioia, vuoi per la distanza, vuoi per l’aspetto non propriamente rassicurante della Fiordaliso divenuta il «paracadute» delle politiche scolastiche a Somma Vesuviana. La soluzione da tanti prospettata sul web è quella di novembre scorso: in tanti preferirebbero ovviamente le suore trinitarie. Ma sembra una opzione non fattibile. Già, perché se un Comune ha in fitto una struttura e non la usa per gli scopi per i quali paga, non può spendere soldi per un’altra allocazione. Qui non occorrerebbe un economista per ventilare, nel caso, il danno erariale. Il problema vero, semmai, è la programmazione.