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Il Palio di Somma Vesuviana è tradizione, bellezza, gioco, memoria, speranza, comunità. E tutta l’organizzazione, un minuto dopo la vittoria di un rione e la chiusura dei giochi e degli eventi connessi, è già con lo sguardo alla prossima. Perché ormai da molti anni non si potrebbe immaginare Somma senza il Palio.

A ventiquattr’ore dalla vittoria del Rione Castello, è per l’organizzazione il momento dei ringraziamenti. Passati i giochi, ammirata la rievocazione storica, incassata la partecipazione alla festa popolare, gli organizzatori del Palio hanno una parola per tutti: dai bimbi che hanno apprezzato i momenti ludici pensati per loro, agli otto rioni in gara per aver dimostrato una volta di più uno spirito di sana competizione, alla giuria, all’amministrazione, al Vescovo di Nola Mons. Francesco Marino e al suo predecessore, il Vescovo emerito Beniamino Depalma. Una parola per chi ha raccontato e promosso, per gli sponsor e per le esperienze territoriali che hanno partecipato in piazza, come il Museo Etnostorico delle Genti campane. E ancora, agli artisti, alle forze dell’ordine, alla Croce Rossa, ai cittadini che vi hanno, entusiasti o critici che siano stati, partecipato.

Gli organizzatori, Giuseppe Auriemma in prima linea, hanno voluto esaltare in primis gli artisti, a partire dal gruppo teatrale Summa Villa per la regia di Maria Acanfora. Ringraziare di cuore la Croce Rossa che ha ben gestito urgenze in piazza, la protezione civile, i tantissimi giovani che con entusiasmo e fatica rendono possibile la manifestazione. E tutti gli sponsor, senza i quali sarebbe difficile portare avanti una manifestazione che è tra le ricchezze di Somma Vesuviana e che ha pochi eguali in Italia. Perché laddove ci sono, le terre che hanno la fortuna di ospitarle ci hanno investito fino a farle divenire attrazioni turistiche di pregio.

Ci sembra perciò giusto non dimenticare Mario Sodano che ha realizzato la scritta con il logo del Palio, Giannino Design che ha realizzato le torri in legno, l’architetto Nino Pardo, gli ingegneri Vincenzo Aliperta e Giancarlo Demitry.

Il corteo storico suggestivo, la piazza gremitissima di domenica ripagano di impegno e fatica.