Immacolata Panico, il dolore degli amici sui social e la battaglia contro gli insulti online

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La foto di Immacolata Panico, diffusa da domenica 31 maggio, è una delle immagini più condivise degli ultimi giorni. Dalla sua scomparsa fino al 1° giugno, quando dai carabinieri del Nucleo di Poggioreale è arrivata la notizia che tutti temevano, la giovane 22enne ha lasciato sgomenta un’intera comunità, che ancora oggi cerca risposte e prova a comprendere le ragioni di un così drammatico epilogo.

 

 

Se fino al 1° giugno quella fotografia aveva una funzione identificativa, nei giorni successivi amiche, parenti e conoscenti hanno condiviso video e immagini che la ritraevano felice e sorridente, nel tentativo di conservarne il ricordo più autentico:

«Ti porterò sempre nel cuore, eri capace di portare sorrisi a chi ti stava accanto», scrive un’amica. «Il mondo è più buio senza di te», aggiunge un’altra, mentre in molti affidano ai social il ricordo dei momenti trascorsi insieme: «Ricorderemo sempre i momenti passati insieme».

Nelle prime ore successive alla diffusione della notizia, tuttavia, non sono mancati i commenti dei cosiddetti “leoni da tastiera” che, attraverso allusioni insensate, ciniche e prive di qualsiasi fondamento, hanno tentato di banalizzare l’accaduto. Alcuni utenti, infatti, hanno rivolto alla 22enne giudizi offensivi e denigratori, alimentando una narrazione basata esclusivamente su pregiudizi.

Se da un lato i social network si sono rivelati uno strumento rapido e potenzialmente il più efficace per diffondere l’appello e segnalare la scomparsa della giovane, dall’altro hanno purtroppo dato spazio a comportamenti caratterizzati da una profonda mancanza di rispetto e di empatia.

Commenti e insinuazioni che non resteranno senza conseguenze. L’avvocato Carmine Panico, del Foro di Nola, su incarico dei familiari di Immacolata, ha infatti inviato una nota agli organi di stampa nell’interesse e per conto della madre, Maria Romano, e del fratello, Daniele Panico.

La famiglia si è già attivata per risalire agli autori delle diffamazioni circolate sul web e sui social network, nei cui confronti potrebbero essere intraprese azioni sia in sede civile sia in sede penale.

Intanto, nelle strade di Pomigliano d’Arco sono già comparsi i manifesti funebri, mentre restano ancora da definire la data e il luogo delle esequie.

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