Non è più soltanto il giallo di un imprenditore sparito nel nulla. La scomparsa di Francesco Vorraro, 58 anni secondo quanto riferito dall’Ansa, assume ora i contorni di una vicenda investigativa molto più ampia, finita al centro dell’attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Quattro persone sono state fermate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Visone. Le ipotesi di reato contestate sono sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Una svolta arrivata dopo mesi di ricerche, sopralluoghi, verifiche e scavi nel territorio vesuviano.
Vorraro era residente a Somma Vesuviana e originario di Poggiomarino, territorio nel quale aveva interessi imprenditoriali. La sua scomparsa risale al 9 febbraio 2026. Da allora i familiari non hanno più avuto sue notizie e le indagini hanno seguito diverse piste, concentrandosi anche sugli affari dell’uomo e sulle sue frequentazioni.
Uno dei punti chiave dell’inchiesta riguarda la zona industriale di Sarno, dove sarebbe stata rinvenuta la vettura dell’imprenditore. Le ricerche si sono poi spinte verso Terzigno, in particolare nell’area di via Zabatta, dove carabinieri e mezzi meccanici hanno scavato alla ricerca di tracce utili.
Il sospetto degli inquirenti è che Vorraro possa essere stato sequestrato e che la sua morte sia avvenuta nel corso di quell’azione. Il corpo, però, non è stato ancora trovato. Ed è proprio questo l’elemento che mantiene aperta la parte più drammatica del caso: ricostruire le ultime ore dell’imprenditore e individuare il luogo in cui sarebbe stato nascosto il cadavere.
I quattro fermi rappresentano una svolta investigativa, ma il caso resta ancora pieno di ombre.







