Home Memoria e Presenza Somma Vesuviana, il ricordo del poeta Gino Auriemma nell’anniversario della sua nascita

Somma Vesuviana, il ricordo del poeta Gino Auriemma nell’anniversario della sua nascita

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Il 9 febbraio 1900 nasceva a Somma Vesuviana l’avvocato e insegnante Gino Auriemma. La sua passione era tutta rivolta alla poesia, al bisogno di scrivere in versi i sentimenti, le sensazioni e le forti emozioni. Il ricordo dell’autore di “Muntagna e stu core”, riproposta in tante esibizioni scolastiche su musica di Enrico Cecere, è ancora vivo tra le attuali generazioni.

Luigi Auriemma, per gli amici Gino, nacque a Somma Vesuviana in via Trivio il 9 febbraio 1900 da Domenico e da Maria Cristina Scognamiglio. Ebbe come maestro di scuola elementare il maestro Raffaele Arfè, cui oggi è dedicata la struttura del Primo Circolo Didattico in via Roma. Combattente della prima guerra mondiale con il grado di tenente, fu comandante nel 1920 del campo di prigionia di Nisida. Laureato in giurisprudenza, divenne antifascista in disparte nel ventennio. Trovò nello studio e nella poesia sfogo dei suoi nobili sentimenti. Nel 1938 fu arrestato dall’OVRA, la polizia segreta dell‘Italia fascista, e sottoposto al giudizio del tribunale speciale in qualità di sovversivo, rischiando il confine. Liberato, fu tra i fondatori del partito d’Azione e socialista. Alla caduta del Fascismo fu chiamato a far parte del Comitato di Liberazione Nazionale a Salerno. Strinse una fraterna amicizia con autorevoli personalità politiche: Francesco De Martino, Giovanni Leone, Francesco Capuano. Artisticamente fu sostanziale l’amicizia con il compaesano musicista Enrico Cecere (1907-1994); dalla musica del maestro e dai testi di Gino Auriemma uscirono allegre canzoni in vernacolo eseguite durante le edizioni della Piedigrotta a Napoli. Fra i titoli ricordiamo: Nanninella d’’o Casamale, Tu si’l’ammore e Casamaliste.  Il lavoro per eccellenza è da ritenersi, senza dubbio, Muntagna e stù core, una semplice e genuina melodia che accompagna un intenso testo poetico che celebra con accenti di passione la nostra amata montagna. Gino, inoltre, strinse amicizia con il magistrato Salvatore Sica (1902 – 1957) con cui condivideva la passione per la poesia. La morte lo colse il  27 novembre 1960. La città lo ricorda alle future generazioni con l’intitolazione di una strada e del plesso scolastico nel quartiere Casamale dove visse.

La poesia di Auriemma, pur essendo sostanzialmente pessimistica perché profondamente realista, è tuttavia pervasa da un costante fremito di vita. Il poeta non cessa di inneggiare alla natura che si rivela in tutto il suo splendore. L’amore, invece, è cantato da Gino Auriemma nelle sue più genuine espressioni, semplice, quasi casto, sempre ardente. Segnalato in diversi concorsi nazionali, ha collaborato a molte riviste e inoltre i suoi testi figurano in varie antologie. Ha pubblicato: Le canzoni del Ciglio, in vernacolo e Accesa Terra, in lingua. Tra le sue opere inedite ricordiamo: Il ritorno di Venere, Salpare a Vespro ed Epistole a Sica. Nel centenario della sua nascita il Lion’s Club Palma – Vesuvio Est ha pubblicato una sua raccolta di versi inediti.