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Somma Vesuviana, il presidente di «L’Universo di Mimì»: «Dignità del belvedere più importante di un nome».

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Ciro Castaldo è presidente dell’associazione L’Universo di Mimì e organizzatore del  festival che a Somma Vesuviana porta il nome di Mia Martini (leggi qui). Era sua la proposta di intitolare il belvedere di Santa Maria a Castello alla cantautrice calabrese, quella poi approvata dalla commissione toponomastica comunale e infine avallata da una delibera di giunta del 2016 (leggi qui). Ebbene, oggi è lo stesso Castaldo, dopo aver compreso lo spirito con cui le paranze di Somma Vesuviana invocano a gran voce prima la riqualificazione del luogo e infine la sua intitolazione a Mamma Schiavona (leggi qui), ad esprimersi sulla vicenda.

«Quando nel 2015 ho pensato a un belvedere che celebrasse Mimì con una iscrizione, ho pensato a un luogo adatto al ricordo di una grande artista, un luogo dell’anima dalla cui altura si gode della vista sulla Città di Napoli (per lei ossigeno e fonte di ispirazione) e sui comuni di quella provincia in cui ha tanto amato rifugiarsi per preparare alla grande il suo rientro sulle scene e in cui maturare quell’agognato riscatto nei confronti di un ambiente, di personaggi e di dinamiche a lei crudelmente ostili – spiega Ciro Castaldo – i mio profondo rispetto per le Paranze, per le tradizioni, per le donne e per gli uomini che le portano avanti, il mio amore per quei luoghi, è noto a chi mi conosce da tempo. Al punto che la posizione della nostra associazione non profit è sempre stata quella di sollecitare e di aspettare la degna riqualificazione dell’arredo urbano del luogo e, nonostante i pareri favorevoli di Commissione toponomastica e Giunta, abbiamo rinunciato in ben due occasioni alla posa della targa. Per noi è prioritario che venga ridata dignità a un luogo in preda a un inaccettabile degrado e questo vale molto di più di una targa con un nome. Premesso che visti gli atti l’ultima parola sulla questione spetta all’attuale amministrazione comunale, per noi eventualmente si può in tutta tranquillità pensare a un altro luogo da intitolare a Mia Martini, a patto che sia degno del suo nome e sia adeguatamente comparabile ai luoghi pubblici (piazze, vie, anfiteatri, scuole e parchi) a lei intitolati in numerose città italiane».

L’ultima parola, come con buon senso ha fatto notare Castaldo, spetta adesso all’amministrazione Di Sarno.