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Somma Vesuviana, il belvedere intitolato a Mimì? Le paranze di Castello: «Con tutto il rispetto, meglio a Mamma Schiavona»

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Che Mia Martini sia stata una delle voci, e delle personalità, più grandi della musica italiana nessuno lo ha messo in dubbio, nemmeno le paranze di Santa Maria a Castello – dove sorge il belvedere oggetto della questione che negli ultimi giorni ha fatto discutere (leggi qui e qui) e che è iniziata di fatto nel 2015. Certo è che la toponomastica cittadina, in particolare quando si tratta di intitolare luoghi simbolo come il belvedere di Castello, è importante. Il punto però è anche e soprattutto un altro: che lo si intitoli a Mimì, a Mamma Schiavona o ad altri personaggi, personalità, santi e beati, tutti si ritrovano concordi sulla necessità di procedere finalmente alla sua riqualificazione. Sua del belvedere, intendiamo. E di tutta l’area.

L’iter è stato avviato a suo tempo, ma anche l’amministrazione in carica ha fatto dei passi in tal senso, come si evince dalla delibera n.4 del 12 gennaio scorso e da quella, più recente ancora, n. 50 del 12 aprile. La prima riguarda i lavori di manutenzione straordinaria e la riqualificazione dell’area fontana e della pedana, ed è la riapprovazione del quadro economico del progetto definitivo per un totale di poco più di 70mila euro. La delibera di aprile è praticamente la stessa, con delle rimodulazioni del quadro economico a seguito di una richiesta della Cassa Depositi e Prestiti. Insomma, le intenzioni ci sono tutte, le autorizzazioni anche, sembrerebbe. Si tratta soltanto di dare il via ai lavori. Che siano stavolta radicali, come chiedono paranze e cittadini. Una volta eseguiti, si dovrà però trovare il modo di evitare i raid vandalici che hanno ridotto l’area in quello stato di incuria e degrado indegno di un luogo che pochi comuni possono vantare.

Detto ciò, che dovrebbe rappresentare il fulcro della vicenda per tutti, a prescindere dal nome che sarà eventualmente dato al belvedere, ilMediano.it ha pensato di dar voce alle paranze. Di sentire da chi ne fa parte un’opinione della quale, francamente, ci sembra inopportuno non tenere conto.

La Pranza di Castello, Gavete, Mamma Schiavona, la paranza del Ciglio, quella d’o Gnundo, quella del 3 Maggio, della Traversa, d’o Pullastriello, Antica Paranza Sabato dei Fuochi, Mamma Pacchiana de Gavete, Paranza E l’uldm arrivat …..sono tante davvero. Le voci però sembrano unanimi.

«Per me nessun dubbio – dice Pino Iove – il belvedere deve essere intitolato a Mamma Schiavona, per una grande come Mia Martini si può trovare un altro luogo, giù a Somma». E l’uso delle parole, «giù a Somma» fa già comprendere che quel posto lì è considerato altro, quasi sacro, come già dedicato alla Madonna di Castello.

«La priorità assoluta – dice Salvatore Mautone – è riqualificare lo scempio che oggi è sotto gli occhi di tutti. Il nome? Mamma Schiavona mi sembra adatto».

«Se si comprendesse quale incredibile patrimonio rappresentano le paranze, non si potrebbe che decidere di intitolare il belvedere a Mamma Schiavona, semplicemente è un atto dovuto» – dice Nicola D’Avino.

«Lì, dove la tradizione prende vita – commenta Salvatore Aliperta – non si dovrebbe avere nessun dubbio sul nome».

La Madonna di Castello, Mamma Schiavona, Madonna Pacchiana?

Domenica Bertè, Mia Martini, Mimì?

C’è, è vero, una richiesta di Ciro Castaldo – presidente dell’associazione L’Universo di Mimì e organizzatore del Mia Martini Festival che a Somma Vesuviana è a lei dedicato. C’è, è altrettanto vero, un parere positivo della commissione toponomastica comunale e una successiva deliberazione di giunta. Ma è anche vero che l’associazione in ricordo di Mimì non si sentirebbe certo «scippata» se alla indimenticabile interprete fosse intitolato un altro luogo. Più vero ancora è che la decisione, seconda naturalmente alla necessità di riqualificare l’area in tempi non lunghi, spetta oggi all’amministrazione in carica. Il sindaco Di Sarno ha mostrato l’intenzione di intitolarlo alla Martini, seguendo del resto i dati di fatto di un processo già avviato prima che si insediasse. Ora però, chissà. Dinanzi a Mamma Schiavona forse Mimì un passo indietro lo farebbe.