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Somma Vesuviana, il parco automezzi di Igiene Urbana mette in pericolo salute e sicurezza dei lavoratori

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I sindacati: «Assenza pesante da parte del Comune, l’amministrazione concede disponibilità ad un’azienda che non pensa ai lavoratori». Da oggi i lavoratori della società Igiene Urbana, che gestisce la raccolta rifiuti a Somma Vesuviana incrociano le braccia. Ieri le segreterie territoriali Fp Cgil e Fiadel Campania hanno diffuso un comunicato annunciando lo sciopero di 24 ore per tutti i turni di servizio  (leggi ), precisando che sarà solo la «prima» rivendicazione.

I dettagli, le motivazioni dello sciopero e della situazione degenerata fino a questo punto, si ritrovano in un verbale del 23 gennaio scorso, compilato a seguito di una riunione negli uffici della società. A quell’incontro presero parte una rappresentante della srl L’igiene Urbana (Margherita Gimondo), la sindacalista Vanessa Cusano (Cgil Funzione Pubblica Napoli), Pasquale Terrecuso (Fiadel), e alcuni RSU del cantiere di Somma Vesuviana: Saverio Lo Sapio, Pasquale Dalvisi, Gaetano Riso. Era in pratica un tentativo di conciliazione in merito allo stato di agitazione proclamato due giorni prima a causa del ritardo nella erogazione degli stipendi, del parco automezzi non adeguato, dei mancati versamenti previdenziali, della scarsa sicurezza sul lavoro.  La riunione fu indetta dall’azienda, assicurando che entro una settimana da quella data gli stipendi sarebbero stati accreditati. L’Igiene Urbana si impegnò inoltre a regolarizzare i versamenti inerenti le posizioni previdenziali e a consegnare il vestiario che i lavoratori devono indossare per normativa.

Non ci fu però accordo di conciliazione, in quell’incontro. «Relativamente al parco automezzi – si legge nel verbale – se è pur vero che l’azienda ha provveduto a fornire automezzi nuovi per svolgere il servizio, a tutt’oggi circolano sul territorio automezzi che mettono in pericolo la salute e la sicurezza dei lavoratori. Lavoratori e rappresentanti sindacali dichiararono chiuso il tentativo di conciliazione, riservandosi di mettere in campo tutte le azioni previste dalla legge.

Seppure non fosse sufficiente leggere nero su bianco, con tanto di firma delle parti, che a Somma Vesuviana escono ogni giorno per servizio di raccolta, mezzi non adeguati e pericolosi per l’incolumità delle persone, ci sono le note dolenti dei mancati versamenti previdenziali e degli stipendi per i quali non viene garantito il pagamento nei termini del contratto collettivo nazionale.

E mentre gli operatori scioperano e Somma Vesuviana resta quest’oggi in balia dei rifiuti, le organizzazioni sindacali Cgil e Fiadel ne hanno anche per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno: «Denunciamo il comportamento di codesta amministrazione che nemmeno risponde alle comunicazioni sindacali d’interesse dei cittadini lavoratori del proprio territorio. Lasciando, con estrema noncuranza, inevasa ogni forma di comunicazione laddove è chiamata alle proprie responsabilità, ovvero quando dovrebbe esercitare il ruolo di garanzia nelle questioni che le competono in solido in quanto stazione appaltante di servizi pubblici dove il personale addetto all’igiene ambientale non è stato garantito nei propri diritti fondamentali».

«Sorge spontanea la domanda – proseguono i rappresentanti sindacali – sul perché di tale assenza da parte del Comune e a cosa serva concedere tanta disponibilità ad un’azienda che non garantisce la risoluzione del problema dei lavoratori».

(Fonte foto: rete internet)