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Somma Vesuviana, il governatore De Luca inaugura i nuovi reparti della clinica «Santa Maria Del Pozzo»

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Il commissariamento? La Regione Campania non ne ha bisogno. A dichiararlo è stato ieri , a margine dell’inaugurazione dei nuovi reparti di riabilitazione della casa di cura Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, accompagnato nella visita dal sindaco di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno, il presidente dell’AIOP Campania Sergio Crispino e l’amministratore delegato della casa di cura Sergio Terracciano con il presidente Maddalena Terracciano.

 Ha salutato tutto il personale medico, infermieristico, tecnico, amministrativo, rendendo omaggio al loro lavoro e promettendo: «Faremo di più per il futuro». Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha cominciato il suo intervento in un incontro pubblico moderato dal presidente della Santa Maria del Pozzo, Maddalena Terracciano, al quale hanno preso parte il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, l’amministratore delegato Sergio Terracciano e il presidente dell’AIOP Campania Sergio Crispino. Ed è iniziata proprio con una battuta delle quali il governatore non è mai parco, la giornata. Rivolgendosi a Di Sarno ha esclamato: «Il sindaco mi ha detto di essere un uomo di destra, ma non si preoccupi, quello è il mio elettorato naturale». E con lui ha poi fatto il taglio del nastro e visitato l’intera struttura fondata negli anni ‘80 da Salvatore Terracciano, primario emerito di neurochirurgia che, come ha ricordato la figlia «sentiva forte quel bisogno di completare con la riabilitazione neurologica la cura dei pazienti affetti da patologie invalidanti». Il tutto è stato accompagnato da momenti di preghiera nelle stanze dei pazienti presenti.

Nel corso dell’incontro pubblico, il sindaco Di Sarno ha definito l’evento un «momento importante per Somma e per tutti i territori limitrofi, la presenza del presidente De Luca ci rende orgogliosi e fieri, lo stimo tantissimo, è l’uomo del fare».

«Che bella storia questa dei commissari, chi ne parla è un nemico della Campania – ha detto poi il governatore –  noi che stiamo risanando la sanità regionale dovremmo avere dei problemi: Abbiamo un bilancio in attivo, produciamo utili non debito, quindi sapete che vi dico: basta commissari. Il commissario costa alla Campania, non al Governo, 14mila euro netti al mese, il subcommissario 9. Forse i 5 Stelle hanno qualcuno da piazzare, ma noi non ne abbiamo bisogno. La Campania può puntare a diventare la prima sanità d’Italia, abbiamo fatto un miracolo: eravamo l’ultima regione d’Italia, oggi siamo a 152 punti, non c’è più motivo per mantenere il commissario in Campania. Se qualcuno pensa di mettere le mani sulla nostra sanità, gliele tagliamo, mi devono sparare in testa: è la sola possibilità. Non butteremo anni di vita per consentire a qualche cinquestelle di offendere il lavoro di anni. Ai miei concittadini devo offrire qualità della prestazione, non pubblico o privato, al di là delle bandiere di partito. Entro il mese di dicembre presenteremo, con un equilibrio finanziario consolidato, un piano triennale di accompagnamento per il rientro nell’ordinaria amministrazione. Quello che dobbiamo pretendere è rispetto dei protocolli, non tollerare strutture camorristiche ed aiutare le strutture private che garantiscono qualità: me ne infischio delle ideologie. Questa è la vera rivoluzione che voglio per la Campania».

Il governatore si è poi soffermato a parlare dell’episodio del San Giovanni Bosco, quello delle formiche in ospedale: “Le formiche non ci devono stare, ma cerchiamo di non penalizzarci. Dal 1978 quell’ospedale non riceve manutenzione, ovvero da quando è stato inaugurato. Un ospedale di frontiera in un territorio a forte densità camorristica, in cui i pazienti pretendono di non essere registrati quando arrivano ed i medici chiedono di essere trasferiti. C’era persino un parcheggio all’interno della struttura gestito da camorristi. Stiamo lottando contro tutto questo».

Quella di Somma Vesuviana del resto, ha commentato De Luca, è una struttura «come non ne troverete a Milano, che rappresenta anche la memoria di un territorio essendo stata fondata da un luminare della medicina come Salvatore Terracciano e che garantisce al territorio prestazioni di elevata qualità».

La Santa Maria del Pozzo, infatti, è un fiore all’occhiello della sanità accreditata del territorio: 16 mila metri quadrati per  quattro piani di edificio, la casa di cura vanta oggi 358 dipendenti, 52 consulenti e 250 posti letti adibiti ai reparti di riabilitazione neurologica, ortopedica, cardiaca e respiratoria nonché day hospital e lungodegenza internistica riabilitativa, Stati di Coscienza Minima (Suap), riabilitazione estensiva in regime di ricovero, semiconvitto, ambulatoriale e terapie domiciliari.

«Con i nuovi reparti – ha commentato Sergio Terracciano, andremo a soddisfare le esigenze e le carenze territoriali nella sfera riabilitativa neurologica, ortopedica ed internisti, nelle varie forme assistenziali a ciclo continuativo e semiresidenziale nonché in speciali reparti per il trattamento di pazienti in stato di minima coscienza e come vegetativi.  Tutto questo a seguito di “anni di lotte e speranze, lenti ma inesorabili progressi – ha proseguito Terracciano –  dal permesso a costruire alle varie autorizzazioni, ma nei momenti di sconforto l’istinto imprenditoriale ci ha dato la forza di andare avanti per dare maggiore indotto economico in una zona afflitta dalla disoccupazione. Ed anche quando il fatturato è sceso, non si è attivata nessuna procedura di mobilità, si scelto un criterio innovativo per la costruzione già negli anni Ottanta, e i materiali che sono stati impiegati rientrano nel massimo dei ritrovati tecnici dell’edilizia sanitaria, sempre pensando al benessere del paziente e con ditte esclusivamente del territorio che nel frattempo sono diventate molto più performanti nel segmento. Ma la soddisfazione è stata raggiungere gli standard di strutture nazionali di primo livello». Presenti tra gli altri i consiglieri regionali Mario Casillo, Carmine Mocerino e Stefano Graziano, il presidente dell’Azienda del Turismo della Regione, Luigi Raia e l’ex consigliera Paola Raia, il sindaco di Pomigliano Lello Russo e molti consiglieri comunali e segretari di partito, di Somma Vesuviana e paesi limitrofi.

Il sindaco Di Sarno ha poi commentato la giornata con un post sui social: «L’inaugurazione di questa mattina è la conferma della crescita di una struttura, la clinica Santa Maria del Pozzo, che da anni si impone come eccellenza nel mondo della sanità regionale e non soltanto. Un’eccellenza che con le sue continue innovazioni rende parimenti importante la nostra stessa Somma Vesuviana e per questo sono stato particolarmente orgoglioso di presenziare al taglio del nastro. Ho approfittato anche della presenza del governatore Vincenzo De Luca per ribadirgli che la burocrazia spesso ci ostacola, rendendo difficile il nostro operato di amministratori che cercano di portare crescita e sviluppo a Somma Vesuviana. Il presidente ha dichiarato che da oggi in poi basterà una telefonata, inutile perdere tempo prezioso quando a tutti sta a cuore il miglioramento del nostro territorio. Sapevamo di poter contare sul suo sostegno, ma stamane ne abbiamo avuto conferma. Siamo al lavoro soltanto con questo obiettivo: dare ai sommesi una città migliore».