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San Giuseppe, rottura totale Sepe-Pd: sindaco revoca i due assessori

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San Giuseppe Vesuviano continua a essere attraversata da una fase di forte instabilità politica e istituzionale. Negli ultimi mesi il Comune è stato al centro di una serie di episodi che hanno alimentato un clima di forte tensione. Tra questi, il manifesto funebre comparso lo scorso ottobre con la scritta “Il sindaco muore se non si dimette”, la lettera anonima diffusa a maggio sulla partecipazione di amministratori comunali e presunti soggetti vicini agli ambienti della criminalità organizzata a una festa riconducibile a un familiare dell’ex vicesindaco del Partito Democratico Antonio Borriello.

 

 

 

 

La vicenda ha avuto ripercussioni rilevanti sul piano politico, con le dimissioni dello stesso Borriello, l’attenzione della Commissione parlamentare Antimafia e l’apertura di una crisi all’interno della maggioranza. Nel frattempo il sindaco Michele Sepe ha revocato le deleghe agli assessori del Pd Nicola Carillo e Andrea Ementato, riuscendo comunque a ottenere l’approvazione degli equilibri di bilancio grazie al voto favorevole di quattro consiglieri appartenenti all’opposizione.

 

 

 

 

Un passaggio che, di fatto, ha sancito la fine della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni amministrative del giugno 2024. Il Partito Democratico accusa il primo cittadino di aver cercato un’intesa con le forze di centrodestra, ipotesi respinta con decisione da Sepe. Il sindaco ribadisce infatti di non aver siglato alcun accordo politico con la minoranza e rivendica la propria appartenenza al Pd, ricordando anche il sostegno dato al partito in occasione delle ultime elezioni regionali e sottolineando come due consiglieri democratici continuino a sostenere la maggioranza.

 

 

 

 

La situazione rappresenta un nuovo elemento di tensione nel quadro politico del Pd campano, dopo le recenti vicende registrate a Castellammare di Stabia, Torre Annunziata ed Ercolano. In questo caso, però, il Consiglio comunale non è stato sciolto e lo scontro resta confinato sul piano politico.

 

 

 

 

In una nota condivisa con il circolo cittadino, il segretario metropolitano del Pd Francesco Dinacci ha ricordato che il progetto amministrativo nato con l’elezione di Sepe era fondato sui principi della legalità e della trasparenza, soprattutto dopo il precedente scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata. Secondo il dirigente democratico, il sindaco avrebbe invece avviato interlocuzioni con esponenti del centrodestra senza alcuna condivisione con il partito, arrivando a ottenere il loro sostegno sugli equilibri di bilancio e assumendo decisioni sull’organizzazione dell’ente in discontinuità con il lavoro svolto dalla Commissione straordinaria prefettizia.

 

 

 

 

Il Pd ha quindi annunciato che gli organismi locali valuteranno se esistano ancora le condizioni politiche per proseguire il percorso amministrativo insieme al sindaco, riservandosi ogni ulteriore decisione.

 

 

 

 

Dal canto suo, Sepe sostiene che la frattura fosse già evidente dal 30 giugno, quando una parte dei consiglieri democratici non prese parte alla seduta del Consiglio comunale. Nei giorni successivi, aggiunge, Carillo ed Ementato non avrebbero partecipato a una riunione urgente della Giunta senza fornire spiegazioni. Secondo il primo cittadino, anche la nomina del nuovo vicesindaco Ambrosio avrebbe contribuito ad aggravare i rapporti interni.

 

 

 

 

Il tentativo di ricomporre lo scontro, avviato il 18 luglio, non avrebbe prodotto risultati e la rottura definitiva sarebbe maturata durante l’ultima seduta consiliare. Dopo l’annuncio del voto favorevole di un consigliere di opposizione ai provvedimenti all’ordine del giorno, Andrea Ementato ha contestato apertamente la linea del sindaco, accusandolo di costruire una nuova maggioranza senza alcun confronto con il Pd. I consiglieri democratici hanno lasciato l’aula e, al loro rientro, si sono astenuti, sancendo di fatto il definitivo strappo.

 

 

 

 

Sepe afferma di aver chiesto le dimissioni dei due assessori e, non avendole ottenute, di averne revocato le deleghe il giorno successivo, dichiarandosi amareggiato per una crisi che, a suo dire, arriva in un momento particolarmente delicato per la città. Di diverso avviso Andrea Ementato, che sostiene come il Pd avesse da settimane chiesto chiarimenti sul perimetro della maggioranza senza ricevere alcuna risposta. Per l’ex assessore, la revoca rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una crisi iniziata con le dimissioni di Borriello e aggravata dal mancato dialogo tra il sindaco e il partito.

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