Monsignor Marino celebrerà la funzione religiosa e benedirà la nuova immagine in ceramica vietrese raffigurante la Madonna della Misericordia.
Sua Ecc. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola, celebrerà nell’Insigne Collegiata una Santa Messa. Al termine seguirà la benedizione della nuova immagine dedicata a Maria SS. della Misericordia. La nuova composizione è stata ricostruita fedelmente con mattonelle in ceramica della ditta “Ceramica Pinto” di Vietri sul Mare, grazie al contributo degli abitanti del posto. Nel centro storico del Casamale, nella antica strada Giudecca, era visibile fino a pochi anni fa, inserita in una edicola murale, e splendente di vivace policromia, una grande composizione di riggiole maiolicate raffigurante Maria SS. della Misericordia. L’opera, purtroppo, fu trafugata da ignote mani sacrileghe.
L’effigie, di dimensione 80 x 100 cm (20 riggiole), era collocata sul portale d’ingresso della proprietà De Falco in via Giudecca al civico 11.
Il prof. Antonio Bove così la presentava in un articolo sulla rivista Summana n° 17 del 1989: Essa si presenta in una suggestiva cornice architettonica, isolata dal corpo di fabbrica, e svetta sul vano d’ingresso ad un giardino (appartenuto un tempo alla famiglia Cucciglio), stagliandosi così sul verde intenso della vegetazione retrostante. Nell’effigie la Vergine è configurata come una signora paludata d’azzurro, che incede in un caratteristico paesaggio campestre (lo si potrebbe definire vesuviano se la montagna raffigurata sullo sfondo venisse, con uno sforzo immaginativo, indicata come monte Somma) fino a somigliare ad una comune persona vivente se non intervenisse, nella parte superiore, una nube teofanica e relative teste di cherubini ad assicurarci della sua divinità. All’altro lato della scena troviamo una figura maschile inginocchiata, un contadino, al quale, come si evince, tocca il grande privilegio della visione della Vergine…
L’edicola, infatti, raffigura la prima apparizione della Madonna della Misericordia, avvenuta sabato 18 marzo del 1536. Antonio Botta, un contadino nativo della valle di San Bernardo, a sei chilometri da Savona, come di consuetudine si recava di buon mattino nella sua piccola vigna per completare la potatura delle viti. Il miracolo racconta che il contadino strada facendo recitava, come suo solito, il Santo Rosario; giunto al piccolo torrente che doveva attraversare pensò di rinfrescarsi in quelle acque, e proprio in quel momento gli apparve la Madonna nel suo massimo splendore, assicurandogli che era Maria Vergine. La sua deposizione ufficiale è conservata nel Santuario costruito su quel posto e incisa su una lastra di marmo fin dal 1596. Seguirono successivamente altre due apparizioni. Nostra Signora della Misericordia è la patrona della città di Savona e viene festeggiata proprio il 18 marzo. Il culto non è mai stato radicato nel territorio di Somma Vesuviana.
Ricordiamo, per ben capire il motivo della presenza di questa sacra immagine a Somma, che in vari diplomi angioini si incontrano nomi di famiglie ebraiche abitanti in Somma nel Duecento e Trecento. Addirittura lo storico degli ebrei del Mezzogiorno, Dr. Nicola Ferorelli (Gli Ebrei nell’Italia meridionale dall’età romana al secolo XVIII, Torino, 1915), esplicitamente afferma che in Somma nel sec. XV vi era una fiorente colonia ebraica: da qui l’antichissimo quartiere Giudecca.
Il periodo aureo dell’intreccio della storia locale con gli ebrei – come riferisce il Dott. Domenico Russo – è dato dal dominio aragonese nel Regno di Napoli. Alla seconda metà del XV secolo, e non prima, risale l’organizzazione della Giudecca, cioè del vero e proprio quartiere ebraico accanto alla cinta fortificata del quartiere Casamale. I De Falco, che portarono a Somma l’edicola tutelare della Madonna della Misericordia, erano certamente ebrei genovesi, forse commercianti d’ oro, venuti in massa a Napoli sotto il dominio aragonese. Molti ebrei diventarono, successivamente, cattolici – come afferma il prof. Mimmo Parisi – dopo la minaccia dell’allontanamento dal Regno e tanti si convertirono nel tempo per continuare le loro attività commerciali.
Non è un caso, e concludo, che ancora oggi la famiglia De Falco porta il soprannome di ’e ponenti, che ci conferma la provenienza – come afferma l’ing. Arcangelo Rianna – dalla Riviera di Ponente in Liguria dove è situata Savona.
approfondimento storico a cura di Alessandro Masulli
disegno del Prof Raffaele D’Avino




