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Le esultanze possono anche essere tristi. Meno male che ci sono i bambini

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Il Napoli pareggia con la Fiorentina, ma c’è chi è contento lo stesso

Scena 1: Sabato sera esulta, moderatamente, tutto il mondo interista. Al termine di una partita noiosetta i nerazzurri riescono a non perdere anche contro la Juventus, dopo aver fatto lo stesso contro il Napoli al San Paolo e addirittura vinto contro la Roma. Sono primi ed imbattuti. Giocano male ma si difendono bene. La partita di sabato avrebbero dovuto perderla: per un pezzo di match la Juventus ha attaccato di più e provato a fare un calcio vero. Alla fine è venuto fuori uno zero a zero e l’Inter esulta.

Scena 2: Napoli – Fiorentina finisce, anche al San Paolo è zero a zero ed i giocatori viola si abbracciano felici. L’allenatore Stefano Pioli esulta, il resto della squadra è consapevole di aver raggiunto un risultato straordinario. Non hanno perso, anche se il Napoli è arrivato tre volte davanti alla porta difesa da Sportiello. E ci è arrivato giocando male, mettendo in soffitta la velocità ed il gioco divertente di qualche settimana fa. Poteva arrivarci trentatré volte, si è fermato a tre e non ha mai segnato. E i viola, giustamente, esultano. La Fiorentina è una squadra che, con un campionato appena appena più serio, starebbe stabilmente nella parte destra della classifica, a margine della zona retrocessione. È riuscita a portare un pareggio a casa. Ed esulta.

Scena 3: I social sono zeppi di commenti di delusione. Ci riferiamo ai tifosi del Napoli, ovviamente. Le esultanze di cui sopra bloccano la gioia azzurra. Se esultano loro non possono esultare i partenopei. Eppure, saltando da una pagina all’altra, da un profilo all’altro, ad un certo punto compaiono ragazzini allegri, anzi spensierati: senz’altro anche delusi, ma fondamentalmente appagati. Sono gli alunni dell’istituto comprensivo “De Filippo” di Poggiomarino, che sono andati a vedere la partita allo stadio San Paolo. Meravigliosi. Arrabbiati, certo. Ma veri. Servono facce come le loro, sennò il calcio dovrà solo e sempre accontentarsi di esultanze tristi. Tipo quella viola. Tipo quella nerazzurra

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