Era ancora sindaco Raffaele Allocca quando la Procura di Nola emise avvisi di garanzia a carico del maggiore Vincenzo Di Palma e di Enrico Tuccillo, titolare della ditta Cofrat. Ora la sentenza: condanna per Di Palma e per un vigile urbano, assoluzione per l’imprenditore difeso in aula dall’avvocato Luca Capasso.
Fece parecchio scalpore, qualche anno fa, la vicenda della contravvenzione «sparita». Il pm Visone, titolare dell’indagine, fece scattare gli avvisi di garanzia per il capo dei vigili dell’epoca, Vincenzo Di Palma, e per il titolare della Cofrat, la ditta che stava eseguendo per il Comune i lavori di riqualificazione di via Auriemma.
La vicenda approdata in un’aula di tribunale cominciò con una denuncia. Un vigile in servizio sostenne di aver elevato una contravvenzione di 800 euro, per sversamento abusivo di materiale di risulta e calcinacci, di aver stilato il verbale e depositato lo stesso all’ufficio contravvenzioni. Un verbale che improvvisamente – come si rese poi conto l’agente – sparì. Il vigile decise di andare a denunciare i fatti ai carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo che fecero poi partire le indagini.
Finirono indagati e in seguito imputati sia il comandante che un altro agente, Giovanni Mautone. Di Palma è stato condannato ad un anno e quattro mesi, il vigile urbano ad un anno e dieci mesi. Assolto dalle accuse l’imprenditore Tuccillo, titolare della Cofrat, assistito dal penalista Luca Capasso.



