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Anni di ricorsi, consulenze legali e parcelle pagate dall’amministrazione comunale, ma l’esito è quello auspicato dai ricorrenti, come ha stabilito la sezione settima del Tar che ha pronunciato la sentenza.

 La vicenda va avanti dal 2018, da quando cioè undici residenti di via Casaraia – rappresentati dall’avvocato Francesco Rinaldi – presentano ricorso contro il comune di Somma Vesuviana perché sia annullata la determina 268 del 4 giugno 2018. Un atto con il quale si affidano i lavori per l’istituzione di un senso unico alternato alla II traversa Casaraia per consentire l’accesso al parcheggio pubblico. Nella determina 268 però, si fa anche riferimento ad una determina n.205. Un atto fantasma, pare giacché dovrebbe essere l’approvazione del progetto dei lavori ma non ne si conoscono né data di pubblicazione né estremi e non è reperibile né sul sito ufficiale del Comune, né altrove. La determina 268 intanto è stata annullata dal Tar, come pure la nota firmata dall’allora responsabile dell’Urbanistica che rigettò l’istanza per passo carrabile. Ma ci sono altri atti prodotti su un’erronea (secondo il Tar) valutazione: l’attestazione del Comune, per esempio, datata 10 maggio 2018, con la quale si include la strada nell’inventario dei beni di proprietà comunale.

La querelle, da anni, si è giocata sulla convinzione dei ricorrenti circa l’illegittimità della procedura di istituzione del senso unico alternato per l’accesso al parcheggio su un’area di proprietà privata e senza alcun ricorso ad espropri. Nel frattempo anche una nota della polizia locale attestava che la II traversa Casaraia non possiede oggettivamente le caratteristiche per la destinazione a pubblico transito, essendo una strada senza uscita, priva di marciapiedi e con una sede stradale di ridotta larghezza. Da considerare, inoltre, che il Comune di Somma Vesuviana non è dotato di Piano Urbano Traffico. Tant’è, proprio per questo motivo la determina originaria finisce con l’avere contenuto programmatico, rientrante cioè in una diversa competenza: quella del consiglio comunale ed in più la semplice inclusione nell’elenco delle strade comunali non basta a comprovarne la demanialità. Tutte circostanze che i ricorrenti hanno ribadito nelle memorie depositate fin dal 2018 ma – era l’anno dopo, il 2019 – l’amministrazione comunale insiste ribadendo la natura pubblica della strada nonché l’unico accesso al parcheggio pubblico di interscambio di via Casaraia. E la battaglia a colpi di atti e memorie continua, ancora una volta il 31 gennaio 2020 il Comune ribadisce la sua posizione e lo fa anche nei mesi successivi parlando tra l’altro di «scelta sperimentale» necessaria a rendere utilizzabile nell’immediato il parcheggio pubblico. Nei mesi scorsi si è affidato l’incarico ad un «verificatore» che ha accertato quanto segue:

  • Attualmente la traversa seconda Casaraia è una strada senza uscita che consente l’accesso dalla strada comunale “prima traversa Casaraia” alle proprietà predette ed alla proprietà identificata catastalmente dalla particella n°847 al foglio 31, lotto di terreno su cui recentemente il Comune di Somma Vesuviana ha realizzato un parcheggio pubblico ancora non in servizio.
  • La traversa si presenta pavimentata in conglomerato bituminoso, sviluppa per ml 76,00 circa (in verbale viene riportato ml 760,00 per mero errore materiale), ed ha una larghezza media di mt 5,16 circa, rilevata al filo delle proprietà private presenti sui due lati. Non sono presenti marciapiedi. (…) Sul lato sinistro sono presenti n° 3 pali di illuminazione con corpi illuminanti a led, non numerati (allegato 3).
  • Considerate le contestazioni delle parti circa la proprietà dell’impianto di pubblica illuminazione, si provvedeva a richiedere ulteriore documentazione atta a comprovarne la proprietà. La parte ricorrente, ha prodotto attestazione della ditta in cui si riporta che l’impianto allo stato non risulta allacciato alla rete elettrica pubblica (allegato Considerato che la tipologia dei pali presenti sulla seconda traversa Casaraia è tipica di impianti di pubblica illuminazione ed è similare a quella dei pali presenti sulla via comunale “prima traversa Casaraia”, fatto salvo la differenza dei corpi illuminanti, è ragionevole comunque concludere che l’impianto sia di proprietà comunale. Sulla traversa è presente longitudinalmente la fognatura pubblica, con tre pozzetti posizionati sull’asse centrale e derivazioni dell’impianto di fornitura idrica. Al momento del sopralluogo non erano presenti numeri civici in corrispondenza degli accessi ai fabbricati. Non è presente segnaletica stradale verticale né orizzontale. In corrispondenza del primo palo di illuminazione è presente una targhetta riportante la dicitura “divieto di accesso proprietà privata” ed in corrispondenza dell’innesto con la prima traversa Casaraia è presente sulla pavimentazione stradale una lastra di marmo riportante la scritta “proprietà privata” (…) non risulta che i proprietari degli accessi carrabili privati presenti sulla “seconda traversa Casaraia” versino al Comune di Somma Vesuviana, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche.
  • La strada non presenta limitazioni fisiche che ne precludano l’accesso, ed è aperta al transito pubblico, sebbene allo stato non abbia uscita ed abbia funzione di strada di servizio alle proprietà private adiacenti. Con la messa in esercizio del parcheggio comunale, evidentemente verrà ad assumere la funzione pubblica di strada di accesso al parcheggio comunale.
  • Allo stato, i lavori di realizzazione del parcheggio risultano sostanzialmente completati. Non è presente un accesso carrabile alternativo sulla via comunale Casaraia. (…) Il dislivello tra la quota del Parcheggio e la via comunale Casaraia non rende possibile una immediata trasformazione dell’accesso pedonale in accesso carrabile, in quanto la rampa da realizzare avrebbe una pendenza non accettabile e maggiore del 10% e non garantirebbe, inoltre, il rispetto del triangolo di visibilità per l’immissione sulla strada comunale.

Inoltre, la verificazione ha accertato che la strada non ha natura pubblica: come ritenuto in giurisprudenza, “Ai fini della qualificazione di una strada come vicinale pubblica, occorre avere riguardo alle sue condizioni effettive, in quanto una strada può rientrare in tale categoria solo qualora rilevino il passaggio esercitato “iure servitutis pubblicae” da una collettività di persone appartenenti a un gruppo territoriale, la concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale, anche per il collegamento con la pubblica via, e un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, che può anche identificarsi nella protrazione dell’uso da tempo immemorabile. L’iscrizione della strada nell’elenco delle strade vicinali di uso pubblico costituisce presunzione “iuris tantum”, superabile con la prova contraria, che escluda l’esistenza di un diritto di uso o di godimento della strada da parte della collettività“.

Decisivo, dunque, è il rilievo in forza del quale la strada in questione non è, né è stata in passato, destinata al pubblico transito (lo sarebbe solo se il parcheggio entrasse in funzione) e che ha esclusivamente la funzione di consentire l’accesso dalla strada comunale “prima traversa Casaraia” alle proprietà dei ricorrenti, atteso che essa non costituisce, né ha mai costituito un collegamento con altra viabilità comunale. Pertanto, non risulta alcun titolo che giustifichi l’appartenenza pubblica o l’uso pubblico preteso dal Comune di Somma Vesuviana.

Il ricorso è dunque fondato, gli atti impugnati sono illegittimi, fermo restando che il Comune può decidere per l’esproprio.

La settima sezione del Tar, riguardo alle spese di giudizio, ha deciso di compensare tra le parti: duemila euro, metà il Comune, metà i ricorrenti.

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