La Stazione Zoologica Anton Dohrn ha istallato sei laboratori per monitorare la concentrazione di microplastiche nelle acque del Golfo.
Nel Golfo di Napoli, al largo del porto di Mergellina, è iniziato un esperimento unico al mondo. Sei grandi laboratori sommersi, profondi 15 metri e con un diametro di 2 metri, consentiranno il monitoraggio delle acque per studiare l’effetto delle plastiche, soprattutto quelle di dimensioni piccolissime, sull’ecosistema. L’esperimento è opera della Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con dieci istituti di ricerca marina italiani ed europei, e durerà fino al 24 giugno.
Dieci giorni di intenso lavoro – durante i quali saranno coinvolti anche gli studenti della laurea MARE della Federico II e del Liceo Silvestri di Portici – per studiare le microplastiche, uno degli inquinanti più diffusi nei nostri mari.
Si calcola, infatti, che ogni anno negli oceani finiscono circa 8 milioni di tonnellate di plastica: pari a un camion al minuto. Una quantità enorme, troppo anche per i nostri oceani. La plastica in mare si decompone in pezzi sempre più piccoli, fino ad arrivare a quelli di dimensioni comprese tra 1/50 di millimetro ed 1 millimetro: le microplastiche, appunto.
Il loro aumento in mare è costante, ma ancora non sono del tutto chiari gli effetti sull’ecosistema, gli impatti sulla biodiversità e in che misura queste microplastiche finiscono anche nei nostri piatti entrando nella catena alimentare.
Sempre più spesso la plastica viene ingerita da uccelli marini, pesci, cetacei e tartarughe, a volte soffocandoli. Oggi il 90% degli uccelli marini ha ingerito plastica di vario tipo e tra 30 anni si calcola il 99% di tutte le specie di uccelli marini avrà ingerito plastica, andando incontro alla morte.
Inoltre, un recente studio su Science ha evidenziato proprio come le larve di alcuni pesci preferiscono le microplastiche al loro cibo naturale: il plancton. Si verifica una sorta di assuefazione, un po’ com’è per noi umani con il junk food. Ma questo cibo spazzatura – è proprio il caso di chiamarlo così – ha influito sul loro sviluppo portandole spesso alla morte.
Ora, anche sotto lo Sterminator Vesevo, gli scienziati faranno la loro parte per aiutare il mare.



