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L’usanza, ancora in voga, alla vigilia di Sant’Assunta rimane ancora quella di mangiare pane e melone, il classico mellone ‘e acqua. Una volta i fidanzati lo portavano alle fidanzate o alle suocere.

La commemorazione liturgica della festa dell’Assunta trovò accoglienza nelle prime comunità cristiane. Cominciò ad essere celebrata a Gerusalemme nel V secolo al tempo dei primi pellegrinaggi presso la tomba vuota della Madonna. I pellegrini provenienti da ogni parte della terra, ove era in atto la trionfale affermazione della fede nella Trinità, rivelata da Gesù, Verbo Incarnato, ne diffusero la notizia. La festa gradualmente si estese a tutto il mondo cristiano. Nel VI secolo il Vescovo di Tours in Francia, San Gregorio (ca 538 – 594), iniziò a divulgare la tradizione popolare che tutti gli Apostoli convennero al letto di Maria morente, vegliarono fino alla sua morte, ne composero la salma e assistettero alla sua assunzione in Paradiso. L’imperatore bizantino Maurizio (582 – 602) ne fissò la celebrazione al 15 agosto, opponendosi all’uso invalso presso le comunità cristiane di festeggiarla il 18 gennaio. Questo giorno, il 15 agosto, era già particolarmente importante presso gli antichi romani. Le donne vi celebravano, infatti, la dea Diana, protettrice delle fasi lunari e della maternità. La festa era assorbita dalle Feriae Augusti, vacanze di Augusto, che duravano tutto il mese di agosto. A Roma, il primo atto ufficiale che attestava la festa dell’Assunzione fu di Papa Sergio I (687 – 701). Negli antichi testi liturgici la ricorrenza ebbe nomi diversi: Transitus (passaggio), Depositio (pausa alla fine della vita), Pausatio (fermata), Dormitio (sonno) della Beata Vergine Maria. Un’altra chiara testimonianza dell’Assunzione arrivò alla fine del VII secolo da San Germano di Costantinopoli, che si rifaceva anche a San Giovanni di Tessalonica, scrivendo: Essendo umano (il tuo corpo) si è trasformato per adattarsi alla suprema vita dell’immortalità; tuttavia è rimasto integro e gloriosissimo, dotato di perfetta vitalità e non soggetto al sonno (della morte). Il dogma cattolico, comunque, fu proclamato da Papa Pio XII il primo novembre del 1950. Tra i motivi per cui il Pontefice decise di istituire questa celebrazione, vi fu la singolarità della figura della Vergine Maria, che essendo già priva di peccato in terra, meritava l’assunzione in cielo differenziandosi dal destino dell’uomo comune, condividendo così la sorte del figlio. Nella tradizione iconografica l’Assunta viene raffigurata nell’atto di salire gloriosamente verso il cielo. Oggi l’Assunzione è festeggiata in numerosi centri d’Italia. Sono tante le località della penisola che hanno eretto edifici sacri dedicati ad onorare questo glorioso mistero mariano. A Siena, in particolar modo, il 16 agosto, si tiene il celebre Palio dell’Assunta. Ad Avellino vi sono numerose celebrazioni che iniziano a fine luglio e terminano proprio il 15 agosto con la processione del simulacro della Vergine e spettacolari fuochi d’artificio. Dai primi del mese fino a metà agosto si festeggia anche in provincia di Caltanissetta, a San Cataldo. Anche Maiori, piccolo centro della costiera Amalfitana, festeggia in questi giorni. L’usanza, ancora in voga, alla vigilia di Sant’Assunta rimane ancora quella di mangiare pane e melone, il classico mellone ‘e acqua. Una volta i fidanzati lo portavano alle fidanzate e suocere in segno di devozione e di rispetto. Il melone rosso fuoco coi suoi semi, a detta di qualche esperto e studioso di usi e costumi, con ogni probabilità, simbolicamente, vuole rappresentare la fecondazione oppure il seme che non marcisce e non muore. La Vergine Maria, quindi, il seme che non muore, rinasce ed è assunta alla gloria celeste in anima e corpo, giungendo al cospetto del figlio Cristo, il Pane vivente.
Il frutto originariamente proviene dall’Africa tropicale. La prima raccolta di angurie, attestata, avvenne nell’antico Egitto quasi 5000 anni fa ed è documentata in alcuni geroglifici. Il frutto, oltretutto, veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l’aldilà. Nel mito egizio, l’anguria aveva origine dal seme del dio Seth. Nel XIII secolo il frutto fu introdotto in Europa dall’invasione dei Mori.