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Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Pomigliano d’Arco accomunate in un unico ricordo: le vittime della Flobert

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Opera di Carlo Soricelli

L’11 aprile del 2024 alle ore 17.00 si terrà nella Sala Congressi Dominici di Madonna dell’ Arco a Sant’Anastasia la celebrazione del 49esimo anniversario dello scoppio della Flobert: un tragico evento che vide la morte di ben dodici operai di una fabbrica che produceva proiettili per armi giocattolo.

Una strage ancora oggi nel cuore e nel ricordo degli anastasiani, ma anche della vicina Somma Vesuviana che ebbe ben tanti morti. Era l’11 aprile del 1975, alle ore 13:25, quando in contrada Romani una terribile deflagrazione falciò la vita di queste vite, lasciando un solo superstite. Il convegno dibattito è stato organizzato dalla sede A.N.P.I. Caduti della Flobert, sezione locale, che, non a caso, ha scelto come intitolazione proprio la strage del ’75, dichiarando così la propria vocazione su questo tema, sul quale non si può assolutamente più tacere. Interverranno le massime cariche istituzionali dei tre paesi maggiormente coinvolti nella tragedia: Sant’Anastasia dove era ubicata la fabbrica; Somma Vesuviana con ben la metà delle vittime; e, infine, Pomigliano d’Arco, l’anima operaia, che ha sempre evocato il ricordo di quell’orribile giorno. Presente il Comitato studi dell’ Archivio storico cittadino G. Cocozza di Somma Vesuviana, che ha condotto una capillare ricerca sulle sei vittime locali:

  1. Allocca Michele, nato il 7 febbraio 1943 a Somma Vesuviana in Masseria Cerciello 57 da Alfonso e da Cerciello Filomena, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  2. Barra Mariano, nato l’ 8 maggio 1951 a Somma Vesuviana in via Malacciso 8 da Salvatore e Anna Bocchino, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  3. Cerciello Giovanni, nato il 4 gennaio 1936 a Somma Vesuviana in via Cerciello 9 da Clemente e Rosa Auriemma, sposato il 21 marzo 1971 con Cimmino Teresa, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  4. Esposito Michele, nato l’ 8 maggio 1941 a Marigliano da Pasquale e Assorbente Sara, residente in Somma Vesuviana in via Vignariello 53, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  5. Mosca Giuseppe, nato il 24 maggio del 1955 a San Giuseppe Vesuviano (Clinica S. Lucia), da Luigi e Perna Romano Francesca, residente in Somma Vesuviana in Lagno Macedonia 31, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  6. Sorrentino Giuseppe, nato il 29 giugno 1953 a Somma Vesuviana in Lagno Macedonia 6 da Umberto e Raia Pasqua, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia.

Gli altri nomi furono: Antonio Tramontano, 21 anni; Antonio Savarese, 23 anni; Giovanni Esposito, 25 anni; Antonio Frasca, 25 anni; Giovanni Caruso, 35 anni; Vincenzo Florio, 42 anni.

La manifestazione – come spiega Maria Elena Capuano, presidente ANPI locale – non solo ci preparerà per il 50° anniversario del 2025, ma offrirà numerosi spunti su un tema attualissimo: quello della sicurezza e delle morti sul lavoro, non solo quelle ufficialmente censite, ma anche quelle che non vengono dichiarate perché avvenute in condizioni di lavoro in nero.

Fornirà la sua preziosa testimonianza l’unico superstite della tragedia in quella sorta di bunker: Ciro Liguoro, che, da allora, porta ovunque, soprattutto nelle scuole, il suo ricordo per tenere viva la memoria e diffondere la cultura del lavoro sicuro nelle future generazioni.

Interverranno nomi prestigiosi del mondo lavorativo, sindacale e del giornalismo, con una massiccia partecipazione della CGIL di Napoli. Tra i presenti: Matteo Cosenza, giornalista e scrittore; Sandro Ruotolo, giornalista e membro della segreteria nazionale del PD; Cinzia Massa, segretaria della CGIL di Napoli; Vincenzo Ammirato, dirigente INAIL di Napoli; Carlo Soricelli – pittore, scultore e fondatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro – che donerà all’ANPI locale un quadro con le foto delle dodici vittime (vedi foto). A conclusione, la voce autorevole di Nando Morra, già segretario della CGIL di Napoli, giornalista e scrittore, che ritorna sui luoghi della tragedia dove all’epoca dei fatti tenne l’omelia laica a un pubblico profondamente scosso. Durante il convegno saranno proiettati filmati d’epoca, patrimonio della Rai.

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