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Una Città in salute – per il progresso di Sant’Anastasia: “Le nostre riflessioni sul PUC”

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul Puc  a cura del gruppo Città in salute – per il progresso di Sant’Anastasia 

 

In seguito al seminario tenutosi all’interno dell’aula consiliare dove l’amministrazione Comunale ha discusso del PUC (piano urbanistico comunale), come Città in salute – per il progresso di Sant’Anastasia abbiamo fatto il punto della situazione attraverso la gentile consulenza di un tecnico.

Fin dalle prime battute del nostro incontro è apparso evidente, vi è la documentazione a testimoniarlo presso gli uffici comunali, che già nel precedente piano urbanistico, quello ancora chiuso nel cassetto, per gli imprenditori in regola con le procedure burocratiche era previsto l’ampliamento delle loro attività. Ma andiamo oltre:

  • I Pip:

Tra una pausa e l’altra, chi ha amministrato Sant’Anastasia negli ultimi quindici anni dovrebbe spiegarci per quale ragione ha lasciato che due Pip (piano di insediamento produttivo) approvati e pronti per essere inviati in Regione scadessero. Insomma, se tutti avessero impegnato le loro risorse non solo negli spot elettorali oggi potremmo disporre di svariati e funzionali insediamenti produttivi.

– Il raddoppio di Via Pomigliano:

Vorremmo manifestare ai cittadini la totale impraticabilità di tale opera, per questioni inerenti al tempo di cantierizzazione nonché alla fattibilità. Ma si continua a vendere fumo.

– Lo studio pedologico che riguarda Via Pomigliano e Via Romani:

Per quanti non lo sapessero, lo studio pedologico consiste in una approfondita analisi agraria dei terreni atta a verificarne il grado di fertilità. Tale report viene suddiviso in tre livelli. Il primo livello, il più significativo, indica i terreni inedificabili in quanto altamente fertili. Questo studio viene effettuato su base scientifica e ad occuparsene, per il nostro Comune, è stato un professore dell’Università di agraria durante l’amministrazione Abete. Affermare che sia possibile contestare lo studio pedologico ma non rigettarlo (parole del Sindaco Esposito), per altro con motivazioni approssimative, è come raccogliere l’acqua con un colapasta. Insomma, un dato scientifico lo si può seriamente confutare soltanto attraverso un nuovo studio scientifico altrettanto qualificato. Altrimenti ci si comporta come un qualsiasi no-vax, che tratta gli argomenti appellandosi alle opinioni personali.

  – La previsione di un polo industriale:

È già realtà, basta andare a verificare gli atti. Forse non piace la collocazione? Può darsi, si è già verificato in passato con l’isola ecologica.

– Sviluppo economico attraverso il turismo religioso:

In zona Santuario avevamo la possibilità di avviare un’espansione turistica legata appunto al culto della Madonna dell’Arco attraverso una vasta area, prontamente identificata, dove far nascere un grande parcheggio. Pare assurdo, poi, per non dire elementare, che un Comune con un’attrattiva religiosa di così enorme portata non l’abbia da tempo sfruttata creando un polo turistico di altissimo livello. Viene spontaneo chiedersi: ma in tutti questi anni, dove stavate? Cosa avete fatto?

– Condoni edilizi:

È dal 2009 che gli uffici preposti non hanno più lavorato. Inoltre, nell’anno 2017 le pratiche sul condono sono state tutte esaminate. Una per una. Alcune di queste pratiche non rispondono ai requisiti per ottenere il condono, altre, invece, sì, in particolare quelle produttive. Ogni fascicolo ha ricevuto anche un parere tecnico. Giusto per non farsi mancare niente, per questa fase, l’amministrazione ha pagato delle commissioni. Se oggi si sta sprecando dell’altro tempo oltre a risorse finanziarie per riesaminarle vuol dire che abbiamo stipendiato qualcuno che non ha portato a termine il proprio lavoro. E sarebbe opportuno saperlo.

– Immobili e terreni acquisiti a patrimonio comunale:

Parliamo di strutture che potrebbero rispondere a importati attività sociali e culturali offrendo spazi di aggregazione e inclusione che tanto mancano alla comunità. L’ex maneggio Giangugliemo, ad esempio, è un terreno acquisito a patrimonio comunale che da oltre un decennio risulta abbandonato a sé stesso. Così come l’area della FAG (anche se privata), che oltre a rappresentare uno scempio paesaggistico ha un’elevata pericolosità ambientale per tutti quanti noi. Ma credeteci, l’elenco è davvero lungo.

Conclusioni:

Condividiamo ogni singola parola dell’assessore all’urbanistica alla Regione Campania Bruno Discepolo. Il PUC che sta per nascere (?) deve fondarsi sui principi della condivisione e della partecipazione. Sono trascorsi ormai diciassette anni da quando per legge dovevamo dotarci di un piano urbanistico. Addirittura trent’anni se pensiamo all’ultimo approvato. Migliaia di euro sono andati in fumo per assurde beghe politiche.

Riteniamo finito il tempo di chi può rigirarsi i pollici e farsi la guerra ai danni di un’intera comunità. È necessario, quindi, riqualificare e valorizzare il territorio sfruttando a pieno gli strumenti tecnici che le normative sulla semplificazione burocratica rendono disponibili. L’amministrazione comunale dovrebbe agire rendendosi conto che un piano strutturale non va sostituito a ogni cambio di casacca. Un piano strutturale non va confuso con un piano operativo, che invece è malleabile alle esigenze di chi si trova a operare in un determinato momento. In definitiva, non deve esserci l’affermazione cieca e sorda di una maggioranza che vuole imporsi a tutti i costi sulla comunità. I cittadini anastasiani hanno bisogno di dialogo, di sinergia.

Siamo convinti, ed è su questo che ci impegneremo, che il PUC debba accogliere le esigenze di ogni cittadino, debba agevolare l’inclusione sociale attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche, che restano inspiegabilmente ferme al palo, e debba assolutamente accompagnare una crescita economica, culturale e paesaggistica che coinvolga gli attori sociali del territorio. Continuare a parlare di legge 21, di finanziamenti che dovevano arrivare e che mai si sono visti, è inutile quanto ridicolo.

All’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Carmine Esposito chiediamo di poter esaminare a fondo questo fantomatico PUC che lui e la sua maggioranza hanno in testa. Sarebbe opportuno, e se vogliamo pure democratico, rendere pubbliche le scelte di interesse collettivo anziché nasconderle.

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