Andrà tutto bene. E’ così che salutammo il 2020, anno funesto per le tante vittime del covid, e ci preparammo a un 2021 con tanti buoni propositi. Pensavamo di essere più forti, di essere capaci di affrontare meglio le difficoltà, di riuscire a contenere la paura, di essere tutti pronti a rispettare le regole. Ci illudevamo. I segni lasciati dal covid e le restrizioni che la pandemia ha imposto ci hanno messo e ci mettono a dura prova quotidianamente, ci hanno costretti a cambiare radicalmente le nostre abitudini a livello lavorativo, famigliare, sociale.
E’ stato un 2021 traballante , altalenante, che ha esasperato le disuguaglianze sociali e ha fatto emergere tutte le nostre fragilità. I drammatici colpi del covid sono visibili nelle serrande abbassate per sempre, nella resa di chi non è riuscito ad alzarsi e a proseguire; nella povertà che si diffonde inesorabilmente, nello spregevole cinismo di chi immeritatamente ha usufruito e usufruisce del reddito di cittadinanza a danno di chi realmente ne aveva e ne ha bisogno; negli occhi dei genitori che accompagnano i bimbi in una scuola sbarrata a tutto e a tutti. Già, la scuola. Ci sarebbe tanto da dire, a partire dal fatto che c’è stato un abuso della parola “scuola”. Il governo ha provveduto, con molto ritardo, ad erogare fondi: fondi impiegati, in larga parte, per noleggiare moduli grigi simili a casermoni, o per sistemare pareti mobili o per “inventare” spazi nuovi dove non c’era più spazio, mentre il lavoro del docente si è smarrito tra tracciamenti, Dad, Did e attività in presenza. Una presenza sempre piena di tensioni e di ansie. Poi abbiamo intravisto, nei vaccini, una via d’uscita e i segni di una speranza sempre più concreta . Prima, seconda, terza dose… Pensavamo che finalmente sarebbe andato tutto bene, ma così non è stato. Siamo più protetti, è vero, ma l’ultimo colpo di coda del covid, in questi giorni, sta spegnendo il nostro entusiasmo e la paura torna più forte che mai.
La nota essenziale del nostro vivere sociale durante questo 2021 è stata la confusione, una confusione diffusa a tutti i livelli. Confusione di ruoli, di provvedimenti, di regole, di ordinanze. La confusione, figlia dell’ignoranza e dell’incompetenza, ha disorientato la politica che, spesso, ha creato pasticci. Il covid non solo non ha frenato, ma pare che abbia esaltato, nei “ soliti noti”, il delirio di onnipotenza, la sete di potere, il volere “cumannà” a tutti i costi, anche a costo di boicottare, di ostacolare e di fermare del tutto la macchina amministrativa. E’ necessario che lo spirito civico riacquisti al più presto la forza e la volontà di combattere. Molte nostre città – anche la nostra Somma – si avviano a rinnovare il consiglio comunale, e non c’è bisogno della sfera magica per indovinare che campagna elettorale si prospetta, e che tipo di “nuovo” cercherà di occupare gli spazi della politica e quanti falsi profeti e quanti mercanti – mercanti e profeti nuovi e vecchi – “invaderanno” la città. Se ci riusciranno, la colpa sarà prima di tutto di coloro che sono rimasti chiusi nel loro silenzio e nella loro stanchezza, di quelli che non hanno saputo o non hanno voluto gridare che oggi più che mai le nostre città hanno bisogno di amministratori che siano in grado di “vedere” il presente e il futuro, e, dunque, di provvedere; di amministratori capaci, dalle idee chiare, coraggiosi; di amministratori che sappiano meritare la fiducia della comunità, e garantiscano ai cittadini che saranno sempre in prima fila: per combattere e per vincere la pandemia, per ricostruire il culto dei valori sociali e morali su cui poggia l’identità civica, e per disegnare un domani di speranza e di progresso per tutti. Per tutti. E non solo per gli “amici degli amici”.
Questo è il nostro augurio per tutte le città che si preparano al voto. Non possiamo più tacere, a nessuno di noi è più consentito di voltare le spalle. E di far finta di non vedere. A nessuno di noi è più consentito di giustificare la propria “assenza” con la scusa che il mondo non cambia, che la storia è sempre la stessa. Se vogliamo, se troviamo il coraggio, per noi e per i nostri figli, la storia può cambiare. Dipende solo da noi.
Auguri, buon anno a tutti
(fonte foto: rete internet)



