Siamo profondamente preoccupate per il clima che si sta diffondendo nel dibattito pubblico italiano. Dichiarazioni sempre più frequenti da parte di esponenti politici e rappresentanti istituzionali stanno riportando indietro le lancette della storia su temi che sembravano ormai acquisiti nella coscienza collettiva del Paese.
La recente negazione del concetto di femminicidio è soltanto l’ultimo episodio di una tendenza più ampia che rischia di delegittimare il lavoro svolto negli ultimi dieci anni da associazioni, centri antiviolenza, ricercatrici, operatrici sociali, magistrati e istituzioni.
Il termine femminicidio non è un’invenzione ideologica. È uno strumento di lettura della realtà costruito sulla base di dati, studi e osservazioni che hanno evidenziato caratteristiche specifiche nella violenza esercitata contro le donne. Cancellare questa definizione significa cancellare una parte fondamentale della comprensione del fenomeno.
Come Progetto RIVE e Arcidonna riteniamo che il rischio più grave sia quello di normalizzare il negazionismo. Quando si mette in dubbio l’esistenza di un fenomeno riconosciuto dalla comunità scientifica, giuridica e internazionale si contribuisce a indebolire la capacità della società di affrontarlo.
Per questo lanciamo una proposta concreta: un patto nazionale tra tutte le forze politiche affinché il linguaggio utilizzato nella comunicazione pubblica e nelle campagne elettorali sia rispettoso delle donne e coerente con gli obiettivi di contrasto alla violenza di genere.
Chiediamo che il tema venga sottratto alla propaganda e restituito alla responsabilità istituzionale. Le donne non possono diventare terreno di scontro ideologico. La loro sicurezza, la loro libertà e la loro dignità devono rappresentare un valore condiviso.
La politica ha il dovere di guidare i cambiamenti culturali e non di ostacolarli. Oggi più che mai serve una presa di posizione chiara da parte di tutte le forze democratiche per impedire che il negazionismo diventi una nuova forma di violenza simbolica.
Su questo terreno non sono possibili passi indietro.







