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Sant’Anastasia, nella scuola delle suore ai Sodani il commissario della Santa Sede getta via il Presepe

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Avete presente la fortunatissima commedia di Eduardo, «Natale in casa Cupiello?». Nennillo, il figliolo sfaticato, ripeteva a domanda, con un mantra che arriverà fino alla fine per poi cambiare idea dinanzi alla prospettiva della morte paterna, «Nun me piace ‘o presepio». Evidentemente non piace nemmeno a padre Rocco Ronzani, commissario incaricato dalla Santa Sede che sta cambiando il volto della scuola primaria paritaria «Santa Caterina da Siena» di via Sodani.

L’opera di distruzione quasi terminata

Già, proprio non gli piaceva il presepe. Perché quel piccolo capolavoro realizzato con donazioni di privati alle suore da padre Vincenzo Avvinti, con i pastori che avevano i volti realizzati dal maestro artigiano Ferrigno, allocato all’ingresso del cortile sotto una tettoia è stato distrutto. Alla devastazione non è stata data pubblicità (e ci crediamo…) ma quando alcune scenografie sono state salvate e portate al Santuario di Madonna dell’Arco, abbiamo chiesto al priore padre Alessio Romano cosa fosse accaduto. Perché mai fosse stato smantellato quel presepe che non aveva soltanto un valore artistico ed economico, ma anche affettivo. «Non saprei davvero cosa dire – commenta padre Alessio – ho appreso della distruzione a fatto già compiuto e sono oltremodo dispiaciuto, eppure avevo dato piena disponibilità ad ospitare il presepe in Santuario, con tutti i pastori. Avremmo potuto ospitarlo nei sotterranei dove già ci sono presepi di pregio, invece quel piccolo pezzo di storia, realizzato da un nostro confratello e reso ancor più prezioso dal maestro dell’arte presepiale napoletana, è finito nella spazzatura. Non comprendo e sono affranto».

Si chiamava «Un presepe per pregare» la grande opera, monumentale diremmo, realizzata, grazie al lavoro di padre Vincenzo, dalle suore domenicane presso la Casa Generale di via Sodani, in occasione dell’80esimo anniversario dalla fondazione della Congregazione. Nel 2017 fu aperto al pubblico, visitabile nel periodo natalizio. Oggi è possibile ammirarlo soltanto cercando il video girato all’epoca e disponibile su YouTube (qui). Ecco, in quel video si possono ammirare anche i volti dei pastori, della Vergine, dei Santi, di tutti i personaggi del presepe. Resteranno immortalati soltanto così, da un video. Perché chi ora ha la responsabilità di quella Casa, dopo aver deciso di mandare via (leggi qui) tutte le suore che vi avevano insegnato allevando ed educando generazioni di anastasiani (vi rimarranno, pare, soltanto le sorelle più anziane ma non avranno il compito di educatrici lasciato invece a insegnanti laici dal prossimo anno didattico), ha voluto non solo espellere, bensì distruggere anche i simboli. Un simbolo voluto, pensato, ideato e realizzato da padre Vincenzo Avvinti nel periodo in cui era sotto chemioterapia. Ed oggi, quando la malattia lo sta fiaccando, non riuscirà e non vorrà nemmeno commentare l’effetto che tutto ciò gli ha fatto.   Perché? Quale motivo può aver spinto a non salvare l’opera quando c’era il Santuario pronto ad accoglierla?  Sant’Agostino diceva: «In una notte piena di insidie, non temere». Ma lui confidava in Cristo, non pensava certo di doversi difendere dai suoi emissari.

Qui sotto, per chi ne abbia voglia, cliccando sul link, trovate il “libretto” che padre Vincenzo Avvinti aveva scritto nel presentare il Presepio quando le Suore vollero aprirlo al pubblico.

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