

«Veniamo a nome dei carcerati» dicevano Sabato D’Ambrosi, Ciro Piccolo e Damiano Romano, tutti residenti a Sant’Anastasia, minacciando il direttore del cimitero comunale. I filmati della videosorveglianza li hanno inchiodati. Piccolo e D’Ambrosi sono stati arrestati poche ore fa ma Romano è stato raggiunto in carcere, dove già si trovava, dall’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo era già pregiudicato ma a novembre scorso sfiorò un record: due arresti in cinque giorni. Uno per aver esploso colpi d’arma da fuoco contro un rivale in amore di Somma Vesuviana, su via Zingariello. L’altra per aver picchiato e minacciato un barista di Somma Vesuviana cui voleva imporre di comprare della merce.

Gli estorsori sono stati presi grazie all’attività di indagine della squadra investigativa del commissariato Ponticelli. I fatti risalgono a settembre 2016 quando i poliziotti vengono a conoscenza di un’attività sospetta, una richiesta di pizzo ai danni della ditta che si sta occupando dell’ampliamento del cimitero.
I poliziotti riescono a mettere alle strette il direttore del cimitero già impaurito dalle minacce e lui dice la verità: ossia che era stato avvicinato con la richiesta di 1500 euro che dovevano servire «per i detenuti di Sant’Anastasia». I filmati estrapolati dalle telecamere all’interno del cimitero mostrano quattro o cinque persone uscire dalla stanza del direttore. Due sono stati identificati e arrestati, uno era già in carcere e i poliziotti sono sulle tracce degli altri.
Le indagini rivelano che i tre, insieme a loro complici, avevano intenzione di creare un nuovo sodalizio criminale per prendere il controllo del malaffare a Sant’Anastasia. Un progetto ambizioso vanificato dall’estorsione commessa al cimitero.
D’Ambrosi e Piccolo sono nel carcere di Secondigliano, con un’imputazione che ha l’aggravante del metodo mafioso. Romano era già detenuto per estorsione e porto abusivo di arma da fuoco.



