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Aumento inaspettato della tassa sui rifiuti solidi urbani per gli abitanti di Sant’Anastasia. Dopo la lotta per le “bollette pazze” della Gori è la volta della Tari, con le imposte praticamente raddoppiate rispetto allo scorso anno. 

Nel paese non si parla d’altro; i cittadini guardano increduli le cifre che il comune richiede per un servizio che, soprattutto in questo ultimo periodo, certamente non brilla per efficienza.

Il sistema di raccolta differenziata, come assicuravano gli amministratori, avrebbe garantito un sicuro risparmio sul costo dei rifiuti da parte dei cittadini. Avrebbe, il condizionale sembra essere d’obbligo.
La legge impone la “copertura del 100%” quindi se al Comune il servizio  costa 100, deve riscuotere 100 dal cittadino; l’importo è stabilito dal regolamento comunale, in base a disposizioni di carattere nazionale.

Se da una parte il Comune si è reso disponibile ad aumentare il numero di rate per il pagamento del tributo, dall’altra molti cittadini “arrabbiati” si sono dichiarati contrari a mettere “mano alla tasca”.

Altri ancora stanno pensando di organizzare azioni collettive rivolgendosi alle  Associazioni dei Consumatori o fare ricorso alle Commissioni Tributarie: infatti, i cittadini ritengono il tributo sproporzionato e non corrispondente ai principi di equità sociale e contributiva e, a parità di servizi e condizioni, del tutto irrispettoso dei parametri utilizzati negli altri comuni.

In un periodo storico così drammatico per l’occupazione, una simile stangata incide gravosamente sul bilancio di ogni famiglia, sui pensionati, sui giovani e sulle categorie più deboli della società.

(Fonte foto: rete internet)