Ci sono luoghi che si scoprono quasi per caso. Luoghi che ti sorprendono. Dei quali non ci fai veramente caso finché non ti ci ritrovi. Pensi per caso, ma è per grazia. E anche se li conosci bene, non li conosci mai abbastanza. Il Santuario di San Giuseppe è uno di questi luoghi, afferma il parroco Padre Rosario Avino csj nella sua prefazione.
Non è la prima guida per lo storico santuario, e, a riguardo, il parroco ha voluto creare un qualcosa che non solo ricordasse la consacrazione della nuova Mensa Eucaristica, celebrata il 18 marzo scorso, ma volesse in qualche modo rinfrescare la coscienza collettiva da parte di chi già conosceva l’immenso patrimonio materiale e immateriale del santuario. E’ sicuramente l’anticipo di quel grande percorso che, si spera, possa portare il santuario ad elevarsi a basilica. Grazie alla Banca Popolare Commerciale si sono stampate 5000 mini guide, la cui redazione è stata affidata ad Egidio Valcaccia, esperto in Incoming e Costruzioni di Itinerari Turistici.
La guida propone non solo una grafica accattivante, ma tante notizie esaustive e dettagliate, offrendo un linguaggio che potesse arrivare a tutti, specialmente alle nuove generazioni. Dall’ alto della sua professionalità, l’autore ha creato un testo semplice e accurato da leggere in pochi minuti con la capacità di catturare l’attenzione del lettore sulle notizie fondamentali, in modo che queste possano essere scolpite definitivamente nella memoria, in modo da creare una nuova coscienza collettiva anche nelle nuove generazioni.

Lo studioso di Castellamare di Stabia, peraltro conosciuto per le sue rilevanti pubblicazioni, è stato sostenuto nelle sue ricerche dal parroco p. Rosario Avino, che ha contribuito a disporre testi e foto presenti nell’Archivio storico della parrocchia. Per la lettura, invece, delle testimonianze artistiche – continua Valcaccia – c’è stato un perfetto confronto con altri storici dell’arte: una comparazione che ha portato ad una lettura d’insieme, che si avallata di un confronto interdisciplinare con attribuzioni che si sono basate anche su un referaggio specializzato. La bellezza di una guida storica risiede, senza dubbio, nella sua capacità di trasformare luoghi e monumenti in esperienze vive e coinvolgenti, narrando storie, svelando curiosità e rispondendo alle esigenze dei visitatori con professionalità, passione e doti relazionali. Una guida, quella proposta, che non si limita a esporre soltanto fatti, ma riesce ad interpretare il passato, collegandolo al presente, offrendo sia una comprensione più profonda del luogo visitato, sia facendo scoprire angoli inaspettati di grande valore spirituale, storico e artistico.



