Indagine sul sistema di gestione dei fattorini in Italia: compensi molto bassi, turni estenuanti e penalizzazioni. Disposta l’amministrazione giudiziaria per la società che gestisce Glovo nel nostro Paese.
Zaino termico sulle spalle, bici elettrica o scooter, consegne che si susseguono senza sosta. Una scena ormai quotidiana, ma dietro la crescita del food delivery emergono criticità pesanti sul fronte delle condizioni di lavoro.
La società che in Italia gestisce la piattaforma Glovo, ovvero Foodinho srl, è stata posta sotto controllo giudiziario nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza lo sfruttamento della manodopera. Secondo gli inquirenti, i vertici avrebbero adottato pratiche che avrebbero portato a compensi estremamente bassi per i rider.
Compensi inferiori ai minimi contrattuali
Dalle indagini emerge che i fattorini avrebbero percepito somme fino all’81% inferiori rispetto ai parametri della contrattazione collettiva e, in alcuni casi, fino al 76% sotto la soglia di povertà. (Fonte l’Avvenire)
Le testimonianze raccolte delineano un quadro di grande precarietà. Un rider ha raccontato di lavorare con partita Iva, utilizzando una bici elettrica acquistata di tasca propria, e di ricevere in media 2,50 euro a consegna.
Altri parlano di guadagni mensili compresi tra 800 e 900 euro, a fronte di 12 ore di lavoro al giorno. A questo si aggiungerebbero penalizzazioni economiche in caso di ritardi nelle consegne, incidendo ulteriormente su compensi già contenuti.
Lavoratori autonomi solo sulla carta?
Il modello contestato si basa sull’inquadramento dei rider come lavoratori autonomi. Formalmente titolari di partita Iva, ma inseriti in un sistema organizzato dalla piattaforma, con regole, punteggi e meccanismi di assegnazione delle consegne.
Secondo l’accusa, l’azienda avrebbe approfittato dello stato di bisogno di molti lavoratori, spesso stranieri, sfruttando una condizione di fragilità economica.
Negli ultimi anni il tema delle tutele per i rider è stato oggetto di interventi normativi e decisioni giudiziarie che hanno cercato di definire meglio diritti e obblighi nel settore del delivery. Tuttavia, il dibattito resta aperto.
Cosa comporta il controllo giudiziario
Il provvedimento disposto non prevede la sospensione dell’attività. Attraverso il controllo giudiziario viene nominato un amministratore incaricato di vigilare sull’operato dell’impresa, verificando che vengano rispettate le norme e garantendo la continuità aziendale.L’obiettivo è riportare l’attività entro binari di legalità, senza interrompere il servizio.
Fonte dati: l’Avvenire



