Rifugiati si, rifugiati no: c’è un condominio di Pomigliano in cui sono stati alloggiati che non li vuole. Ovviamente non li vogliono nemmeno quelli di CasaPound, i cui militanti venerdi scorso sono giunti in soccorso dei condomini xenofobi imbrattando i muri della città con messaggi minacciosi del tipo « basta immigrazione ». Ma ieri mattina il sindaco di Pomigliano e la sua maggioranza comunale hanno voluto dare un segnale in controtendenza. Hanno accolto in municipio i giovani richiedenti asilo. Si sono anche fatti fotografare con loro: il primo cittadino, Raffaele Russo, il presidente del consiglio comunale, Maurizio Caiazzo, i capigruppo di Forza Italia e Udc, Peppe Capone e Giovanni Sgammato. Nella stanza della giunta locale c’era anche un esponente dell’opposizione, il capogruppo del Pd, Michele Tufano. Mano tesa di solidarietà, dunque. Ma il fronte del no è sempre in agguato, ostinato come mai. L’altro ieri pomeriggio infatti un gruppo formato da una ventina di condomini del palazzo di via Locatelli, in cui sono ospitati 9 dei 21 richiedenti asilo accolti a Pomigliano, hanno protestato davanti al municipio. Hanno consegnato una richiesta all’ufficio protocollo del Comune. « Vogliamo conoscere – la loro sostanziale rivendicazione – tutti gli atti relativi all’affitto dell’appartamento all’associazione che sta accogliendo i rifugiati ». Il sospetto è che l’alloggio sia stato messo in fitto a un prezzo doppio rispetto a quello di mercato. La settimana scorsa i condomini dello stabile di via Locatelli (uno dei tre edifici di Pomigliano in cui sono ospitati 21 rifugiati) hanno contestato con una lettera firmata dall’amministratore del palazzo la decisione del proprietario dell’appartamento in cui si trovano i richiedenti asilo di affittare l’alloggio all’associazione che si è presa in carico i ragazzi provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa. Per supportare questa posizione sono anche scesi in campo i giovani dell’estrema destra di CasaPound, le cui sedi territoriali si trovano a pochissimi chilometri da Pomigliano. « Si tratta di episodi che non rappresentano lo spirito della città di Pomigliano d’Arco, notoriamente generosa ed accogliente- ha però spiegato ai giovani richiedenti asilo il sindaco Russo – ed è per questo che stamane abbiamo voluto accogliere ufficialmente in Comune questi ragazzi che desideriamo si integrino nella nostra comunità». Russo ha ricevuto dal vescovo di Nola, Francesco Marino, il mandato di riunire i parroci del territorio allo scopo di pianificare un progetto puntato alla diffusione della cultura della solidarietà, dell’accoglienza e dell’integrazione. Solidarietà politica ma non solo. Il sindaco di Pomigliano ha infatti annunciato l’intenzione di coinvolgere i ragazzi rifugiati in progetti di utilità sociale. «Molti di loro parlano e comprendono perfettamente l’italiano, altri dovranno impararlo presto – conferma Russo – per cui abbiamo chiesto di conoscere le loro aspirazioni, le loro competenze, le capacità di ognuno, per far sì che, se vorranno, possano essere coinvolti in attività di utilità sociale, ma anche partecipare alle attività culturali organizzate dal Comune: le festività natalizie potrebbero essere un’occasione per stimolare l’integrazione nel tessuto della comunità».



