CONDIVIDI

Due iniziative per il lavoro ai giovani in  Regioni con il 40% di disoccupazione. 

 

Non sarà la ricetta che guarisce mali storici, ma le nuove misure del governo per il Sud qualche beneficio dovrebbero portarlo. Intanto i Ministri scelgono Napoli per presentare le ultime cose utili di questa legislatura. E poi perché ci stanno mettendo la faccia , a poche settimane dalle elezioni. Il ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti,  ha presentato  a Napoli  due nuove misure per l’imprenditorialità e l’occupazione giovanile: “Resto al Sud” e “Banca delle Terre abbandonate”. Due interventi che dovrebbero generare  100 mila  nuovi posti nei prossimi due anni. Vediamo di  crederci, soprattutto quando il Sud ha ancora la zavorra del 40% di disoccupazione. Già Renzi da premier, aveva avviato alcune iniziative e la Ragioneria dello Stato aveva certificato che molti dei beneficiari dei famosi 80 euro erano meridionali. Ora Gentiloni si è spinto più avanti, con i segnali di ripresa della produzione e dell’export  del 2016. In due anni – grazie anche ad una contrattazione sindacale mirata – le Regioni  dell’area Mezzogiorno con il  prodotto interno lordo, hanno superato il Nord : +2,2% al Sud,+ 1,5% al Nord.

Bastano questi segnali a farci sperare – come dicevamo – che i due progetti presentati a Napoli andranno a buon fine ? Certo che no, perché la disoccupazione giovanile è figlia anche di un sistema statale burocratico , arretrato , poco efficiente che per anni ha mortificato le buone operazioni industriali che sul Sud volevano investire. Per non dire della pioggia di incentivi nazionali e comunitari sciupati in nome di promesse di ogni tipo. Il vento è cambiato dicono a Roma e i governatori delle Regioni meridionali non aspettano altro che essere parte di questo rilancio. La speranza di vedere concretamente i progetti annunciati e le migliaia di nuovi posti di lavoro si lega,però, ad un forte impegno degli stessi attori del governo di incidere nella macchina dello Stato nel Sud. Non è  solo questione di ordine pubblico ,lotta alla criminalità, rispetto delle regole. Ci vuole tanto altro e in poco tempo.

In “Resto al Sud” i giovani tra i 18 e i 35 anni potranno dare vita a nuove imprese ricevendo dallo Stato un  contributo massimo di 50 mila euro. I 5 stelle nella loro propaganda sostengono di aver aiutato migliaia di giovani a fare impresa destinando loro parte dei compensi parlamentari. E’ un’idea  vincente in alcuni settori , ma che non si misura con  la complessa realtà del mondo del lavoro ,delle relazioni sindacali (tutt’altro), della macchina  della Pubblica amministrazione, dell’export e delle infrastrutture necessarie a fare impresa. Basta saper leggere i periodici rapporti Svimez per capire che il Sud è  qualcosa di più complesso che non la remissione di una quota dell’indennità parlamentare. Chi si candida alla guida del Paese dovrebbe studiare di più, magari contribuendo a migliorare le proposte del governo, portando competenza e non parole d’ordine.  I giovani hanno bisogno di essere orientati e di sapere  bene cosa rischiano, di avere fiducia in loro stessi e nella capacità di un Paese di affidare loro  il futuro. Stavolta ,per giunta, hanno in mano anche soldi di tutti noi. Per questo  De Vincenti ha deciso che il suo Ministero  offrirà consulenza gratuita insieme alla Società pubblica  Invitalia. Per abbassare quel tasso di inattività giovanile che sfiora il 60% della popolazione giovanile e spesso è vittima di illusioni e slogan di corto respiro. ****