martedì, Luglio 21, 2026
29.6 C
Napoli

Restare al buio pensando al dopo

Adv

Sotto la spinta dell’emergenza neve si riprende a discutere di una nuova strategia energetica nazionale.  

Restare al buio e al freddo. Ci si rende conto così, impauriti, di quanto sia essenziale avere energia disponibile. Le gelate di questi giorni con la pena di migliaia di famiglie in centro Italia isolate, reclamano l’urgenza di ripensare il modello energetico nazionale. Non solo l’Enel e chi gestisce la rete di trasmissione elettrica, ma tutte le aziende che a vario titolo si occupano di elettricità, gas, petrolio e via dicendo,  devono darsi da fare. Scontiamo una colpa collettiva. Nei giorni dell’emergenza neve, nel solito raffronto con l’Europa, non abbiamo fatto bella figura. Migliaia di Comuni isolati per giorni, abbandonati, vittime di un angosciante black out senza fine. La verità è che da anni vivacchiamo senza una bussola. La strategia energetica nazionale è stata concepita sei anni fa in  un contesto completamente diverso dall’attuale. Non solo le rivendicazioni di sindaci, governatori, ambientalisti hanno modificato gli impatti territoriali di quegli indirizzi, sebbene modesti. Di più, in profondità, hanno fatto i comportamenti delle aziende. Sono state liberalizzate, il mercato è diventato globale, le città hanno sofferto di sovraffollamento e impatti ambientali. Se le industrie italiane continuano a pagare l’energia il 30 % più cara dei loro concorrenti europei, qualcosa è davvero accaduto e qualcosa si deve fare. Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sul tema è accanito, non perde occasione per ricordare a politici e ministri il peso insopportabile di questa situazione. Le cose andavano meglio quando ci si metteva intorno ad un tavolo e si approvavano i Piani Energetici Nazionali. Il mondo della politica, quello delle aziende e quello della finanza si mettevano d’accordo su cosa e come fare. La catena talvolta si bloccava per via di tangenti e corruzione, ma alla fine girava. L’onestà e l’etica del giusto profitto prevalevano. Raramente l’Italia veniva lasciata al buio e si  mettevano denari  in reti di trasporto con leggi a favore delle aree disagiate. Si può ritornare al passato? Certo che no. Il mondo cambia in fretta e l’urgenza spinge per un disegno che assicuri forniture a tutti, garantisca approvvigionamenti, dia certezza di efficienza e controlli, integri le fonti tradizionali con quelle rinnovabili. Al centro di tutto ci sono le comunità. I black out sono imponderabili, ma intanto saremo tutti un po’ più attrezzati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Adv

In evidenza questa settimana

Youth Impact, il nuovo progetto Erasmus+ per la partecipazione civica dei giovani

Otto organizzazioni europee unite in un unico consorzio per...

Francesco Iovino sulla mobilità: “priorità il rilancio Stazione RFI di Nola”

Riceviamo e pubblichiamo “Il rilancio della stazione RFI di...

Brusciano, la visita alla città della Commissione parlamentare all’insegna della cultura

Riceviamo e pubblichiamo La rigenerazione degli spazi pubblici come...

Carte aziendali per regali e viaggi e auto per spostamenti privati, danno da 314mila euro alla sanità campana

Riflettori puntati sull'utilizzo delle autovetture di servizio di un...

I nuovi schiavi: braccianti pagati 3 euro l’ora per turni da 14 ore a oltre 40 gradi. Fermati 2 imprenditori

GIUGLIANO – Un'operazione dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del...

Argomenti

Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv