Valeria Ciarambino: “Hanno eletto questo statista dopo essersi riuniti in una stanzetta ovattata”.
Non c’è pace per la Commissione speciale anticamorra e beni confiscati della Regione Campania. A settembre c’era stato lo scandalo che aveva coinvolto la presidentessa Monica Paolino, la consigliera regionale di Forza Italia indagata dalla Dda di Salerno insieme al marito, il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Motivo: voto di scambio politico mafioso. Alla fine la Paolino, non senza manifestare una certa riottosità all’idea di lasciare, si è dimessa dall’incarico. Poi la poltrona è rimasta vacante. Per ben cinque mesi. Fino a ieri, quando grazie a un accordo tra il Pd e l’opposizione di centrodestra l’incarico è stato assegnato all’imprenditore della frutta secca Carmine Mocerino, ex sindaco di Somma Vesuviana e consigliere regionale dal 2010, prima con l’Udc e infine con la lista Caldoro presidente. Intanto chi ha osservato l’operato di Mocerino, sia da ex sindaco di Somma Vesuviana, nel 1998, appena 28enne, che da politico più in generale, non ha particolari ricordi di un personaggio che si sia contraddistinto nell’ambiente dell’antimafia né, tanto più, che sia diventato nel corso della sua lunga carriera politica un punto di riferimento anti clan. ” E’ vergognoso che sia stato eletto alla presidenza della commissione regionale antimafia “, tuona intanto la capogruppo del Movimento Cinque Stelle Valeria Ciarambino. Mocerino ieri ha ottenuto sedici preferenze. Vincenzo Viglione, del M5S, ne ha ricevute sette, tutte del proprio gruppo. I consiglieri del centrosinistra hanno votato scheda bianca, salvo Franco Moxedano (Idv), che ha condotto i lavori da consigliere “anziano” e ha votato a favore del neo presidente. “E’ stata imbarazzante e vergognosa la votazione-compromesso del nuovo presidente della Commissione anticamorra – spiega ancora Valeria Ciarambino – una scelta frutto dell’atteggiamento pilatesco della maggioranza e dell’arroganza dell’altra opposizione, che fa asso pigliatutto di poltrone e che non ha nessun interesse reale a combattere la camorra e ad affermare la legalità. Sono arrivati in Commissione coi giochi già fatti, riunendosi nell’intimo di una stanzetta ovattata dove hanno deciso di eleggere lo statista Carmine Mocerino. Il Partito della Nazione si è impossessato della Commissione anticamorra, pur di tenere fuori il M5S, perché sapevano che avremmo lavorato con forza e serietà contro la camorra in Campania”. La capogruppo regionale pentastellata lancia bordate continue. “La Commissione anticamorra – dice – meritava ben altro presidente all’altezza con le sfide che l’importante organismo deve affrontare . Trovo singolare poi che Stefano Caldoro abbia ringraziato la consigliera di Forza Italia Monica Paolino, ex presidente della commissione, per essersi dimessa dopo essere stata coinvolta in un’inchiesta per concorso in associazione esterna di stampo mafioso: ci mancava solo che la Paolino restasse al suo posto. Anzi la consigliera dovrebbe dimettersi anche dal Consiglio regionale”. “Siamo stati accusati da alcuni consiglieri in Commissione – aggiunge Vincenzo Viglione, consigliere del Movimento 5 Stelle e componente della stessa commissione anticamorra – per essere quelli che non si allineano, non fanno squadra, non condividono scelte con gli altri. Se gli altri sono il Partito della Nazione, siamo orgogliosi della nostra diversità. Noi del Movimento 5 Stelle diamo conto solo ai cittadini, non facciamo sconti a nessuno e lavoriamo per portare legalità e aria nuova nei palazzi della politica. Lottiamo contro le logiche spartitorie, consociative e dell’intrallazzo”. Dal canto suo Mocerino subito dopo essere stato eletto ha fatto diramare le seguenti frasi: “Il lavoro riparte da quello che è stato fatto e spero di esserne all’altezza in collaborazione con tutti perche’ il tema da trattare è talmente importante da richiedere la sinergia di tutti”.



