venerdì, Aprile 17, 2026
18.5 C
Napoli

Reddito minimo, futuro garantito

Una proposta di legge regionale per garantire un reddito minimo a chi realmente ne ha bisogno per sollevarsi dalla crisi ma allo stesso tempo una misura che potrebbe fare del bene a tutti risollevando l’economia.

È questo un paese dove lo stato rimanda al volontariato l’attuazione degli ammortizzatori sociali, delega all’iniziativa dei privati cittadini, delle associazioni o della chiesa le funzioni dello stato sociale, fanno loro ciò dovrebbe essere di suo competenza e con i pro e i contro che quest’azione comporta. La proposta di questa legge potrebbe smuovere le acque della stagnazione economica e non solo; abbiamo sentito per questo Rosario Marra un componente dell’USB Campania che ci spiega cosa tratta questa nuova proposta.

Rosario, ci parli di questa proposta di legge.

«Sì, è una proposta di legge regionale di iniziativa popolare che, come da normativa vigente, raccogliendo le firme di almeno 10.000 cittadini elettori della Regione Campania la si può depositare presso la segreteria del Consiglio Regionale e dopo un eventuale parere da parte della Commissione Consiliare competente c’è l’obbligo di metterla all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della Campania.»

Questo dal lato tecnico ma nel pratico cosa chiede questa proposta di legge?

«Chiede l’istituzione del reddito minimo garantito in Campania, partendo dal presupposto che le iniziative territoriali regionali possano contribuire a sbloccare una situazione di stallo che si è determinata a livello parlamentare, una situazione di sostanziale blocco che si è determinato per le proposte di legge delle iniziative parlamentari sul reddito minimo garantito, che alcuni definiscono reddito di cittadinanza, a livello nazionale. Non partiamo di certo dalla convinzione che l’istituzione, a livello regionale, del reddito minimo garantito, possa sostituire un provvedimento a livello nazionale ma …»

ma si può creare un presupposto!

«Sì, si può creare un presupposto facilitando lo sblocco di questa situazione.»

Chi vi appoggia in questa iniziativa?

«A parte l’USB e il cosiddetto sindacalismo conflittuale, quello extraconfederale, anche la FIOM ha dato un appoggio a questa proposta di legge ma anche Libera regionale, ACT, forze politiche come Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Rete dei Comunisti …»

anche SEL?

«Di SEL, alcune sezioni, ad esempio ci sono i compagni di Caivano, di Salerno, che appoggiano l’iniziativa, centri sociali come “081”, Insurgencia, l’Ex Canapificio di Caserta, molto impegnato sui rifugiati, ma anche la Caritas di Caserta ha dato un sostanziale appoggio.»

Ma entriamo nello specifico, cos’è questo reddito minimo garantito?

«Il reddito minimo garantito è una sorta di sostegno al reddito che sulla base di indicatori, di requisiti di reddito…»

l’ISEE?

«La nostra proposta, a differenza di altre iniziative, oltre all’ISEE che valuta soltanto il nucleo familiare, prevede anche un indicatore di reddito imponibile individuale in quanto riteniamo, attraverso fonti statistiche e non solo attraverso la situazione sociale regionale che una parte rilevante della povertà sia a livello individuale, mentre, a livello nazionale, si vuole nascondere questo dato perché si vuole istituzionalizzare il ruolo della famiglia come sostitutivo della wellfare. Quindi abbiamo casi comuni di nonni che sostituiscono i baby sitter, il padre che da la paghetta al figlio di trent’anni, etc. Il reddito minimo garantito ha inoltre due componenti, quella monetaria, relativa a requisiti di reddito, là dove noi, come fascia ISEE familiare prevediamo 21.265 euro annui come fascia familiare e, come reddito imponibile individuale, 7.500 euro. Al di sopra di queste cifre non si percepisce nulla perché si va fuori da un concetto di povertà. La seconda componente è poi quella non monetaria, ossia quella delle agevolazioni, sui trasporti, sui libri di testo scolastici, sul fitto della casa, etc. Chiaramente è questa una proposta di legge che presuppone anche un riordino della normativa regionale in materia sociale e occupazionale perché uno dei problemi che abbiamo in Italia, e per riflesso a livello regionale, è la grossa frammentazione della spesa sociale e occupazionale, una frammentazione voluta, ovviamente, non occasionale. Faccio un esempio: le fonti di finanziamento del fondo sociale regionale, l’ultima annualità, quella del 2015, prevede ben 19 fonti di finanziamento, c’è dunque un’estrema frammentazione che serve a creare una serie di paletti, obblighi, limiti. Infatti, uno dei grandi problemi campani, sia in generale che nello specifico dei fondi sociali occupazionali è quello del grosso accumulo dei cosiddetti residui passivi o addirittura di economia di spesa; in pratica, quei fondi programmati che non si riescono a spendere. Per cui, in una nota sulla copertura finanziaria noi sosteniamo che in realtà, per il reddito minimo garantito in Campania, i fondi ci sono ma vanno spesi e rendicontati, quindi, prima di affrontare una discussione bisogna farla in maniera seria e non demagogica e strumentale, dicendo ad esempio che non ci sono soldi per un obiettivo di questo tipo, occorre anche migliorare la qualità della spesa e la capacità di programmazione, dai fondi strutturali europei fino ai fondi regionali ordinari.»

Questo dal punto di vista burocratico e amministrativo ma come si eviterà che questi soldi vadano a chi non ne ha bisogno?

«Innanzitutto, negli ultimi anni, i sistemi di controllo informatici sono notevolmente aumentati all’interno della Pubblica amministrazione, l’incrocio dei dati tra Agenzia delle Entrate, ENEL, Centri per l’Impiego, etc, da questo punto di vista, è più facile controllare. Poi, siccome noi stiamo discutendo di una proposta di legge, ognuna di queste rinvia a decreti attuativi e nel regolamento sarà previsto l’incrocio tra gli indicatori reddituali e quelli patrimoniali perché è chiaro che c’è chi denuncia un reddito imponibile reddituale di 5.000 euro e poi ha la famosa auto di grossa cilindrata e via dicendo ma comunque non va confuso che, un conto è la risposta a determinate esigenze sociali, un altro punto è l’intensificazione dei controlli. Questo vuol dire che non possiamo fare un discorso simile a quello della Lega che dice che non si devono mandare soldi al Sud perché vanno a finire nelle tasche della camorra, della mafia, della ‘ndrangheta e via dicendo. Vanno mandati dei soldi al Sud e contemporaneamente va fatta la lotta alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta. Come il pericolo di eventuali abusi non può diventare un alibi per politiche di austerity, di tagli alla spesa sociale e occupazionale, perché sono due cose distinte.»

Relativamente alla legge del 2004, quella del reddito di cittadinanza, che differenze ci sono con la vostra proposta?

«Sì, infatti, perché riproporre quest’iniziativa? Perché riteniamo che l’esperienza del 2004, per quanto sia stata una delle prime iniziative che a suo tempo si fece a livello regionale, è abbastanza superata perché purtroppo, dopo la crisi del 2007/08, il Meridione è entrato in una recessione che dura da 7 anni con una disoccupazione ormai da ritenersi strutturale. Di conseguenza, una misura di tipo sperimentale come quella del 2004, per noi, non va più bene, occorrono misure strutturali e stabili. Inoltre, la legge regionale del 2004, si basava solo su indicatore familiare che noi abbiamo detto insufficiente per fotografare la reale povertà esistente, soprattutto nel Meridione. Poi in quella legge c’erano dei requisiti come ad esempio quello della residenza di Campania e che da punto di vista costituzionale da adito a molte perplessità. Esiste infatti una giurisprudenza a riguardo, la Corte Costituzionale, in più di una sentenza, ha sottolineato come questo possa essere un motivo di discriminazione e quindi di violazione dell’articolo 3 della Costituzione dove tutti i cittadini sono considerati uguali.»

E certo, se stiamo in Italia perché un cittadino deve dimostrare di aver vissuto almeno 5 anni in una regione per poter accedere a un reddito minimo? Ma, la vostra proposta, si differenzia anche da quella del Movimento Cinque Stelle?

«Sì, la loro proposta è la 1148, depositata al Senato; anche in questo caso il riferimento al reddito è esclusivamente a quello familiare, ma riteniamo che ci siano anche in questo caso problemi di incostituzionalità, c’è un aspetto della proposta che è border line rispetto all’art. 3 della Costituzione che, ribadisco non fa discriminazione di sesso, razza, etnia, religione, mentre, la loro proposta, rispetto agli extracomunitari, stabilisce che il reddito di cittadinanza è soltanto per quei paesi che hanno una convenzione di protezione sociale bilaterale. Questo è un modo per escludere dal reddito di cittadinanza la maggior parte degli immigrati residenti in Campania perché, se usciamo dal politichese e andiamo a vedere quanti e quali paesi hanno questa convenzione con l’Italia, si tratta soltanto di 17 paesi, tra cui, ad esempio l’Australia, il Vaticano, la Repubblica di San Marino …»

Paesi che non hanno certo problemi di migrazione economica …

«Certo, mentre restano fuori paesi come il Senegal, l’Eritrea, la Siria e via dicendo.»

Ma questo reddito come viene calcolato, c’è una cifra fissa o una percentuale che varia da caso a caso?

«Noi prevediamo una misura massima di 7.000 euro all’anno corrispondenti a 583 euro al mese. Chiaramente se esiste un reddito da lavoro precario che raggiunge i 4.000 euro allora si aggiunge la differenza di 3.000 euro per raggiunge l’importo massimo dei 7.000 €. Per la Regione Campania questo imporrebbe un esborso notevole poiché dai dati riportati dalla SVIMEZ sulla base di rielaborazioni fatte da quest’associazione su dati dell’ISTAT, noi in Campania abbiamo il 37,7% di persone a rischio povertà, per cui è chiaro che il budget sarebbe molto alto per comprendere, non soltanto persone in povertà assoluta ma anche coloro che si trovano in uno stato di povertà relativa. Per questo riteniamo che la Regione Campania debba mettersi in regola prima con la rendicontazione poiché, la nostra regione, a differenza di altre, non ha ancora approvato formalmente il rendiconto 2013, la maggior parte delle regioni ha infatti già approvato quello del 2014.

Quindi, se non ci sono cifre ufficiali su cui ragionare, diventa assurdo dire, come fa De Luca, che non ci sono i soldi. Come fa a dirlo? Poi, indipendentemente dal reddito minimo garantito, i tanti sperperi di denaro pubblico fanno ormai cronaca quotidiana ma soprattutto la mancata capacità di spendere i fondi strutturali europei. I passi della giunta De Luca, indipendentemente dal fatto che alcuni consiglieri del PD, dopo la nostra iniziativa di raccolta firme, abbiano presentato una loro proposta di legge consiliare sul reddito minimo in Campania, il PD, regionale e nazionale, ha una posizione decisamente contraria, oltre alle solite boutade del presidente De Luca.»

Il termine ultimo per la raccolta delle firme è il …

«È il 28 febbraio.»

A che punto stiamo?

«Abbiamo abbondantemente superato il 50% dell’obiettivo ma è chiaro che se in queste ultime settimane, anche grazie agli organi di stampa, riusciamo a sensibilizzare l’opinione pubblica campana potremmo riuscire a superare l’obiettivo richiesto delle 10.000 firme.»

Oltre ai banchetti per le vie cittadine dove possono firmare i cittadini?

«Dal 7 gennaio è possibile firmare presso tutte e dieci le sedi delle municipalità partenopee.»

Quindi anche il comune di Napoli appoggia l’iniziativa …

«Sì, tanto è vero che a dicembre ha fatto una delibera di giunta in appoggio a questa iniziativa, inoltre vari consiglieri comunali hanno fatto una proposta di iniziativa consiliare ai sensi dello statuto regionale che prevede la possibilità di far propria una proposta di legge di iniziativa popolare e inviarla al consiglio regionale …»

Una sorta di sponsor …

«Sì, una volta inviata al consiglio regionale, sempre lo statuto prevede che venga messa all’ordine del giorno.»

Quindi la Regione è poco ricettiva in tal senso …

«La Regione ma soprattutto la Giunta Regionale che al momento non è disponibile. Questo potrà anche dipendere dal tipo di pressione che l’opinione pubblica farà.»

Diciamo che potrebbe cambiare qualora l’onda mediatica facesse suo quest’argomento e costringesse De Luca ad interessarsene.

«Questo senz’altro. Un certo black-out c’è.»

Ma non è possibile che quest’oscuramento venga anche dal fatto che l’opinione pubblica si sta un po’, come dire … “leghizzando”? Nel senso che, dare i soldi, non solo ai campani meno abbienti ma anche agli stranieri, pare che non piaccia proprio a tutti. No le pare che ci possa essere un cambio di mentalità anche qui da noi? Creando una sorta di disaffezione nei confronti di questo tipo di politiche sociali.

«Sì questo problema c’è ed è dovuto anche ad una grossa confusione esistente in materia, in quanto noi riteniamo che il reddito minimo garantito, oltre ad essere uno strumento di lotta contro la camorra, rendendo difficile reclutare manovalanza a basso costo, sarebbe anche importante rispetto ai lavoratori italiani, proprio per la questione immigrati, perché oggi questi rappresentano un esercito industriale di riserva, oggi sono quella quota di forza lavoro a basso costo e di cui veniamo a conoscenza solo quando i tragici episodi di cronaca ne parlano come esempio sfruttamento. Detto questo, il reddito minimo garantito serve per far emergere le forme più estreme di lavoro nero e serve a rafforzare i lavoratori italiani che in questo modo hanno un minor dumping sociale.»

Quindi, secondo questo ragionamento, l’immigrato, così come l’italiano, percependo quegli scarsi seicento euro al mese ci penserebbero due volte ad abbassarsi a condizioni miserrime di lavoro o addirittura infoltire le schiere della manovalanza criminale.

«Certo e rafforzerebbe anche la posizione degli italiani …»

Ma, cinquecentoottantotto euro, possono sbarcare il lunario di un extracomunitario ma non quello di un italiano, abituato a stili di vita diversi …

«La situazione sta gradualmente peggiorando, un po’ il Job’s Act, un po’ il modello Expo’ col suo volontariato forzato, stiamo arrivando ai mini jobs tedeschi, si lavora poco e si guadagna pochissimo. Un’involuzione verso una situazione stabilmente precaria; col reddito minimo garantito pensiamo possa esserci un impulso per l’economia, nel senso che, le fasce sociali che realmente spendono sono le fasce sociali meno abbienti perché quelle abbienti risparmiano o investono all’estero.»

Per maggiori informazioni

In evidenza questa settimana

A San Giuseppe un cambio nella giunta, entra come assessore Cutolo

Nella giornata di oggi è avvenuto un cambiamento nella...

Somma,Il M5S scende in piazza per costruire il programma con i cittadini

Riceviamo e pubblichiamo: “Ascoltiamo Somma”: Il Movimento 5 Stelle scende...

Arzano, nota all’Antimafia sui presunti condizionamenti della politica locale

  Arzano, nota all’Antimafia sui presunti condizionamenti della politica locale   Una...

Marigliano, sicurezza: contributi ai privati per la videosorveglianza

Riceviamo e pubblichiamo A Marigliano la sicurezza passa anche attraverso...

Decluttering di Primavera: 5 capi evergreen da tenere sempre a portata di mano

La stagione primaverile rappresenta un momento ideale per riorganizzare...

Argomenti

A San Giuseppe un cambio nella giunta, entra come assessore Cutolo

Nella giornata di oggi è avvenuto un cambiamento nella...

Somma,Il M5S scende in piazza per costruire il programma con i cittadini

Riceviamo e pubblichiamo: “Ascoltiamo Somma”: Il Movimento 5 Stelle scende...

Arzano, nota all’Antimafia sui presunti condizionamenti della politica locale

  Arzano, nota all’Antimafia sui presunti condizionamenti della politica locale   Una...

Marigliano, sicurezza: contributi ai privati per la videosorveglianza

Riceviamo e pubblichiamo A Marigliano la sicurezza passa anche attraverso...

Decluttering di Primavera: 5 capi evergreen da tenere sempre a portata di mano

La stagione primaverile rappresenta un momento ideale per riorganizzare...

Somma, comunali: i movimenti Somma Popolare e Somma Moderata annunciano il sostegno ad Antonio Granato

Riceviamo e pubblichiamo   Somma Vesuviana. È arrivato nel pomeriggio di...

Marigliano, a Spazio Nicotera la presentazione di “Blu Oltremare” di Antonio Porcelli

Marigliano. Riceviamo e pianifichiamo: Marigliano, a Spazio Nicotera la presentazione...

Related Articles

Categorie popolari

Adv