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venerdì, Dicembre 3, 2021

Recensione: “Carmèn”, la sciantosa di scena al Bellini

Sarà di scena sino al 24 aprile la “Carmen” di Enzo Moscato, con  adattamento e regia di Mario Martone e direzione musicale di Mario Tronco, con Iaia Forte, Roberto De Francesco e l’Orchestra di Piazza Vittorio. 

Nell’allestimento di scena sino al 24 aprile, sul palcoscenico del Bellini di Napoli c’è una Carmen totalmente partenopea che va al di là dell’opera di Bizet e che si concentra molto più radicalmente  sulla novella di Merimée. La protagonista di Mario Martone si discosta anche da quella di Peter Brook, che anni addietro con l’aiuto di Jean Claude Carrière, aveva ripreso l’opera di Bizet riducendola all’osso, conservandone per lo più la musica. Qui si parte dall’adattamento di Enzo Moscato, uno dei maggiori drammaturghi della Napoli di oggi, intitolato La Carmen. La vicenda è un continuo susseguirsi di visioni e ricordi del passato, dove tra le figurine popolari, ci sono solo due protagonisti: Carmen e Cosé. La musica è il cardine principale di tutta la storia. Le note fanno da collante tra i diversi momenti della vita di Carmèn. Fondamentale la presenza della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, diretta da Mario Tronco, che suonando rigorosamente dal vivo, rende lo spettacolo magico ed appassionante. I suoi musicisti, che a tratti divengono interpreti, in una vicenda tutta in movimento, salgono e scendono dal palco con naturalezza. Allo stesso modo si cambiano le scene in un battito di ciglia. La storia è così, veloce senza attimi di noia o stanchezza. La scenografia di Sergio Tramonti è  dir poco spettacolare. Le quinte sono parte stessa del palcoscenico e le controporte si trasformano a vista per seguire la storia e meglio caratterizzarla nella riproduzione degli ambienti in cui si svolge.

Moscato colloca la sua “eroina” in un testo che si muove su due piani, quello del racconto al presente e quello passato dell’azione rievocata.

Tra la bellezza musicale e quella scenografica appare lei, la “zingarella”, un po’ filosofa, che alla fine diviene madama dei bordelli. Carmèn è interpretata dalla bravissima Iaia Forte, attrice duttile e a completo agio nei panni della “guappa e tosta regina dei quartieri spagnoli”. Femmina puro sangue, che si lascia governare dalle pulsioni passionali di un cuore giovane. Donna che vive di zuffe impudiche e si veste da mantide furiosa. Una popolana che ricorda i modelli del teatro musicale popolare che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata.

La novità dell’opera napoletana, che la fa discostare nettamente dalla novella originale, è però il finale. Cosè infatti, non uccide Carmèn, ma la rende solo cieca, lacerandole con la lama del coltello i suoi begli occhi azzurri.
A scrivere la parola fine a tutta la “tragedia” ci pensa il grido di vittoria di Iaia Forte alias Carmen, che al pubblico regala la sua stessa conquista: “Che vi devo dire? I’ nun sò morta. Musica maestro”
Uno spettacolo adatto ad ogni età, che racconta la bellezza di Napoli e dei suoi cittadini, ma soprattutto la forza delle donne.

“CARMEN” di Enzo Moscato

adattamento e regia Mario Martone
direzione musicale Mario Tronco

con
Iaia Forte
Roberto De Francesco

e con
Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva,
Houcine Ataa, Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee

arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
musiche ispirate alla Carmen di Georges Bizet
esecuzione dal vivo
Orchestra di Piazza Vittorio
(in ordine alfabetico):Emanuele Bultrini, Peppe D’Argenzio,  Mattia Di Francesco, Kyung Mi Lee,
Omar Lopez, 
Pino Pecorelli, Andrea Pesce,Pap Yeri Samb,
Raul Scebba, Marian Serban, Ion Stanescu

scene Sergio Tramonti
costumi Ursula Patzak
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper
coreografie Anna Redi
aiuto regia Raffaele Di Florio
assistente scenografaSandra Müller

produzione
Teatro Stabile di Torino
Teatro Nazionale

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