Manifesto della coalizione del candidato a sindaco Aniello Rega: “Persi cinque anni”.
Quasi sei anni e mezzo fa il comune di Castello di Cisterna, piccolo centro zeppo di cemento ubicato accanto alla più grande Pomigliano, grandi fabbriche e tanta mafia, fu sciolto per una serie di sospetti condizionamenti della camorra del mattone. Poco dopo i commissari prefettizi annullarono la variante al piano regolatore, rendendo di fatto abusivi centinaia di appartamenti fino a quel momento costruiti grazie allo strumento edilizio taroccato. Intanto la classe politica locale ci ha riprovato, dimostrando di avere sempre lo stesso vizietto, quello del cemento facile per affari altrettanto facili. Ecco spiegata la “novità”. Il sindaco Clemente Sorrentino, ingegnere che tiene il suo studio di progettazione edilizia proprio davanti all’ingresso del municipio che guida, ha presentato alla Città Metropolitana nel mese di febbraio, con il voto della maggioranza che lo sostiene, compresi quelli di consiglieri che una volta si atteggiavano a paladini della legalità, il nuovo piano regolatore. Ma l’ente guidato da Luigi de Magistris lo ha bocciato. E nelle motivazioni che spiegano la decisione di respingere il nuovo strumento regolatore c’è tutta la misura di quanto sia testarda questa pseudo classe politica locale. Nel documento della Città Metropolitana si spiega sostanzialmente che il nuovo “Puc” di Castello di Cisterna non è nient’altro che uno strumento stilato per dare il via a una nuova ondata di cemento selvaggio sanando gli abusi commessi con la variante annullata dal commissariamento antimafia. Oggi l’opposizione guidata dal candidato a sindaco Aniello Rega ha affisso un manifesto molto polemico nei riguardi di Sorrentino e dei suoi sostenitori.
(Fonte foto: rete internet)



