Puc Sant’Anastasia, le riflessioni dell’ing. Spadaro: occhio alla speculazione sui terreni per nuove attività

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Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni dell’ing. Vincenzo Spadaro sul Puc a Sant’Anastasia

Comune di Sant’Anastasia. Nuova conferenza sul PUC– Venerdì 4 marzo, a poca distanza da quella precedente del 15 dicembre dello scorso anno, l’Amministrazione Comunale ha organizzato una nuova conferenza sul redigente piano urbanistico PUC. Analogo titolo della precedente: “Verso il PUC”, omettendo però il riferimento all’anno da raggiungere, non più il 2021 ma indefinito questa volta. Essendo trascorsi ormai circa tredici anni dal primo conferimento dell’incarico per la redazione e numerose conferenze pubbliche, è sembrato evidentemente ridicolo riferirsi ad un preciso anno.

Ovviamente, a distanza di pochi mesi dalla precedente, il sindaco Esposito non ha fornito alcuna novità sostanziale sul tema trattato, a parte il fatto che questa volta si è limitato sostanzialmente a leggere, a parte qualche digressione, una relazione tecnica, preparata evidentemente dall’ufficio urbanistico.

In questa relazione ha evidenziato le carenze della rete viaria attuale, incentrata prevalentemente su Via Pomigliano e Via Madonna dell’Arco. La necessità, quindi, di alternative con la costruzione di una strada parallela a Via Pomigliano e il prolungamento dell’attuale Circumvallazione (Via Gen. De Rosa-Via E. Merone), il miglioramento dei collegamenti con i Comuni confinanti di Somma V. e Pollena Trocchia con la ristrutturazione di Via Marra e Via Casaliciello, il potenziamento della viabilità interna. Niente di nuova per la verità, è da anni che se ne parla. Così pure del turismo religioso connesso al Santuario di Madonna dell’Arco e di quello che il Parco Del Vesuvio dovrebbe assicurare, senza alcuna progettualità concreta per favorirne le realizzazioni.

Dopo questa trattazione, abbastanza condivisibile nei propositi, il sindaco Esposito è passato a discernere sulle aree da destinare alle attività produttive e commerciali. Conferma il proposito di mantenere le aree PIP (aree produttive di iniziativa pubblica) di Via Romani e di Via Pomigliano, a ciò destinate sin dagli anni ’70 con il Piano di Fabbricazione e successivamente dal Piano Regolatore del ’94 del secolo scorso e mai realizzate, le numerose aree individuate da quest’ultimo Piano, in numero di dodici e disperse a macchia di leopardo su tutto il territorio comunale e, malgrado l’osservazione dello studio Benevolo, redattori della prima versione del PUC, sul sovradimensionamento di queste aree rispetto alle reali esigenze del territorio e delle collettività di Sant’Anastasia, conferma il proposito di aderire ad altre richieste d’insediamenti privati che gli dovessero pervenire, se non già arrivate.

Con questi propositi il Sindaco Esposito conferma ancora una volta la sua visione del PUC: dovrà essere un piano essenzialmente speculativo, con ampia accoglienza di chi vuole aumentare il valore fondiario del proprio terreno con la vera o presunta finalità di un insediamento produttivo. Non potendo consentire nuovi insediamenti abitativi per il vincolo della Zona Rossa, ipotizza ulteriori aree per produzione e commercio per acquisire facili consensi elettorali.

Con questa prospettiva, come si può pensare di salvaguardare le aree agricole e relative produzioni? Tra nuove viabilità, purtroppo necessarie, che dovranno aggiungersi a quelle esistenti, quartieri abitativi esistenti, insediamenti di vario tipo che sono sorti in questi anni e dispersi su tutto il territorio, senza alcuna regolamentazione, Sant’Anastasia non offre molte disponibilità di altre aree allo scopo se non a danno dell’agricoltura che in tutti questi anni è stata ampiamente sacrificata.

Ing. Vincenzo Spadaro