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Il Napoli vince col Bologna e soffre. Ma si diverte, al contrario di altre

Anche ieri il Napoli è rimasto al primo posto nel campionato prendendo tre punti contro il Bologna al San Paolo tra mille difficoltà, un rigore molto generoso ed il contributo significativo del portiere Pepe Reina (che, è bene ricordarlo, sempre un giocatore del Napoli è: insomma non ci ha fatto un favore, ha fatto il suo dovere). Siamo, insomma, destinati alla sofferenza calcistica fino alla fine. E se scudetto sarà, sarà roba dell’ultimo minuto. L’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato. Altri passeggiano, noi dobbiamo correre. Altri si rilassano, noi sudiamo. Ma non importa, poteva andare peggio.

Potevamo essere l’Inter: ballare per un paio di sere e atteggiarsi comunque a etoile, rimanere aggrappati ai piani alti del campionato giusto il tempo di sentirsi dire “forse è l’anno buono” per poi sprofondare nel giro di qualche settimana e ridimensionarci notevolmente.

Potevamo essere l’Inter: giocare malaccio, intossicare il pranzo ai tifosi quando si gareggiava alle 12,30, inciampare nelle piccole ed assistere impotenti al dibattito sulla grande squadra che magari fa l’impresa ma poi scivola con la provinciale.

Potevamo essere l’Inter e passare più domeniche tristi che allegre. Invece siamo il Napoli e accade il contrario: facciamo arrabbiare gli altri mentre noi ci divertiamo a vedere gli opinionisti allestire improbabili sedute spiritiche per evocare il fantasma di Carlo Sassi e farsi dire se Koulibaly ha fatto o no fallo di mano (a proposito, ma Sassi è vivo o morto?).

Potevamo essere l’Inter. O la Roma. Persino la Juventus. Invece siamo il Napoli e siamo primi. Per adesso.