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martedì, Ottobre 19, 2021

“Amianto e finte bonifiche”: gli ambientalisti smascherano una ditta di Acerra. Ma la polizia municipale non sequestra.

Bonifiche col trucco: rifiuti pericolosi triturati e occultati nello stesso terreno che doveva essere risanato. Rifiuti che sono stati anche gettati nei canali vicini invece di essere portati nelle discariche autorizzate. Intanto la polizia municipale, esortata ripetutamente dagli ambientalisti, ieri ha bloccato i lavori di “risanamento” facendo delimitare l’area con un cartello che segnala il pericolo. L’avviso è stato fatto affiggere in un’ampia zona di località Aria di Settembre, tra Acerra, Pomigliano e Casalnuovo, lungo il greto di un canale, l’alveo Santo Spirito, che fa parte dei Regi Lagni e che attraversa i tre comuni confinanti tra loro. Un’area la cui bonifica era terminata ufficialmente a novembre, con un costo complessivo di circa 150mila euro per le casse comunali. Ma qualche giorno fa gli ambientalisti hanno denunciato alle forze dell’ordine che in realtà la bonifica non sarebbe mai stata fatta. Secondo gli ecologisti i rifiuti sono stati prelevati dalla superficie del terreno e quindi triturati e occultati a pochi metri di distanza, accanto al canale Santo Spirito, senza dunque essere regolarmente smaltiti in discarica. A quel punto ieri, dopo la denuncia degli ecologisti, è tornata sul posto una delle due ditte incaricate della bonifica, teoricamente terminata due mesi fa. Gli operai si sono messi a raccogliere a mano i rifiuti, senza mascherine e senza tute, alzando notevoli quantità di polveri. E alla fine, grazie all’insistenza dei “Volontari Antiroghi”, sono giunti i poliziotti municipali di Acerra, che hanno verificato la presenza di una enorme quantità di rifiuti pericolosi triturati (c’è soprattutto amianto) proprio nella zona che doveva essere bonificata. I lavori appena ripresi sono stati quindi bloccati e l’intera zona è stata delimitata con dei nastri bianchi e rossi. I poliziotti municipali hanno fatto apporre dei cartelli che avvisano il pericolo: “Attenzione: presenza di rifiuti pericolosi”. Una delle ditte che avevano vinto i due appalti comunali finalizzati alla bonifica di Aria di Settembre è di Acerra ed è di proprietà di un cugino di primo grado dei fratelli Pellini, i re dello smaltimento in provincia di Napoli ora in carcere per i reati di disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. La seconda, quella che è stata fermata ieri dai vigili urbani, è della provincia di Caserta. A queste due aziende il Comune ha conferito lavori per un totale di 144mila euro. “Da tre giorni stavo segnalando alla polizia municipale la presenza di amianto triturato nella zona, che è un pericolo enorme per la salute pubblica – racconta Alessandro Cannavacciuolo, l’ecologista autore della denuncia insieme ai Volontari Antiroghi – ma nonostante tutto questo l’area non è stata ancora sequestrata. Hanno solo fermato lavori, peraltro effettuati in modo irregolare, che in realtà sono ufficialmente terminati a novembre. Inoltre l’Asl non è stata chiamata. Perché il Comune non ha controllato?”. Durissima l’analisi complessiva di questa vicenda fatta da Cannavacciuolo: “Nonostante le continue segnalazioni,anziché sequestrare l’area e impedire che si reiterasse il reato, hanno consentito nuovamente che la stessa società mettesse mano sui rifiuti altamente pericolosi. Rifiuti, come gli stessi ufficiali hanno potuto verificare, venivano trattati e manovrati con rastrello e badile. Ravvisando una circostanza di pericolo immediato, conseguente alle dispersioni di polveri di varia tipologia e natura nell’ambiente, conseguenti alle azioni delle correnti d’area, ho richiesto agli ufficiali presenti l’intervento del personale ASL competente visto che nelle immediate adiacenze insistono : un campo rom (abusivo ) con presenza di bambini, agricoltori intenti a svolgere il proprio lavoro, e qualsivoglia cittadino che casualmente, ed inconsapevolmente, attraversava l’area. Purtroppo ho dovuto rilevare che non è stata convocata ne l’ASL ne attivata una messa in sicurezza d’urgenza. Per questi motivi ancora una volta ho dovuto denunciare il tutto alla procura competente. Ora mi aspetto che la procura metta in atto quanto previsto e sanzionato dalla legge. Una cosa è certa… la procura di Nola ha in mano il presente e il futuro di questa città. Faccia sentire la sua presenza”.

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