Il tribunale dei minori dispone il reinserimento sociale. Resta ai domiciliari il maggiorenne della banda .
Quattro ragazzini, di 15 e 16 anni, tre dei quali studenti, tutti incensurati. Tre sono di Sant’Anastasia, uno di Pomigliano. Il 2 febbraio scorso sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver messo a segno, in meno di un mese, undici rapine, tra Pomigliano, Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Ieri però il gup del tribunale dei minori, Piero Avallone, dopo il rito abbreviato ha disposto per loro il reinserimento in società attraverso un programma mirato: scuola, volontariato, attività sportive. Dunque, i ragazzi difficili tornano liberi. Tra un mese lasceranno le comunità di recupero in cui la magistratura minorile li aveva trasferiti subito dopo gli arresti. Rimane invece agli arresti domiciliari Pietro Di Marzo, di Pomigliano, definito l’unico maggiorenne della banda, il “Lucignolo” reclutatore di ragazzini da trasformare in provetti baby rapinatori grazie a un “corso accelerato” di scuola del crimine. Di Marzo essendo maggiorenne sta seguendo un percorso penale distinto da quello dei quattro ragazzini per i quali è stata decisa la liberazione. “I minori collocati in comunità – commenta intanto il loro legale, l’avvocato Vincenzo Romano – in questi tre mesi hanno dato prova di aver compreso la gravità dei reati contestati per cui il percorso deciso dal giudice è stata la migliore risposta che si potesse dare”. Dall’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, e denominata proprio “Lucignolo”, è emerso che il ventunenne Pietro Di Marzo appunto, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe fatto lui da “Lucignolo”, avrebbe cioè indotto i quattro minorenni a delinquere dopo averli reclutati nei luoghi della movida notturna locale. Di Marzo sarebbe stato in grado di convincere i quattro ragazzetti a commettere le rapine in serie, tra il mese di ottobre e i primi di novembre. A febbraio quindi i ragazzi sono stati arrestati e trasferiti dal tribunale dei minori in varie case di accoglienza per minori mentre Di Marzo si trova ancora agli arresti domiciliari per una tentata rapina al negozio di casalinghi “Tutto per Tutti Perri” di via Nazionale della Puglie. Secondo quanto emerso il ventunenne avrebbe messo in atto una sapiente opera di plagio. ”Se non sei in grado di farlo non sei un uomo“, la frase abitualmente adottata dal giovane per spingere gli adolescenti a commettere i reati . Risultato: 11 rapine e il furto di alcuni veicoli per un totale di più di 4mila euro in contanti. Danaro che, sempre secondo le indagini, sarebbe stato intascato quasi tutto da Di Marzo. Al gruppetto di ragazzini sarebbero andate solo le briciole per qualche serata nella movida locale.



