Scene choc quelle filmate nel rione Madonnelle.
E’ una bufera quella sollevata da una video inchiesta sul voto di scambio alle elezioni del 2012, inchiesta pubblicata due giorni fa nella sezione filmati del sito on line del Corriere della Sera. Un documentario che ieri mattina ha spinto alcuni attivisti del Movimento Cinque Stelle a inscenare un sit in davanti al municipio, organizzato per chiedere le dimissioni del sindaco, Raffaele Lettieri. E la protesta nel frattempo si è allargata. Stamane infatti gli esponenti di alcune associazioni di volontariato e di vari partiti hanno organizzato una “manifestazione dell’onestà”. Anche in questo caso l’appuntamento è stato fissato davanti al municipio. Sono immagini forti quelle mostrate dal Corriere.it. Le scene della video inchiesta, firmata dal giornalista Antonio Crispino, partono dall’indagine su un voto di scambio denunciato durante le elezioni comunali della primavera di quattro anni fa. Indagine che vede imputati al processo in corso presso il tribunale di Nola Nicola Ricchiuti, ex consigliere comunale di maggioranza nella lista Acerra è Tua (poi dichiarato decaduto dal consiglio dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia) e due ex vigilantes della ditta Metronotte, l’impresa di vigilanza di Ricchiuti. Nelle immagini si vede uno degli imputati, assunto poco prima delle elezioni ma licenziato poco dopo, mentre tira in ballo l’ex consigliere raccontando il meccanismo dei voti da rastrellare in cambio della promessa dei posti di lavoro in ditta. Poi il giornalista approfondisce l’analisi parlando di un sistema più ampio “dove la regola sembra essere la sistematica compravendita del voto” in un contesto di minacce e intimidazioni alla vigilia dell’apertura delle urne. Diversi i candidati costretti a ritirarsi dalla competizione elettorale dopo aver subito minacce e intimidazioni d’ogni sorta. Quindi le immagini mostrano un sindaco Lettieri che non vuole rispondere alle domande del giornalista e un documento in base al quale il primo cittadino avrebbe imbastito rapporti con la ditta di costruzioni intestata alla nipote di un boss storico di Acerra, Mario De Sena. Poco dopo nel filmato alcune persone, parlando di voti comprati per cifre variabili tra i 20 e i 50 euro, tirano in ballo il sindaco, un consigliere comunale, del quale non si fa il nome, e Pino Puopolo, consigliere comunale di maggioranza. Le persone intervistate affermano anche che Puopolo si sarebbe offerto di pagare agli elettori una serie di buste della spesa in un supermercato del rione Madonnelle, una zona molto povera della città. Polemiche, dunque, destinate ad aumentare. Ieri a questo video ne è seguito un altro del Corriere.it in cui il procuratore aggiunto di Napoli, Giuseppe Borrelli, commentando l’inchiesta su Acerra parla di “una popolazione ormai assuefatta a questi reati “. Il magistrato critica le ultime riforme del voto di scambio approvate dal Parlamento e l’organizzazione della giustizia “che – sono le sue parole – fanno mandare in prescrizione il 90 per cento dei processi”. Nella vicenda è intervenuta l’opposizione di centrodestra e centrosinistra in consiglio comunale, che ha inviato un esposto al prefetto Pantalone lamentando la mancata costituzione di parte civile del comune al processo in corso a Nola. E Peppe De Cristofaro, senatore di Sinistra Italiana e componente della commissione parlamentare antimafia, fa sapere in una nota che “quello di Acerra è un quadro purtroppo desolante e invano già denunciato”.



