Pomigliano, gli operai licenziati dalla Fiat simulano il crollo della scuola di Amatrice

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Discutibile provocazione di Mimmo Mignano e compagni nel giorno del funerale di Stato.   

Pomigliano, la simulazione dei licenziati Fiat 2

Nel primo pomeriggio di oggi i cinque operai licenziati nel 2014 dalla Fiat di Pomigliano hanno simulato, con tanto di modellino in mattoni, il crollo della scuola di Amatrice, proprio nel giorno dei funerali di Stato delle vittime del terremoto. Una provocazione, consumata davanti alla fabbrica della Panda, che a molti è suonata di cattivo gusto ma che Mimmo Mignano e gli altri ex metalmeccanici in lotta per quella che loro definiscono “la libertà di satira” non definiscono affatto tale. I manifestanti partono infatti dall’assunto sostanziale che “i morti del terremoto sono equiparabili, in questo contesto di corruzione, ingiustizie sociali e sfruttamento, agli operai del polo logistico Fiat di Nola, impianto aggregato nell’organico a quello di Pomigliano, che si sono suicidati durante un lungo periodo di cassa integrazione a zero ore che sembrava interminabile”. Dunque, detto e fatto: il modellino di mattoni della scuola è stato fatto simbolicamente crollare sotto gli occhi di pochi intimi e nell’indifferenza generale. Dopodomani davanti alla fabbrica sarà organizzata una cena sociale per sostenere la lotta dei licenziati. Il prossimo 20 settembre su questo caso si pronuncerà la Corte di Appello di Napoli.

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