Un edificio lasciato incompleto, circondato da polvere, calcinacci e silenzio. È in questo scenario inquietante che sono stati trovati i corpi delle due donne uccise a Pollena Trocchia. Il cantiere si trova in viale Italia, nelle vicinanze della scuola Tognazzi: una struttura di sei piani mai terminata, con la tromba delle scale ancora aperta e trasformata, secondo gli investigatori, nel luogo del duplice omicidio.
Le vittime sarebbero state spinte nel vuoto dopo essere salite ai livelli superiori dell’edificio insieme al presunto assassino. I loro corpi sono stati rinvenuti tra materiale edile, polvere di cemento e detriti accumulati da tempo in quello stabile abbandonato. Un luogo isolato, frequentato solo sporadicamente, che avrebbe permesso all’uomo di agire lontano da occhi indiscreti.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 48enne di Sant’Anastasia fermato per il duplice omicidio avrebbe contattato le due donne attraverso un sito di incontri. Dopo averle raggiunte, le avrebbe condotte all’interno del cantiere per consumare rapporti sessuali. Le aggressioni sarebbero poi avvenute sempre nello stesso punto del palazzo.
La prima vittima sarebbe stata la 49enne ucraina Lyuba Hlyva nella serata del 16 maggio. Meno di ventiquattro ore dopo, nello stesso edificio, sarebbe stata uccisa anche Sara Tkacz, 29enne nata a Santa Maria Capua Vetere. Gli investigatori ritengono che il modus operandi sia praticamente identico in entrambi i casi.
A rompere il silenzio del cantiere sarebbero state le urla sentite da una coppia che si trovava poco distante. I due avrebbero percepito prima un litigio, poi un forte tonfo proveniente dall’interno della struttura. Subito dopo avrebbero visto un uomo allontanarsi rapidamente dal palazzo portando con sé una borsa femminile. La chiamata al 112 ha dato il via all’intervento dei carabinieri e alle prime verifiche nell’area.
Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona avrebbero poi consentito agli investigatori di ricostruire parte dei movimenti del sospettato. Quando i militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, avrebbero trovato elementi ritenuti compatibili con la scena del crimine, tra cui vestiti sporchi di sangue.
Il cantiere di viale Italia è ora sotto sequestro. Gli investigatori stanno effettuando ulteriori rilievi per chiarire ogni dettaglio della vicenda e capire se possano esserci altri episodi collegati. La Procura di Nola, infatti, considera particolarmente inquietante il fatto che i due omicidi siano stati commessi nello stesso luogo e a distanza di poche ore. Una circostanza che alimenta il timore di trovarsi davanti a un possibile serial killer.








