L’Apolline Project , gruppo di ricerca che si prefigge di restituire alla comunità la bellezza di siti dimenticati, anche quest’anno apre le porte dei suoi laboratori ai bambini
Le giornate del FAI di primavera tenutesi recentemente hanno dato la possibilità a migliaia di visitatori di vedere siti e luoghi non sempre accessibili. Tra Napoli e provincia, e nelle province vesuviane, testimonianze di arte, del passato che appartiene all’identità, che vibra più presente che mai. Pollena Trocchia ha aperto ai visitatori lo splendore della Grande Villa Romana presso la Masseria De Carolis, un’area un tempo occupata da una cava in cui venivano poi riconosciuti antichi granai del II d.C.; la zona rischiava di non essere valorizzata, miseramente coperta e occupata da una discarica abusiva, finché le successive ricerche non hanno ridato la luce ai resti che oggi, ancora in fase di scavo e studio, appartengono ad un bellissimo progetto, un gruppo di ricerca che ha come promotore il Comune di Pollena Trocchia e le Università Suor Orsola Benincasa, Federico II, l’Università di Oxford, la Brigham Young University degli Stati Uniti e la partecipazione di amministrazioni e comunità locali.
Ogni anno all’Apolline Project, questo il nome del progetto, partecipano studenti provenienti dai luoghi più disparati, collaborando a braccetto in un team composto da archeologi, paleobotanici, geologi, vulcanologi. Il lavoro di scavo prosegue instancabilmente grazie all’impegno di tanti volontari che per sei mesi all’anno sono coinvolti nella ricerca e nello studio, nella valorizzazione di quel versante settentrionale del Vesuvio meno noto ma non meno interessante di altri siti come Pompei o Ercolano.
A stretto contatto e grazie al comune, che ha messo a disposizione gli alloggi per gli studenti stranieri, studenti ed esperti possono vivere un’esperienza a tutto tondo, usufruendo di laboratori in cui, come ci racconta Santa Sannino, archeologa coinvolta nel progetto, “Sono raccolti e catalogati numerosissimi reperti, che vengono non solo riportati alla luce ma anche, con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, restaurati dove necessario”. In merito agli scavi riguardanti la Villa Romana, la Sannino ci spiega che si tratta presumibilmente di una sorta di complesso termale, coperto dalle ceneri delle varie eruzioni, ripopolato come le zone accanto, più volte; caduto in disuso e poi riadoperato come Necropoli, dati i segni ritrovati di sepolture. “Intorno agli inizi di Giugno – aggiunge Sannino- riprenderemo i lavori di scavo. E per quanto riguarda i tempi, potrebbero volerci ancora due al massimo tre anni perché il sito possa essere restituito totalmente alla visione del pubblico come avviene per gli scavi di Pompei ed Ercolano. Intanto, proprio quest’anno è terminato il restauro di un mosaico che sarà presto visibile, ritrovato durante gli scavi, che si aggiunge alla quantità vastissima di ceramiche, che fanno ipotizzare diverse teorie sui vari scambi commerciali, testimonianze di vita quotidiana in queste terre vesuviane secoli fa.
E se la storia ci permette di costruire la nostra identità, essenziale oltre che riappropriarsene, è renderla fruibile, avvicinando soprattutto i giovani e i più piccoli a questo mondo di scoperte meravigliose. A tal proposito nei primi giorni di aprile il palazzo Cappabianca, sede dei laboratori in cui gli studenti del progetto lavorano, si apre ai bambini dai 6 ai 12 anni. “Una cosa che facciamo da un anno e che ho voluto fortemente – sottolinea Carla Santaniello anche lei tra gli archeologi del progetto Apolline. “Noi speriamo che un domani non molto lontano, la nostra sede possa diventare un museo a tutti gli effetti e che si possa improntare tutto su una didattica rivolta a scuole e bambini”.
In quattro incontri a partire dal pomeriggio di sabato 2 aprile fino al 30, dalle 16 alle 18 i bambini potranno accedere ai laboratori con tema archeologico-ludico- didattico. Il costo per accedere è 5 euro “Ricavato che andrà per l’acquisto dei materiali e in parte per finanziare il nostro obiettivo museale”. Un’iniziativa che piacerà ai nostri bambini è parte di un progetto giovane che mette la storia in luce e alla portata di tutti i cittadini.
Le giornate della Didattica saranno in Via Caracciolo 1, Pollena Trocchia (Na) per info e prenotazioni: 3311375376.



